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giovedì 12 marzo 2009

lettera per un amore

lettera di un amore, lettera per te,
che mi manchi tanto, che ispiri le mie parole.
Lettera, dichiarazione, pensieri scomposti
messi in ordine con un unico viso da guardare,
un cuore da sentir battere, mani da stringere,
labbra da baciare, ed i tuoi occhi da guardare.
Ed i tuoi occhi da guadare per penetrare
sino al più profondo del tuo cuore, nei tuoi
pensieri, per darti quelle certezze di esser la sola
ed unica donna nel mio cuore, Ishsha.
Ti auguro ogni bene...io ci sono e ci sarò, se vorrai
Ti amo, Ishsha

domenica 18 gennaio 2009

cosa leggo nei tuoi occhi..


leggo di me, leggerti è stata una folgorazione,
scorro i tuoi sguardi, e senza una parola
hai detto tante cose, i movimenti del viso,
le tue labbra, indicavano semplicemente amore.
Oggi, scorrerli ancora, in un attimo solo,
solamente una smorfia, e fiumi d'inchiostro,
maree di suoni, son stati coperti da quello sguardo.
Ti amo, Ishsha

giovedì 15 gennaio 2009

ci siamo appena lasciati e.....


mi manchi come l'aria, come l'acqua,
ci siamo appena lasciati e guardo ancora
il vuoto della notte, davanti al mio video
solo il silenzio, vorrei il tuo respiro
vorrei portare le mie mani, sul tuo viso.

Qualche volta, nelle mie parole, senti un grido,
altre volte senti un sussurro, altre volte ancora
silenzi infiniti pieni di sguardi, e le tue parole,
grida, sussurri, silenzi che si incuneano,
che levano il respiro, che fanno battere il cuore.

Ti racconto una favola, quella delle piccole cose
che, nessuno può comprare, che disprezzate da tanti,
ignorate, son l'essenza della vita, il sale
che da forza, in quei piccoli gesti, quanto nessuno
potrà mai acquistare, per il loro inestimabile valore

Ti racconto una gara, fatta per raggiungere,
rincorrere, raggiungere, rincorrere, ripartire ancora,
finita in un abbraccio, inizio e dolce fine da godere,
talmente semplice da potersi definire una perla,
da potersi paragonare ad un campo di margherite.

Ma l'America è lontana, dall'altra parte della luna,
raggiungerla è trovarmi tra le tue braccia,
arrivarci è levare dalla testa il pensiero dello star soli,
trovarsi ancora NOI, maiuscolo noi, in un attimo
scindere il mondo dagli sguardi che scambiamo.

Ed ora, mentre mi trovo qui, col silenzio
della notte, rotto solo dal ticchettio dei tasti
e dai miei pensieri, sento la tua presenza,
le tue parole, i tuoi occhi su di me, ti sento
addosso, andrò a letto col sogno di averti vicina

Ti amo, Ishsha

martedì 16 dicembre 2008

il vento


la notte, i sospiri del vento
che sento muovere le serrande
portano nel mio cuore cure infinite.

Vento, vento che fai sibilare
la casa, ne smuovi ogni angolo,
la strada è piena di carte che volano,

giornali, altra carta, altre scritte,
parole che volano, lettere miste
a sibili, a sospiri che raccolgo nell'aria.

Perdona il vento, perdonalo
perdona l'uomo che scrive, perdonalo,
on off, l'uomo esiste, tu esisti in lui.

Vorrei regalarti un sorriso,
ci proverò, aprendoti, le porte
di uno scrigno, che ha dentro

mille gioie, portamele via
e lanciale in aria, saranno coriandoli
che carezzeranno il tuo viso.

Ancora carta, lettere, colori
diventeranno carezze, baci, abbracci,
svuotalo, svuotami di tutto, è tuo, sono tuo,

quelle gioie, senza te,
non hanno ragion d'essere,
sono ombre e sibili nella notte.

