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domenica 8 febbraio 2009

Sapere


.so, che ..mi senti, senza dire una parola,
in ogni manifestazione, riesci a capire
se sto male, se ti desidero, cosa desidero

come lo desidero, cosa sogno..
ma che importa parlarne, che importa descrivere
una cosa che sai?, o è importante?per te...

vedrò son parole d'amore cerco...
vedrò son parole d'amore, do..
vedrò, son parole d'amore, faccio

so una cosa, so di amarti, so che
sei importante, che non riesco ad essere
altro, ma ti amo, ti amo, ti amo

parole, amore, azioni, carezze,
pensieri, baci, abbracci, imbarazzi,
sospiri e rossori, e ancora baci


Ed ogni volta è primavera, ci diciamo "è bello,
sarà ancora più bello", dolce inganno di toccarci
anche qui, e lo facciamo col cuore.

Resta, rimani ancora un pochino,
questo nostro amore per ora, è meglio
di niente, lo sai, lo so, amiamoci
.

E' arrivata la primavera e non ho più freddo,
scopri il mio cuore, allontana le ombre,
avvicinati, voglio sentirti ancora.

A volte per la paura di non rivederti,
sembra mi crescano le ali, e mi par di volare,
ma voglio stare qui, mi attacco anche alle pietre,

ai fili d'erba, ai petali dei fiori,
alle foglie, ai rumori, al vento,
ascoltando muto i suoi rumori per dirti


Ti amo, Ishsha

giovedì 20 novembre 2008

Farfalle


che volano intorno ad un fiore
colorano l'erba con nuove ombre
I movimenti delle ali, meno dolci
del movimento delle tue mani,
meno lucenti del movimento
dei tuoi occhi, ammalia chi
osserva, ti guardo affascinato.

Apri le dita, e tra loro,
le ciglia, gli occhi, non capisco
da dove provenga la luce più intensa.
Chiudi le dita, e tra loro,
le ciglia, gli occhi socchiusi,
capisco che sei luce intensa.

Stormi di farfalle, il fiore,
un coro di silenzi intorno,
un angolo in cui riflettere, amare.
Amare senza nessuno intorno,
liberi di arrossire per le nostre emozioni,
liberi di sussurrarle con un filo di voce.

Farfalle e fiore, quale ti rappresenta?
le ali della libertà ed il candore dei petali,
o il rossore delle guance, o la pelle diafana.
Mi prendi con i sorrisi, con i silenzi,
mi leghi con i pensieri, che s'annodano
morbidamente su te rendendomi tuo.

Quegli stessi pensieri, rendendomi tuo,
mi fanno sentire che sei mia
nel momento del pensarmi,
nell'attimo del volermi bene,
come se i nodi fossero passanti
ci si lega insieme.

Il volo delle farfalle continua,
disegna ancora cerchi ed elissi,
il fiore ne gode, aumentando
la sua aura, o son le farfalle
a sentire la forza dei petali,
degli stami, dei pistilli, del profumo.

Quelle evolute evoluzioni, disegnate
con le mani, con le dita, con gli occhi,
seguite nelle loro scie,
ad ogni giro lasciano cadere
una sola lettera, una A all'inizio,
una M, una O, una R, ed infine una E.

E ancora altri movimenti,
a scrivere nell'aria una parola
diversa, ancor più chiara,
seguo col pensiero la scritta
che appare lentamente
è il tuo nome, non oso dirlo.

e vorrei gridarlo, lo grido,
si, lo grido, un grido silenzioso
che lascio qui, solo per te,
Ishsha, e col mio urlo silente
poggio un bacio, sul davanzale
perchè segua le ali delle farfalle

e danzi per te, si poggi su te
con la stessa delicatezza di quelle ali
che portano la scritta "ti amo"

mercoledì 5 novembre 2008

Ishsha


l'unica cosa che riesco a dire oggi, Ti Amo,
senza fiato, uso le mie risorse
per starti vicino, traendo da te forza e calore.
Le labbra non emettono suono,
gli occhi non parlano, il cuore non dice,
se non quelle parole, Ti Amo.
Ishsha, Ishsha, Ishsha,
nella valle dell'Eden un sussurro,
il tuo nome, è sussurrato per carezzarlo.
Ishsha, Ishsha, Ishsha,
il tuo nome è sussurrato per carezzarti.
Perdona la mia flebile voce,
quel che nutro per te, è forte,
al punto di volerlo urlare,
ma un urlo, può spostare i petali
del delicato fiore che sei.
Spostare i petali, rovinando
l'armonia concessa, il piacere
condiviso, la nostra comunione,
l'amore, l'affetto e la stima,
e tutto per un urlo?, no..
Il sussurro è urlo d'amore,
e tu, sei amore.
Ho riaperto lo scantinato, buttando
via cianfrusaglie, guardando la mia vita,
quante cose utili e inutili, conservate,
coperte di polvere, incrostate.
Ho messo ordine, le cose oramai orfane
e prive di valore, son state buttate via,
quel che è rimasto, oltre lo spazio vuoto,
è quanto mi serve per andare avanti
e vedere il noi, vederti, portando in mano
il mio passato, il mio presente,
capace di vedere il tuo passato, il tuo presente.
Vedere, non guardare, non osservare, vedere
per vedermi, per vederti, per vederci uniti
in un sogno. Aprendo il mio mantello di bisso,
hai visto sotto l'uomo, l'hai messo a nudo,
l'hai guardato senza protezioni,
hai scelto di abbracciarmi nella mia nudità.
Aprendo il tuo mantello di seta,
ho visto la donna nuda, ho scelto
di abbracciarti nella tua ricchezza.
E abbracciati, vicini, ti sussurro ancora
Ti Amo

sabato 19 aprile 2008

chi vince..chi perde


Discussione, tema, come si perde...
Svogliato nel rispondere, ho annuito, negato, annuito ancora, e confermato, perdo quando voglio perdere, se le tessere mi sostengono, la mia realtà è fuori dai tavoli, è tangibile.
La mia realtà si chiama vita, lavoro, affetti reali, il mio virtuale si chiama sogno...cosa difficile da spiegare a chi, della virtualità fà realtà!
Ed in questa realtà...parlare del giocattolo che, non è più, francamente, mi fa sorridere, perchè non mi considero un giocattolo, non mi considero in quelle ..., sono in altre mani e mi sento un uomo vero.
Ora, per un momento ancora, resterò seduto a guardare, una foto..una rosa, e le dedicherò il mio silenzio, dicendo dai suoi petali, "ti voglio bene"