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martedì 15 giugno 2010

ho passato giorni


ascoltando i miei silenzi, sapendo che,
quando sarei tornato, avrei avuto,
ancora una volta un suono, una musica,
che esprimesse cosa penso e quanto pesa, il sapere.

So, di tutto quel che passa e di quanto resta,
so, di te, di me, delle nostre vite,
unite nella separazione e simili,
tali da poterci confrontare allo specchio....uno sull'altra.

Due persone, un pensiero, l'amore, Ishsha

giovedì 22 ottobre 2009

Ruby Tuesday

Un bacio Ishsha...tutto per te,
un altro bacio sulla mano, con l'inchino.
Un bacio Ishsha, ancora per te,
un sorriso che ti avvolga di calore.
Ed una musica che allieti i tuoi silenzi
ti amo!


lunedì 21 settembre 2009

Quando..


sei triste, e chiudi le porte del tuo cuore,
fammi entrare, il tuo dolore svanirà nella dolcezza
delle carezze, degli sguardi e dei silenzi.
Se non vuoi parlare, chiamami col pensiero,
risponderò sempre presente, presente a te,
senza parole o consigli inutili, solo vicino.
Persa nella folla, i miei occhi incroceranno i tuoi,
e sarai ancora in mia compagnia, mi avrai al tuo fianco
nella vita, che tornerà a sorriderti o sarà, meno dolorosa.
Pensa, la bellezza di questo amore è il non avere tempo,
non avere fretta, ansia, solo il pensare di vedere il tuo sorriso
vale mille anni di attesa, è un bacio lunghissimo.
Non ci sono premi in palio, non esistono gare,
il premio sei tu, sono io, siamo NOI, quando sembro
distante, son molto più vicino di quanto immagini,
col tuo cuore, col tuo amore, hai aperto gli occhi al mio.
Ti amo, Ishsha

lunedì 2 febbraio 2009

confusione...


in un cielo grigio di nuvole, che si confonde con l'asfalto,
passano nell'aria pensieri, desideri, dei ed immagini,
seguo il loro momento di vita e ti penso.

Diversa, divori con gli occhi le parole,
con le mani, chiudi in te ogni momento
dei battiti del tuo cuore, poi, le apri

e dolcemente rilasci in un soffio,
le mille emozioni di cui sei capace,
magicamente, in silenzio, e fai volar

via ogni altra cosa, ogni altra donna,
ogni altro pensiero, rendendo quel cielo grigio,
quell'asfalto, tappeti di morbide sete su cui cullarsi

la tua mano ora è aperta, calda,
il freddo della solitudine è vinto da quel soffio,
dilaga ovunque il sentimento, sentirti vicina,

sentirmi vicino a te, è stare sul tappeto volante,
ad ogni comando, la seta cambia colori, disegni,
ad ogni movimento delle dita, altri mondi si aprono.

Estranei a tutto, spettatori, circondano questo palco,
dove non esiste altro che silenzio, amore, pensieri,
gesti, affetto, ancora affetto, nel confine tra cielo e terra

Voglio tu senta il mio sentimento, desidero
tu lo viva, come calore, senza affanno, senza apprensione,
i desideri e la serenità convivano tra loro, nel tuo goderne.

In questo momento, posso solamente esserti vicino
qui, e capire la tua angoscia, la tua rabbia per gli egoismi,
il tuo sogno di libertà, il tuo amore per la vita.

Quante volte, so che mi hai dedicato il tuo tempo,
quante volte i tuoi pensieri erano per me, il tuo dolore,
il tuo affetto, come quel cielo coperto di nubi,

dietro c'è sempre stato il sole, non l'hai fatto vedere
a nessuno, solo a me, hai concesso quel raggio
che ha generato un arcobaleno magico.

Ti amo, Ishsha.

domenica 28 dicembre 2008

speranza...