Quelle stesse cose, con te
sono luce, sole, calore, sospiri,
parole, prendile, usale, sono tue

ti amo
Ishsha

domenica 14 dicembre 2008

Gocce..su di te


silenzio, ancora silenzio
nella dolcezza della notte
sento gocce d'acqua sui vetri

cosa saranno?, pioggia,
o son semplicemente altre,
altre gocce che scendono

non voglio vedere quelle gocce,
sentirne il rumore, sapere che
posso essere io...la causa

no, non posso essere io,
sono un uomo, che ti ama,
se vuoi, un'ombra..nella rete

ed ora, come le ombre
pensa, un raggio di luce
mi fa apparire, e il buio, che mi fa

scomparire, vuoi..puoi,
on, off, username, password,
se lo farai, sarà cancellato tutto.

Ombra, si, nulla di più,
che un uomo, due mani
che percorrono la tastiera

come un cieco percorre il viso
per cercar di dare identità,
tocca le labbra, gli occhi, la fronte

vede, ti vede, ti sto guardando,
mi vedi, mi stai guardando,
on off, username, password..

gocce sul vetro, gocce su te,
gocce, su me, scorrono,
si chiamano in tanti modi,

hanno un solo significato,
uno, uno solamente, lo conosciamo,
a volte abbiamo paura di chiamarlo per nome

ora lo farò, si, io lo farò,
chiamandolo, chiamandoti,
sussurrando e urlando ti dirò

ti amo, Ishsha

Ti lascio questa musica, perchè le mie parole
siano allegria, gioia, calore, affetto, abbracci, baci.
Ti lascio queste parole perchè sei tu,
sei importante, perchè..ti amo
.
E sono un uomo..sono un uomo...per te
e vorrei mi vedessi per quel che sono..
con le mie labbra bianche, sono UN UOMO

martedì 25 novembre 2008

Pelle


ad occhi chiusi ho cercato
il contatto con la tua pelle,
sento sotto le dita la morbidezza.

ad occhi aperti ho cercato
il contatto con la tua pelle
sento sotto le dita la morbidezza

dormo e cerco nel sogno
il contatto con la tua pelle
sento sotto le dita la morbidezza

solamente da solo,
scopro che la mia ricerca
è dentro la mia pelle, sei tu

persevera la sensazione,
continua la presenza,
la sento sotto le dita anche ora.

mi tocco, e ti sento dentro,
qualsiasi parte del corpo sfiori
vivo l'emozione delle tue mani.


nel cercare di liberarmi
mi hai messo paura che
volessi liberarti, poi ho pensato

a mille cose diverse,
malattie, pericoli, ansie,
che mi avessi abbandonato,

sò quanto mi vuoi bene,
non ho osato pensar nulla
di diverso, sto tenendo fede

alla mia promessa, lascio
che il mio sguardo si posi,
ieri ho desiderato un semplice ciao,

perchè questo?, dimmelo,
perchè ieri mi son sentito
un tossico in crisi d'affetto?

Ieri..perchè ti parlo di ieri?
ad occhi chiusi, ti ho cercata
e desiderata, sapevo di essere solo.


Mi sei mancata, tanto,

tanto da lasciarmi piovere
addosso, per lasciare le gocce

confuse su di me, tanto
da non aver freddo, da non sentire
il caldo, o non desiderarlo,

tanto da ripudiare le compagnie,
da non desiderar altro, solo
la splendida solitudine

che mi facesse compagnia,
mi permettesse di guardarti,
di scoprire ogni particolare

del tuo viso, ogni espressione,
forse, hai avuto ed hai ragione,
perdo l'orientamento e sragiono.

Torno nella mia ombra,
esco, ritorno ancora dove
mi hai trovato, è diverso,

anche quel posto è cambiato,
insieme a me, ora sento netto
l'odore del dolore che mi ci aveva

tenuto, conosco l'aroma della gioia,
ne distinguo i tratti, capisco
le differenze del vivere una nuova vita.

Il mio rifugio si rivela
per quel che era diventato,
un sudario, solamente un sudario

per un uomo solo,
scostante, che non conosceva
altro, vedeva passato

senza pensare futuro,
uccideva il presente, stava
cedendo a se stesso, in una maschera

trasfigurava il viso, la voce,
i movimenti ed i pensieri,
senza maschera, sente gli odori.

