l'unica cosa che riesco a dire oggi, Ti Amo,
senza fiato, uso le mie risorse
per starti vicino, traendo da te forza e calore.
Le labbra non emettono suono,
gli occhi non parlano, il cuore non dice,
se non quelle parole, Ti Amo.
Ishsha, Ishsha, Ishsha,
nella valle dell'Eden un sussurro,
il tuo nome, è sussurrato per carezzarlo.
Ishsha, Ishsha, Ishsha,
il tuo nome è sussurrato per carezzarti.
Perdona la mia flebile voce,
quel che nutro per te, è forte,
al punto di volerlo urlare,
ma un urlo, può spostare i petali
del delicato fiore che sei.
Spostare i petali, rovinando
l'armonia concessa, il piacere
condiviso, la nostra comunione,
l'amore, l'affetto e la stima,
e tutto per un urlo?, no..
Il sussurro è urlo d'amore,
e tu, sei amore.
Ho riaperto lo scantinato, buttando
via cianfrusaglie, guardando la mia vita,
quante cose utili e inutili, conservate,
coperte di polvere, incrostate.
Ho messo ordine, le cose oramai orfane
e prive di valore, son state buttate via,
quel che è rimasto, oltre lo spazio vuoto,
è quanto mi serve per andare avanti
e vedere il noi, vederti, portando in mano
il mio passato, il mio presente,
capace di vedere il tuo passato, il tuo presente.
Vedere, non guardare, non osservare, vedere
per vedermi, per vederti, per vederci uniti
in un sogno. Aprendo il mio mantello di bisso,
hai visto sotto l'uomo, l'hai messo a nudo,
l'hai guardato senza protezioni,
hai scelto di abbracciarmi nella mia nudità.
Aprendo il tuo mantello di seta,
ho visto la donna nuda, ho scelto
di abbracciarti nella tua ricchezza.
E abbracciati, vicini, ti sussurro ancora
Ti Amo