Il silenzio, il lungo silenzio, si è affievolito, ora qualcosa s'intravede, una speranza.Un piccolo pensiero, non so cosa e come accadrà ma, ti amo, Ishsha..e son l'uomo che affronta e affronterà chiunque, e qualunque cosa.
Vedi, il mio viaggio nella vita, con te, al tuo fianco, ha preso una piega che non immaginavo avrebbe preso, sorpreso di me stesso, di quanto sto ora facendo, di come lo sto facendo.
Che importano queste cose, son solo delle sciocche considerazioni, o no?, è la descrizione di una vita, della mia vita, ti porto sempre con me, come se il sole avesse ripensato il suo percorso, o si fosse fermato per far germogliare il sorriso.
Un bacio, due parole, la speranza, il combattere per migliorare e migliorarsi, per sentirsi pari, per aver da dare qualcosa, per amare ed essere amati.
Ed ora, mentre ti parlo, sento il desiderio della tua bocca...di stringere le tue mani, desiderio di te, Ishsha

martedì 9 dicembre 2008

Io, noi


un dolce risveglio, il mio torpore
non concede tregua, nel mio sogno
sei entrata prepotente, delicatamente
hai occupato lo spazio

Apro gli occhi, guardo la finestra,
le nuvole scorrono, di corsa,
vado sulla mia casella di posta,
si, non sei un sogno, esisti...

esisti, ci sei, sospesa a mezz'aria
mentre cammini senza che i tuoi passi
facciano risuonare le pareti o altri spazi,
sentirti solo per il tuo profumo, vicina.

Le mani, diafane ed eteree, fiordi dei tuoi occhi,
carezzano l'aria, rendendo ciò che ti circonda
un unico vortice, un movimento da amare
e tu, continui a chiamarlo, silenzio..

Chiamale emozioni, chiamalo virtuale,
chiamami sciocco, pazzo, inconcludente,
dimmi innamorato, è una cosa grave?
non ti manco, ridivento solo parole

che scorrono su un video, on off,
acceso, spento, puoi leggerle o non,
chi impedisce la tua scelta?, nessuno,
io meno di tutti gli altri.

Io, perchè continuo ad usarmi questo
pronome?, lo merito?, prima persona,
è singolare che utilizzi un qualcosa senza
immaginarne il plurale, senza pensare Noi

Vuoi?, vuoi ancora?, puoi...
un' ombra sul tuo viso, un ombra
sul mio viso, gli occhi che si abbassano
insieme, a cercare quelle mani diafane,

prima, ognuno le sue, poi le nostre,
le mie, le tue mani, e gli occhi si
sollevano, si cercano, silenzio, silenzio,
esitazione, ansia, silenzio, le mani strette

con una delicata morsa, per prendere
il calore che emanano, per capire
l'affetto che danno, per indovinare
le parole che dicono gli occhi
ed ora dimmi, vuoi che queste parole
continuino a scorrere sul video?
le senti tue?, o le vedi solo come
......, così, sospese nell'aria.

E vedi me, allo stesso modo,
una mosca fastidiosa che gira
o un sognatore folle, che fuori
dalla rete, non vive e non sa vivere.

Un sognatore che, non smette di sognarti,
accetta i tuoi silenzi, forse per te
è ancora poco, vuoi che taccia,
anche con i suoi messaggi,

Quel sognatore, ti ama..
ed ha un suo progetto di vita,
ci sta lavorando, con tutti i tempi
del caso, senza cedere alla disperazione

e rispettando i tuoi desideri,
rispettandoti, nelle tue scelte.


per la stima che nutro verso di te
ho voluto farti sapere anche questo
e vorrei sapere per te, chi sono,
mi vuoi bene, me lo dirai?

Ti amo, Ishsha
T.

sabato 22 novembre 2008

Ho sentito


sulla pelle quella strana sensazione,
senza motivo apparente un formicolio
è iniziato sullo stomaco, sulle gambe

stanchezza forse, no, era quel modo
di sentire un'intuizione, un'idea
che fà male, come una profezia

o un sogno già visto mille volte.
E come sempre, i miei sgomenti
appaiono servizievoli, pronti a notizie

non buone, a sgridate, a dolori.
Oggi vorrei solo sentirti vicina,
senza dover parlare di nulla,

godere dei tuoi silenzi e cercare
la forza di dirti quanto sento dentro
il bisogno di una carezza...tua

da dare, da ricevere, da godere
mentre stiamo di fronte
a dir con gli occhi...tutto

a dir con lo sguardo, con i gesti,
con le mani, con la bocca, col cuore,
una sola cosa, TI AMO.

