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domenica 14 dicembre 2008

Gocce..su di te


silenzio, ancora silenzio
nella dolcezza della notte
sento gocce d'acqua sui vetri

cosa saranno?, pioggia,
o son semplicemente altre,
altre gocce che scendono

non voglio vedere quelle gocce,
sentirne il rumore, sapere che
posso essere io...la causa

no, non posso essere io,
sono un uomo, che ti ama,
se vuoi, un'ombra..nella rete

ed ora, come le ombre
pensa, un raggio di luce
mi fa apparire, e il buio, che mi fa

scomparire, vuoi..puoi,
on, off, username, password,
se lo farai, sarà cancellato tutto.

Ombra, si, nulla di più,
che un uomo, due mani
che percorrono la tastiera

come un cieco percorre il viso
per cercar di dare identità,
tocca le labbra, gli occhi, la fronte

vede, ti vede, ti sto guardando,
mi vedi, mi stai guardando,
on off, username, password..

gocce sul vetro, gocce su te,
gocce, su me, scorrono,
si chiamano in tanti modi,

hanno un solo significato,
uno, uno solamente, lo conosciamo,
a volte abbiamo paura di chiamarlo per nome

ora lo farò, si, io lo farò,
chiamandolo, chiamandoti,
sussurrando e urlando ti dirò

ti amo, Ishsha

Ti lascio questa musica, perchè le mie parole
siano allegria, gioia, calore, affetto, abbracci, baci.
Ti lascio queste parole perchè sei tu,
sei importante, perchè..ti amo
.
E sono un uomo..sono un uomo...per te
e vorrei mi vedessi per quel che sono..
con le mie labbra bianche, sono UN UOMO

sabato 25 ottobre 2008

Gocce


di umida rugiada imperlano foglie di roseti
goccia preziosa, perversa nel suo palesarsi
imperla i tuoi pensieri, è giorno
cosa aspettare, cosa desiderare?, essere..
solo essere e amarsi, in un bianco e nero
fotografato con gli occhi, sentito col colpo
di un corpo che segue flessuoso l'andamento,
l'idea di gioia, e si alza regale a donarsi
raccogli col dito una goccia di rugiada
portala alle labbra..sfiora le palpebre
e parole, colori, odori...diventeranno magia
per te, per me...Ishsha
Estese distese di fiori
lasciate crescere affinchè i tuoi piedi
non tocchino mai il terreno
con la leggerezza, riesci a lasciare i petali
inalterati, aumenti il loro profumo
e la loro luminosità colorata.
Quei petali, braccia tese ad incoronarti
a far di te, ancora e sempre, Ishsha,
la prima donna del giardino terrestre,
quei giochi d'acqua nei fiori,
quei petali, quelle foglie,
son solo piccole corone per i tuoi piedi.
e le mie mani, son tese a te,
con le palme rivolte verso l'alto.