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sabato 1 novembre 2008

Quando, a volte


sento le dita rifiutarsi di scrivere
e di colpo, non le controllo più,
quando vorrei semplicemente carezzarti,
o desidero mi stringa le mani, allora..
so che l'esistere ha un senso.

Quando esco, il sole riscalda,
la pioggia che sembra una tenda,
il vento un alito di tenerezza,
le nuvole, pensieri sospesi,
so che l'esistere ha un senso.

Quando succedono queste cose
so che esisti, e sei vicina
so che, l'esistere ha un senso

Senso, senso, senso, sensazione
paradisiaca e dolore, contatto,
conoscenza, parossismo, estasi,
ed ancora tu, solo tu.

Per darmi un'idea diversa
dovrei scavalcare i confini del mondo
e sarei ancora io, vicino a te
senso dell'esistenza del mio io.

Vuoi che descriva il tuo corpo?
vuoi che descriva la tua voce?
vuoi che parli del tuo ridere, del tuo piangere?
o preferisci che, in silenzio ti pensi..e ti parli?

Ora, vicina a me, ora vicino a te,
momento per momento dividiamo
la gioia ed il tormento, tocchiamo
i nostri cuori, li teniamo in mano, amiamo.

Amiamo per vivere, viviamo per amare,
questo è il senso dato alla vita,
amare, corpi e anime in amore
s'intrecciano, creano scenografie

Entrano nel palcoscenico e tengono
lo spettacolo della vita, si dileguano
dietro le quinte del loro silenzio,
appaiono sulla scena del loro tacere.

E la parole, mille parole non dette
confuse e concluse in solo due,
due piccole parole che son il tutto,
in tutto lo spettacolo, in tutta la recitazione

Si sente solo dire..."Ti amo, Ishsha",
ed il pubblico, in piedi ad applaudire
altri, ammutoliti, seduti, plaudenti,
un pubblico di anime, di cuori.

E noi, attori, noi, spettatori,
noi, questo siam diventati
dopo esser stati anime sole,
ora siamo noi, legati dal mistero.

Le difficoltà da superare, i problemi,
le nostre vite, hanno uno scopo,
hanno un senso, sappiamo dell'affetto,
conosciamo quel sapore e lo dividiamo tra noi

Perchè quello è il pane,
il cibo dei patriarchi che conserviamo,
quella è la mensa cui siamo seduti,
e questo il senso della vita

Ed i nostri corpi, ora,
assumendo la forma dell'acqua
si uniscono, si mischiano, si fondono,
nel grande contenitore dell'affetto