Ti amo, ti amo, ti amo,
con gli occhi, con lo sguardo,
con i gesti, col cuore, ti amo, Ishsha.


ho camminato per le strade della città, ho provato a pensare, come mi hai chiesto, guardavo ed ho anche chiacchierato...insipide discussioni, insipide persone, parlavo e pensavo, me l'ha chiesto LEI, devo farlo.
E confrontavo, confrontavo e bocciavo, ognuna era lontana, la sentivo tale, la volevo così..ho te dentro il cuore.
Lontana dalla perfezione, che ho conosciuto, abbracciato, di cui conosco la voce, e so, anche, i pensieri e le ansie, ma non posso paragonare uno zircone al Koh-I-Noor, mettere vicino la tua grazia ed il tuo fascino a ..., vedi?, non trovo le parole per definire le altre.
Ti amo, Ishsha

mercoledì 22 ottobre 2008

bacio


i miei saluti, abbracci che vanno
a cercare un sorriso, il tuo sorriso
superano le scie lasciate dai tuoi sguardi
senza calpestarle, lacerando il silenzio
col rumore di un magico bacio
soffiato con il palmo della mano

Lo schiocco di quel bacio
stampato sulle tue labbra
diventa semplicemente rumore
come le onde che s'infrangono
sugli scogli, sostieni la forza
e la gioia, la luce.

Il gesto è lo sguardo, cambia
il calore del cuore, le emozioni
ed è l'amore ad aver ragione
su tutto, a vincere le tristezze
in un gesto di braccia tese,
ancora una volta, ancora, ancora..

Con lo sguardo, con la voce, con i gesti
per dirti solo e semplicemente,
ti amo Ishsha




giovedì 18 settembre 2008

tu...

solamente tu...una battuta di spirito
un commento, e reagisci
violentemente ribadisci "sei mio"
cosa di cui, sei già certa
ti amo, te lo ripeto e lo ripeterò
ancora, ti amo, Ishsha
desidero sentire il sapore
del tuo piacere, carezzare
il tuo viso, sino agli occhi,
diventati oceano, perdermi
nel guardarti, in un silenzio
rotto solamente dal rumore
degli sguardi che si incrociano
e dalle labbra che si uniscono

domenica 14 settembre 2008

passato..

senti l'odore del passato, ognuno di noi ha il suo.
Non cerco emozioni gratis, cercavo, ed ho trovato, una persona speciale, una donna stupenda, preoccupata, presente...gelosa, che mi vuole bene, le voglio bene, e non ho occhi che per lei.
Cercavo?, Cercavi?, ci siamo trovati, scoperti, ritrovati in NOI, in quell'emozione forte che ci rende NOI, io e te, tu ed io, NOI.
Conosco i suoi problemi, come lei conosce i miei, ed i momenti che ruba al suo stress quotidiano sono gemme preziose, che mi dona senza pensare a se stessa, lei è fatta così!, Ishsha, cancellare non risolve, ma eliminare le cose che ti danno fastidio, limitarle, si. Sorpreso ogni volta ed ogni volta apprezzo, le tue parole, lascia esplodere in te la risata , quel suono cristallino emesso dai tuoi occhi lucenti, chiamalo col suo nome, chiamalo gioia, chiamalo certezza, chiamalo amore.
TI AMO!



A volte le parole, son inutili, nel silenzio senti il cuore battere., i nostri, battono all'unisono!, non ci stiamo offrendo su un piatto d'argento, apprezziamo entrambi l'unicità del dono che rappresentiamo, uno per l'altra, amore mio.