E sento il tuo dolore, sento il tuo
amore, sento il tuo odore,
ti amo, Ishsha

domenica 26 ottobre 2008

Domenica


la comunione dei pensieri
la mensa dell'abbraccio
inizia ora...in un gesto, un piccolo gesto
che si chiama buongiorno.
Proviamo a staccarci dalla quotidianità
sorridiamo, riposiamo la mente
e guardiamo intorno a cercare il sole
Eccolo..è li per noi, ci riscalda,
illumina ogni cosa, riflette sull'acqua
delle pozzanghere e del mare
rendendo tutto più vivo e dolce.
Giallo, il colore delle margherite,
giallo, il colore di alcune rose,
a contornare il bianco camelia e giglio
e renderlo...meno violento, più luminoso.
Tu, camelia, tu, Giglio, tu rosa,
fiore assoluto del mio giardino,
rivolgo a te le mie attenzioni
e prego perchè il sole riscaldi sempre
il tuo cuore, levando il freddo della notte.
Ed ora..un sorriso, un abbraccio
ti avvolge, una carezza percorre
il tuo viso, due mani scivolano
facendo da cornice alle tue guance
i pollici sfiorano le tue labbra,
è domenica..sarà una buona domenica
per te, per noi, Ishsha TI AMO

lunedì 26 maggio 2008

buongiorno


La domenica è trascorsa, dopo la mia serata silente, il buongiorno, l'abbraccio per te, per noi.
Sentire la tua voce al telefono, sentire la mia voce dentro, farti udire il mio urlo, ora grido,conosci i miei desideri, le mie preoccupazioni, le mie frustrazioni, l'amore che provo per te!!
Ti ho cercata in rete, non eri presente, son rimasto assente, davanti alla finestra del mio scantinato, sorridevo, pensavo La Giara, prima cucita ed ora, rotta.
Il cielo, il sole, la luce, avvolgono tutto, mi coprono, scaldandomi, tu mi scaldi, tu mi copri d'affetto e calore, mi dai e mi hai dato, la volontà per uscire da quel tunnel, sui se e sui forse, non si fa la storia, questo cambiamento è opera del noi.
Ancora buongiorno, nella mia introspezione cos'ho scoperto?, ho scoperto la semplicità, l'ammettere senza remore, il poterti parlare, l'abbracciarti, il guardarti, senza dovere o volere nasconderti nulla, lo spogliarmi delle maschere.
L'istrione, il cinico, il piccolo uomo delle labbra bianche, sono tutt'uno, la meraviglia di una donna con le idee chiare, non appariscente, bella nella sua modestia, mia..tu, progresso e progressione col sapore del certo, col colore dell'amore.
Mattino, al mio risveglio, con i pensieri in disordine, ho scartato l'idea di scrivere, passato un'altro giorno, le idee si riordinano, oggi, dopo aver visto nella mia notte altri cubi, li apro per te, no, non è esatto, li apro CON te.
La diga oramai aperta, lascia scorrere a valle quanto aveva contenuto, senza freni gli oggetti contenuti e repressi, carabattole o gioielli, vedono la luce, vedo la luce insieme a loro, senza guardare attraverso le fessure, vedo il tuo viso, vedo il tuo corpo, sento il tuo cuore.
Riesci a leggere il mio cuore?, si!, ne son certo, riesci a leggere le parole non scritte, a compilare il profilo del piccolo uomo con le labbra bianche, carezzandone i tratti, dipingendone i contrasti ed i contorni.
Ti sei impadronita di me, Ishsha, mi sento in pace, rifletto su un pensiero non mio, "
Le gioie violente hanno violenta fine, e muoiono nel loro trionfo, come il fuoco e la polvere da sparo, che si distruggono al primo bacio. Il più squisito miele diviene stucchevole per la sua stessa dolcezza, e basta assaggiarlo per levarsene la voglia. Perciò ama moderatamente: l'amore che dura fa così", lo diceva W. Shakespeare in Giulietta e Romeo, il nostro è un amore sussurrato.
Le uniche voci, le parole del sentimento, le sensazioni che ci uniscono facendo si che le nostre vite parallele s'incontrino e sublimino nella comunione. Potrei urlare davanti a tutti "quanto mi manchi", non lo farò perchè nessuno ha diritto di conoscere quel segreto, non lo urlerò perchè la tua dolcezza, la tua persona, restino tali solo per noi, non dirò nulla per evitare la paura dello sporco dei commenti e delle invidie.
Sussurrerò per te "ti voglio bene", lo sto facendo anche adesso, sentilo amore, ora sei pensierosa, seduta su uno scoglio nel mare in tempesta della preoccupazione, accetta la mia mano, il conforto che posso darti, ti sono vicino..

