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venerdì 2 ottobre 2009

Mi concedi un ballo?

uno, due, tre,...la musica sale di volume, volute di fumo
riempiono la sala, come per magia lo spot illumina solo te,
appari coperta di luce, avvolta in mille colori diversi.
Le ombre scompaiono, le mani si stringono, senti l'impeto,
l'imperiosa volontà di muoverti, danzi la magia del tango.

Apro la finestra, la mia casa sembra in periferia,
i palazzi scompaiono sostituiti dai campi,
bimbi che corrono, ovunque prati, giardini, fiori,
e, in lontananza, il sole sembra coi suoi raggi
farti da corona, facendo brillare i tuoi capelli.

Uno, due, tre, la musica sale di volume, volute di fumo
si disperdono nell'aria per lasciare intatto il tuo splendore,
sei la luce, scorro una carovana di immagini intorno
e il mio pensiero resta fisso a te, a quel che può darti
la serenità, la felicità, l'amore che meriti.

Apro la finestra, la mia casa sembra in periferia,
una ragazzina in fiore sorride, è una donna in fiore,
è il sorriso che non ha età, sei tu. La scia di quei raggi
è meno lucente del tuo muoverti dolcemente, quando piangi
son perle, quelle gocce che lasciano i tuoi occhi.

Ed ora, mi concedi un ballo?, concedimi d'esserti vicino,
di stringerti a me, di far roteare il tuo pensiero sui volteggi
della danza, con il ritmo incalzante a cancellare ansie e dolori,
con il ritmo lento a prender fiato, ed ancora veloce
per darti la passione, un bacio, un abbraccio.

Ti amo, Ishsha


martedì 23 dicembre 2008

modellare il mondo....

Pennelli, una tela bianca,
una figura sullo sfondo,
sdraiata su una dormieuse

silente, riesce con gli occhi
a catalizzare l'attenzione,
immobile, sembra non respiri

La tela inizia a cambiar aspetto,
lentamente si delinea l'ovale del viso,
i capelli, bagnati dal sole, irradiano

i suoi raggi per tutta la stanza.
Colpito da quei raggi, ipnotizzato
dallo sguardo, col pennello a mezz'aria,

quando, la mano, inizia a vivere di vita propria,
senza nemmeno guardare, i colori
seguono l'armonia che si è creata

Silenzio, rotto solo dal rumore
del pennello che scorre sulla tela,
la figura prende forma, si vedono

i contrasti tra luci ed ombre appaiono,
in tutta la loro bellezza, impossibili
da dipingere, si fissano con lo sguardo.

Fissarli dentro il cuore, tenerli stretti
e far scorrere liberamente il pennello
su quella superficie, non più bianca,

s'iniziano a distinguere altri particolari,
la mano è sempre più veloce, uno sgabello
per poggiare il pensiero, e sorridere

nella pausa, senza paura,
la modella si alza, guarda la tela,
i suoi tratteggi, senza una parola

torna al suo posto, le sue emozioni
hanno cambiato l'espressione del viso,
la sua bellezza è negli occhi.

Non voglio, vederti con gli occhi tristi, sorridi,
sorridimi e, se vuoi, lacera la tela.
Se quanto sto dipingendo ti fa male,

permetti, che racconti e raccolga
i brandelli di quel disegno squarciato,
modellando ancora il mondo...per te?,

altrimenti butterò cavalletto e colori,
tele, sgabello, in un dirupo,
pur di darti il bene che ti voglio.

Se vorrai tu stesso potrai buttarli,
o ignorarne l'esistenza cancellandoli,
con un sol gesto, capirò...

vedrò in quell'azione il tuo ordine,
la tua felicità, e sarò comunque
felice, senza rimpianti, sarò uomo, per te.

Ti amo, Ishsha

lunedì 15 dicembre 2008

scegliere

stavo scegliendo una canzone
che rispecchiasse chi sei, chi sono,
il mio umore, quando ti ho vista apparire.

Il mio gesto si è fermato a mezz'aria,
come paralizzato, ho osservato te,
e qualsiasi cosa volessi fare..

è diventata inutile. Sorrido, la vita
è un gesto a mezz'aria, scegliere una canzone
e dimenticare di ascoltarla, per sentirti

ecco, la musica, nel gesto,
la musica nel sorriso, gli occhi
che brillano, le labbra si schiudono

lasciando uscire un pezzo di cuore,
che segue il tuo sguardo, avvolgendo
il mondo del calore, la canzone

della vita, inizia con un raggio di sole,
inizia con un'occhiata, con due parole
e un abbraccio nel sorriso

sempre diversi, sempre uguali
quel gesto, quello sguardo, quel sorriso
riempiono la stanza di sole

ti amo, Ishsha

domenica 14 dicembre 2008

Gocce..su di te


silenzio, ancora silenzio
nella dolcezza della notte
sento gocce d'acqua sui vetri

cosa saranno?, pioggia,
o son semplicemente altre,
altre gocce che scendono

non voglio vedere quelle gocce,
sentirne il rumore, sapere che
posso essere io...la causa

no, non posso essere io,
sono un uomo, che ti ama,
se vuoi, un'ombra..nella rete

ed ora, come le ombre
pensa, un raggio di luce
mi fa apparire, e il buio, che mi fa

scomparire, vuoi..puoi,
on, off, username, password,
se lo farai, sarà cancellato tutto.

Ombra, si, nulla di più,
che un uomo, due mani
che percorrono la tastiera

come un cieco percorre il viso
per cercar di dare identità,
tocca le labbra, gli occhi, la fronte

vede, ti vede, ti sto guardando,
mi vedi, mi stai guardando,
on off, username, password..

gocce sul vetro, gocce su te,
gocce, su me, scorrono,
si chiamano in tanti modi,

hanno un solo significato,
uno, uno solamente, lo conosciamo,
a volte abbiamo paura di chiamarlo per nome

ora lo farò, si, io lo farò,
chiamandolo, chiamandoti,
sussurrando e urlando ti dirò

ti amo, Ishsha

Ti lascio questa musica, perchè le mie parole
siano allegria, gioia, calore, affetto, abbracci, baci.
Ti lascio queste parole perchè sei tu,
sei importante, perchè..ti amo
.
E sono un uomo..sono un uomo...per te
e vorrei mi vedessi per quel che sono..
con le mie labbra bianche, sono UN UOMO