mercoledì 8 ottobre 2008

inizio...una lettera d'amore

il mio computer si sta accendendo, la parola d'ordine per superare la schermata iniziale, il tuo nome, solo dopo averti dedicato questo gesto, appaiono i colori e le note delle campane si spargono nell'aria.
Lavoro...no, piacere, solo il piacere mi conduce per mano, il gesto del donarmi e donarti, una cosa solo ed esclusivamente tua, ed in questo, la cultura conta poco se manca il sentimento, serve solo ad evitare errori di sintassi.
Ishsha, so, che ogni gesto fatto verso di me, ha per te un costo elevatissimo, cercare spazi e tempi per poterti dedicare un attimo, è difficoltà allo stato puro, in questo sento il mio desiderio di vederti, toccarti, condiviso.
La leggenda racconta che dal riso di un bimbo, che s'infranse in mille pezzi, nacquero le fate, dal tuo ridere, dal tuo sorridere, dal tuo piangere, nasce un affetto smisurato, quel sentimento che ti rende felice ed in certi momenti, ti rende triste..ma sempre, ti riempie l'animo.
Ed ora dillo, dimmi "sbagli, sbagli...non è così!", ripetilo mille volte con lo sguardo fermo, senza esitazioni, in modo che io lo senta forte e chiaro, sei importante per me, e rispetterò anche questo..so, quel che mi hai già detto, conosco la tua scelta, nonostante tutto, mi trovi qui, almeno qui..sei solamente con me ed i tuoi pensieri.
Il tuo dire, può essere il silenzio, uno sguardo fermo, o gli occhi abbassati, o un gesto col capo, il serrare i pugni, il voltarti dopo avermi guardato, senza una parola o, un suono.
L'estate, con la sua violenza, lascia lentamente lo spazio a foglie arrossate che cadono dagli alberi, per cercare te, mio angelo, non devo guardare lontano, mi basta guardarmi dentro, anche tu, non lasciarmi volare via da solo, sogna con me, sognami
Le mie parole, escono dallo schema cuore/fiore/amore, un ritornello carino ma non mi o, se permetti, ci rappresenta, siamo altro..anche altro, una realtà complessa, da amare con tutte le difficoltà connesse, impegnativa.
Ti chiedo una cosa, prima che tu chiuda questa pagina, cercami ancora nei tuoi sogni, senti le tue mani, come fossero mie e, carezzati, stringile tra loro.
Parleranno una lingua senza tempo e senza confini, fallo una, due, cento e più volte, saranno guidate dal sogno, diventeranno mie, saranno vive di una vita propria, conosceranno la voluttà.
Quando non dovessi esserci più, nel mio epitaffio scriveranno "son vissuto ed ho amato, LA DONNA, ho amato Ishsha, il che ha giustificato e nobilitato la mia esistenza", ora dico semplicemente, "Ishsha", ed in questo nome il sorriso, ma ora sogna, come una bimba che sogna da donna, sogna la vita, sorridile, sorridimi.
Aumenta sempre ed è costante, il desiderio di vederti, toccarti, baciarti, la voglia di sentire le tue mani su di me..e tu, sei in me, ti amo, contro ogni logica ed ogni convenzione, ti amo, Ishsha.