domenica 30 novembre 2008

Quinto Giorno





ho scelto per te, un motivo,
in questi giorni scelti
per non avere ripensamenti,
,di sospensione del pensiero,
ho scelto per te un motivo
di dolce solitudine, chiudi gli occhi
ascoltalo, parla senza dire una
sola parola, racconta emozioni
racconta cosa sono stati questi
giorni, senza parole, solo
musica e pensieri, e musica
in silenzio

TI AMO ISHSHA

sabato 29 novembre 2008

Cercami

piangendo, liberi il cuore, ti liberi
da un'onda malefica, di cui non sei
ancora certa, ricordi il vento che
sgomitava tra le rocce per sfiorare
i tuoi petali?, c'è ancora, è per te.
E' come se ti avessi sfiorato
con un kleenex le guance,
rimuovendo le tracce del mascara
colato, facendoti arrossire come una bimba.
Ed ora lasciati immaginare così,
mollemente sdraiata a rilassarti,
pensando, ad un uomo che,
col suo kleenex macchiato di nero,
ti sta sorridendo, ti guarda
in silenzio, come si conviene
ad una donna che ha pianto.
Quel kleenex, porta strisce nere
porta tracce di fard, umido di lacrime,
levando questo, ha lasciato
sul tuo viso, tutta la serenità
del gesto, nonostante il tuo
voltarti, ancora una volta
nel'ombra. L'ombra di quell'uomo
è sotto i tuo piedi...
calpestala se ti fa rabbia,
vedrai la sua testa poggiarsi
sui tuoi piedi, le unghie, smaltate,
avranno le nuances di quell'ombra,
vorresti vedere quelle nuances?
sentirle sfiorarti i piedi
e poi salire ancora?, curiose...,
sino a carezzare il tuo viso,
passare un dito sulle tue
labbra, per tutta la loro lunghezza
sapendo che dalle tue labbra
avrebbe ancora rubato un bacio
e se lo sarebbe portato alle sue,
sapendo ancora che nel baciarsi
quel dito, ti avrebbe guardato
negli occhi..prima di chiuderli
ed assaporare il salato, ancora
rimasto, delle lacrime, ed il dolce
dell'affetto, complicemente.
Sapendo anche, che quel bacio
porterebbe quell'ombra a stringerti
la mano, con il dito umido
del suo e del tuo bacio?.
Il kleenex, stretto nell'altra mano
profumerebbe l'aria di passato
ed emanerebbe aroma di futuro,
strizzato dal dolore, assisteresti
alla nascita di una speranza,
mentre nella tua mano
due baci, stretti nel tuo palmo




Ti amo, Ishsha

Quarto Giorno


Conoscendomi, hai trovato un involucro
in cui tutti pensavano mancasse l'anima.
Ti sei trovata in una stanza buia
ed hai acceso una piccola candela,
quella luce fioca, ha aperto la strada
allo sguardo, hai visto l'anima.

Una piccola candela, una fievole luce,
una fiammella, ora entra il sole
da quelle finestre, sempre di più,
la luce illumina ogni angolo,
nel silenzio di questi giorni
l'eco dei pensieri mi porta a te.

Quarto giorno di silenzio,
il motivo è sempre più chiaro,
di te, sò una cosa, sei vera,
sei senza sorprese, ora guardo
indietro e mi rendo conto
di aver perso il mio tempo
dietro chimere, dietro bugie,

sino a trovare una donna
onesta, che dice "io sono così"
e nelle sue parole si trova realtà,
verità, senza trucchi e belletti.
Trovare una SIGNORA, il desiderio,
la coscienza, la terra ed il mare,
la vita, nella sua complessità.

Quarto giorno, quella candela
accesa, che pensavo tu avessi
voluto spegnere con un soffio, +
continua la sua opera,
ora sembra un falò,riscalda ogni
momento delle mie giornate
e delle mie notti, una piccola luce

diventata un faro che indica
la rotta da seguire, un fascio
luminoso porta alla cima dei pensieri,
al tuo viso, al tuo affetto, al tuo silenzio
nel quale navigo ora, senza paura.
Ho avuto il terrore di perdermi,
l'incubo di perderti, la paura di perderci,
ora, vedo il faro e ti dico "Ti amo", Ishsha