venerdì 23 maggio 2008

il silenzio

Un bimbo scendeva nella cantina, c'era la musica, spettatore del ritmo, ascoltatore sognante, si dondolava e cantava.
Radio accesa, (quando non c'è altro), che il rumore provenga dall'etere, dagli strumenti musicali, purchè mantenga il silenzio nella sua anima, copra il "dentro" ed i suoi rumori, le sensazioni, il suo dolore, le sue emozioni, i suoi affetti, coperti dal chiasso, di modo che siano custoditi in quello scantinato.
Nessuno dall'esterno ha avuto accesso ai suoi suoni, il dolore provato, lo choc della scomparsa, il trauma della perdita, il mimetismo, la tecnica per essere accettato in un mondo di adulti, il non-bambino costretto ad emulare i grandi per crescere.
Giochi da adulti, con adulti, per gli adulti, i suoi spazi all'infanzia ridotti allo stretto indispensabile, rapporti "malati" con gli altri bimbi, considerati "loro", anche nella condivisione di un banco, dello stesso essere orfani, mai "noi".
Diverso anche in questo, "loro" vivono con le madri, le sorelle ed i fratelli, il bambino vive con "altri", ha interessi che i suoi coetanei vivranno fra molti anni, cresce tacendo su questo, in fondo se non può essere bimbo, qualcosa deve pur diventare per non soccombere a sé stesso.
Quel bambino in grado di progettare, calcolare, pianificare, descrivere, raccontare, un bel giorno diventa un uomo, cambia per VIVERE, soffrire, gioire, amare, amarsi, amarti.
E la fobia del silenzio?, nell'assenza di rumore emergono i pensieri, non è ammissibile che accada ciò!, sino a che...l'anima, diventa "adulta", cambiando immagine, non più scantinato ma pentola a pressione, cambia il corso della vita.
Quella pentola a pressione, ora contiene qualcosa in ebollizione, sfiata, fischia, aprendola ci si può scoprire un minestrone con tanti ingredienti, arancione delle carote, verde del sedano, beige delle patate, rosso dei pomodori, rosso dell'amore, verde delle speranze, beige del lavoro, arancione del dolore, ed un liquido omogeneo chiamato vita.
Descrivere, quando il gesto dello scrivere diventa descrizione, muta da attività in azione cognitiva, "guardo le emozioni, le riconosco", voglio viverle!!!
Sento, "vedo", i tuoi pensieri galoppare, stanno collegando fatti e discorsi,stiamo guardando insieme dentro quel contenitore.
La voce del silenzio, la voce del cuore, quella musica sempre coperta, il suo vero viso, quel che ha sempre nascosto, per la paura di perdere, paura di perdersi nel rivelarsi, con la paura di conoscersi, oggi col cuore in mano, sceglie di rivelarsi, si presenta a te.
"Piacere, sono il bimbo nascosto, quello scantinato è pieno, svuotiamolo insieme", la voce del silenzio è diventata un rumore assordante, i clamori interni vogliono emergere, desiderano vedere la luce, sentire e farsi sentire.
Ritrovarmi a meditare nel silenzio assoluto, facendomi del male nel frugare le viscere, estirpare pezzo a pezzo le difese create, prendere ciò che trovo e metterlo in mostra, gioielli e miseria, infamia e nobiltà.
I cubi, usati per costruire le dighe a difesa del mio io nascosto, son pieni di me, devo aprirli uno dopo l'altro, scoperchiare quel vaso di Pandora, col coraggio di guardare agli sbagli commessi, senza cercare giustificazioni, cercando un futuro.
Spettatore per una vita, plasmato dall'esterno, professionista delle maschere, ora attore, salgo sul palcoscenico della vita senza indossare nessuna maschera, mi privo di quel posticcio, usato in mille occasioni, rinuncio al travestimento da camaleonte, ti racconto quella trasfigurazione che, non serve più.
Per te sono e sarò l'UOMO, Ishsha.