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giovedì 15 gennaio 2009

ci siamo appena lasciati e.....


mi manchi come l'aria, come l'acqua,
ci siamo appena lasciati e guardo ancora
il vuoto della notte, davanti al mio video
solo il silenzio, vorrei il tuo respiro
vorrei portare le mie mani, sul tuo viso.

Qualche volta, nelle mie parole, senti un grido,
altre volte senti un sussurro, altre volte ancora
silenzi infiniti pieni di sguardi, e le tue parole,
grida, sussurri, silenzi che si incuneano,
che levano il respiro, che fanno battere il cuore.

Ti racconto una favola, quella delle piccole cose
che, nessuno può comprare, che disprezzate da tanti,
ignorate, son l'essenza della vita, il sale
che da forza, in quei piccoli gesti, quanto nessuno
potrà mai acquistare, per il loro inestimabile valore

Ti racconto una gara, fatta per raggiungere,
rincorrere, raggiungere, rincorrere, ripartire ancora,
finita in un abbraccio, inizio e dolce fine da godere,
talmente semplice da potersi definire una perla,
da potersi paragonare ad un campo di margherite.

Ma l'America è lontana, dall'altra parte della luna,
raggiungerla è trovarmi tra le tue braccia,
arrivarci è levare dalla testa il pensiero dello star soli,
trovarsi ancora NOI, maiuscolo noi, in un attimo
scindere il mondo dagli sguardi che scambiamo.

Ed ora, mentre mi trovo qui, col silenzio
della notte, rotto solo dal ticchettio dei tasti
e dai miei pensieri, sento la tua presenza,
le tue parole, i tuoi occhi su di me, ti sento
addosso, andrò a letto col sogno di averti vicina

Ti amo, Ishsha

martedì 16 dicembre 2008

il vento


la notte, i sospiri del vento
che sento muovere le serrande
portano nel mio cuore cure infinite.

Vento, vento che fai sibilare
la casa, ne smuovi ogni angolo,
la strada è piena di carte che volano,

giornali, altra carta, altre scritte,
parole che volano, lettere miste
a sibili, a sospiri che raccolgo nell'aria.

Perdona il vento, perdonalo
perdona l'uomo che scrive, perdonalo,
on off, l'uomo esiste, tu esisti in lui.

Vorrei regalarti un sorriso,
ci proverò, aprendoti, le porte
di uno scrigno, che ha dentro

mille gioie, portamele via
e lanciale in aria, saranno coriandoli
che carezzeranno il tuo viso.

Ancora carta, lettere, colori
diventeranno carezze, baci, abbracci,
svuotalo, svuotami di tutto, è tuo, sono tuo,

quelle gioie, senza te,
non hanno ragion d'essere,
sono ombre e sibili nella notte.

Quelle stesse cose, con te
sono luce, sole, calore, sospiri,
parole, prendile, usale, sono tue

ti amo
Ishsha

giovedì 22 maggio 2008

tavoli

Quando sei andata via, un silenzio di maniera è calato sui tavoli, molte chiacchiere in sottofondo, finestre aperte e invisibili, dichiaratamente chiuse o non funzionanti.
Un brusio, un attività sradicata dal contesto, è arrivata all'improvviso una persona, saluti, poi silenzio in sala, infine, sono "caduto" senza salutare, (come nelle migliori tradizioni dell'insalutato ospite), è stato meglio il televisore che vivere quell' ipocrisia.
Ti ho desiderata, nei miei sogni e nella mia insonnia, ho sentito la tua stanchezza mista alla tua gioia per il premio, alla nostra gioia, mi sento partecipe dei tuoi successi, del tuo gioire.
Oggi per me sarà un altro passo avanti, la mia analista aprirà ancora quel lato oscuro sempre ignorato, messo in disparte, conoscermi per conoscere e farmi conoscere, scenderò ancora nel mio passato per capire il presente. Scendere, come i mitici eroi scesero nell'Ade, perchè il mio passato è inferno, è infermo, voglio guarirlo dalle ombre, dagli incubi e dagli spettri, questo è il mio renderti omaggio, piangere per sorridere.
Ho sorriso al tuo languido saluto, sentendo la tua mano morbidamente poggiata nelle mie, scoprendo nel tuo sguardo il desiderio di portarmi con te, sognare dolcemente un contatto, l'abbraccio nella notte, i respiri nel silenzio.
Il mio passato, (che ho rimosso in parte), deve tornare a galla, per rendere il mio cuore trasparente e, fartelo vedere, fartelo tenere in mano..Ishsha

martedì 15 aprile 2008

gocce di emozione

senza rendercene conto stiamo crescendo come...NOI, mi parli con naturalezza dei tuoi malesseri, ti racconto e faccio vedere cose che dovrei nascondere perchè potrebbero "minare" il mio orgoglio maschile, senza pregiudizio, invece...NOI.
Dopo la nostra conversazione, sapere che stavi male, perchè stavi male, mi ha fatto piacere, ti voglio bene per quelle manifestazioni di complicità, e tanta tanta complicità.
In epoche oscure, sarebbe stata una dichiarazione di impurità, mai donna in nessun testo dice cose simili, ma tu sei Ishsha, e questo sentimento non t'appartiene e non m'appartiene, viviamo la gioia dello stare insieme.
La mia notte sarà turbata dall'ansia per le decisioni che prenderanno su di me, sarà notevolmente serena perchè sognerò TE, che ti avvicini e diventi corporea, diventi mia, ci fonderemo in un abbraccio senza fine, nell'amore per lo stare insieme.