venerdì 23 maggio 2008

il silenzio

Un bimbo scendeva nella cantina, c'era la musica, spettatore del ritmo, ascoltatore sognante, si dondolava e cantava.
Radio accesa, (quando non c'è altro), che il rumore provenga dall'etere, dagli strumenti musicali, purchè mantenga il silenzio nella sua anima, copra il "dentro" ed i suoi rumori, le sensazioni, il suo dolore, le sue emozioni, i suoi affetti, coperti dal chiasso, di modo che siano custoditi in quello scantinato.
Nessuno dall'esterno ha avuto accesso ai suoi suoni, il dolore provato, lo choc della scomparsa, il trauma della perdita, il mimetismo, la tecnica per essere accettato in un mondo di adulti, il non-bambino costretto ad emulare i grandi per crescere.
Giochi da adulti, con adulti, per gli adulti, i suoi spazi all'infanzia ridotti allo stretto indispensabile, rapporti "malati" con gli altri bimbi, considerati "loro", anche nella condivisione di un banco, dello stesso essere orfani, mai "noi".
Diverso anche in questo, "loro" vivono con le madri, le sorelle ed i fratelli, il bambino vive con "altri", ha interessi che i suoi coetanei vivranno fra molti anni, cresce tacendo su questo, in fondo se non può essere bimbo, qualcosa deve pur diventare per non soccombere a sé stesso.
Quel bambino in grado di progettare, calcolare, pianificare, descrivere, raccontare, un bel giorno diventa un uomo, cambia per VIVERE, soffrire, gioire, amare, amarsi, amarti.
E la fobia del silenzio?, nell'assenza di rumore emergono i pensieri, non è ammissibile che accada ciò!, sino a che...l'anima, diventa "adulta", cambiando immagine, non più scantinato ma pentola a pressione, cambia il corso della vita.
Quella pentola a pressione, ora contiene qualcosa in ebollizione, sfiata, fischia, aprendola ci si può scoprire un minestrone con tanti ingredienti, arancione delle carote, verde del sedano, beige delle patate, rosso dei pomodori, rosso dell'amore, verde delle speranze, beige del lavoro, arancione del dolore, ed un liquido omogeneo chiamato vita.
Descrivere, quando il gesto dello scrivere diventa descrizione, muta da attività in azione cognitiva, "guardo le emozioni, le riconosco", voglio viverle!!!
Sento, "vedo", i tuoi pensieri galoppare, stanno collegando fatti e discorsi,stiamo guardando insieme dentro quel contenitore.
La voce del silenzio, la voce del cuore, quella musica sempre coperta, il suo vero viso, quel che ha sempre nascosto, per la paura di perdere, paura di perdersi nel rivelarsi, con la paura di conoscersi, oggi col cuore in mano, sceglie di rivelarsi, si presenta a te.
"Piacere, sono il bimbo nascosto, quello scantinato è pieno, svuotiamolo insieme", la voce del silenzio è diventata un rumore assordante, i clamori interni vogliono emergere, desiderano vedere la luce, sentire e farsi sentire.
Ritrovarmi a meditare nel silenzio assoluto, facendomi del male nel frugare le viscere, estirpare pezzo a pezzo le difese create, prendere ciò che trovo e metterlo in mostra, gioielli e miseria, infamia e nobiltà.
I cubi, usati per costruire le dighe a difesa del mio io nascosto, son pieni di me, devo aprirli uno dopo l'altro, scoperchiare quel vaso di Pandora, col coraggio di guardare agli sbagli commessi, senza cercare giustificazioni, cercando un futuro.
Spettatore per una vita, plasmato dall'esterno, professionista delle maschere, ora attore, salgo sul palcoscenico della vita senza indossare nessuna maschera, mi privo di quel posticcio, usato in mille occasioni, rinuncio al travestimento da camaleonte, ti racconto quella trasfigurazione che, non serve più.
Per te sono e sarò l'UOMO, Ishsha.


sabato 19 aprile 2008

chi vince..chi perde


Discussione, tema, come si perde...
Svogliato nel rispondere, ho annuito, negato, annuito ancora, e confermato, perdo quando voglio perdere, se le tessere mi sostengono, la mia realtà è fuori dai tavoli, è tangibile.
La mia realtà si chiama vita, lavoro, affetti reali, il mio virtuale si chiama sogno...cosa difficile da spiegare a chi, della virtualità fà realtà!
Ed in questa realtà...parlare del giocattolo che, non è più, francamente, mi fa sorridere, perchè non mi considero un giocattolo, non mi considero in quelle ..., sono in altre mani e mi sento un uomo vero.
Ora, per un momento ancora, resterò seduto a guardare, una foto..una rosa, e le dedicherò il mio silenzio, dicendo dai suoi petali, "ti voglio bene"