venerdì 28 novembre 2008

Terzo Giorno


Uscire di casa alle sette del mattino,
andare al lavoro e, senza nemmeno
avere il tempo di levarsi le scarpe,
andare ai colloqui, file immense.
Tornare a casa, dopo un regolare
passaggio in studio, e aspettare che
si faccia un certo orario, per andare
a prelevare il cucciolo d'uomo, morale
s'inizia a mangiare quasi alle ventidue,
è vita questa?, la raccolta dei grazie è
stata facilitata dal numero esiguo, zero!.
Una cosa di positivo, un giorno in meno
lontano da te, un giorno trascorso frenetico
nei suoi ritmi. Capire, capire, capire,
il verbo che odio e amo maggiormente,
e capisco ora, le ragioni del gesto, di quel che
si sta facendo insieme, il valore delle scelte.
Edonismo, fenomeni, piacere, gioia,
riflessione, parole, tutto insieme un baillame,
per ripulire il cuore e determinare, capendo
chi sono, da dove vengo, dove voglio andare.
Capendo quanto sei, quanto conti per me,
sapendo ora, sempre di più cosa son disposto
a pagare per realizzare il sogno...del NOI.
Lo chiamo sogno, ti chiamo sogno, Ishsha,
ti chiamo tesò, amore, ti chiamo per nome,
e, ti vengo a cercare, perchè ti amo

giovedì 27 novembre 2008

Secondo Giorno


Buongiorno tesò tvb, primo pensiero del mattino,
un linguaggio diventato comune, quasi ripetitivo,
intuitivo, ma dietro cosa trovi?, cosa c'è in quel
messaggio?, che ti fa sorridere per un momento,
ti parla di me, dice di noi, il tutto in tre parole.

Noi, vecchi uomini, ci accontentiamo di poco,
parchi nelle nostre esigenze, ricchi di noi stessi,
conosciamo, culliamo, i nostri sogni, riempendoli
delle cose e delle persone più belle, addobbandoli
a festa, nei miei sogni ci sei tu.

E' solo il secondo giorno,
i tuoi impegni ti distrarranno,

le mie faccende impegneranno
la mente altrove, forse...,

ho fatto una promessa, ci sto provando,
passo qui a sentire il tuo respiro nell'aria,
a guardarti, a parlarti
sottovoce, quasi in silenzio.


Inizia la giornata, Ishsha, ho sfiorato
il tuo sogno?, sei andata a letto
pensandomi,
il tuo riposo è iniziato
così, con me,
il messaggio ti ha riportato
al momento
prima di chiudere gli occhi,
quando eri vicina


e forse, non ti sei mai allontanata,
senza il forse,
non ti sei mai allontanata
Sonno agitato, poi una dolce notte
si è impossessata di te,

del tuo corpo e dei tuoi pensieri,
facendoti ridestare con la coscienza

che quaggiù, qualcuno ti ama!,
si, quaggiù oltre che lassù,
importante, presente,
nelle tue giornate, nelle tue notti,
in una parte del tuo cuore.

come tu sei presente, importante,
nelle mie giornate, nelle notti,
nel mio cuore, nella mia mente.
Ed inizia un nuovo giorno,
pensando a te, Ishsha


mercoledì 26 novembre 2008

primo giorno

mi son chiesto quanto
la mia presenza sia per te
importante, me lo chiedo ora
so quanto sia per me
importante la tua, vuoi che sparisca?
vuoi che il buio inghiotta la mia figura?
che della mia voce si perda anche l'eco?

questo è il tuo desiderio?
se questo vuoi, puoi con un piccolo gesto
decidere se farmi riapparire.
La luce dei fari illumina una lampada,
sarà quella del genio, carezzala
comunque, magari un desiderio
si avvererà, uno, sceglilo bene

l'hai scelto?...si, dimmi..
non riesco a fare quel che
mi hai chiesto, non ci riesco!
anche stasera ho provato, vuoi ti dica
"sai, l'ho fatto?", dimmi questo,
cieco, non vedo nulla, come nel buio
più totale, ma tu vuoi spingermi
in altre direzioni, mi spingi..via.

Forse hai ragione, non sono in grado
di pensar altro, cercare altro,
e lasciarti libera di pensar altro
dovrebbe essere la mia felicità.
Il tuo posporre il nostro incontro,
di volta in volta più lontano nel tempo

da settembre a gennaio e...chissà
se vuoi vedermi, ed è il primo giorno
tesò. Posso chiamarti così?, vuoi?
vuoi ancora che lo faccia?
Ti amo, non solo perchè ti sento
e ti ho sentita vicina, ti amo

perchè sei TU, Ishsha,
non una donna qualsiasi che dovrei
cercare, schiocco le dita come mi hai
detto, sento solo il rumore e non vedo
nulla intorno a me, nulla, nulla, nulla,
ma cercherò, tu vuoi questo, per cui lo farò.

Ti amo...

Mi trovo a fare qualcosa, a chiederne altre, in un momento in cui, non vorrei chiedere nulla e fare ancor meno, non posso aggrapparmi e devo camminare sulle mie gambe!
Volere, non sempre è potere, Ishsha, le mie aspettative hanno i tempi del ...lavoro, e sai quanto tenga a questo particolare, mi hai insegnato a voler essere ambizioso, a cercare il meglio, anche in quest'accezione.
Son piombato nella tua vita, come un fulmine a ciel sereno, in un momento in cui eravamo soli e disgustati, capisco e conosco i tuoi problemi, le cose che desideri, sò quanto mi vuoi bene e quanto hai paura di questo, ma non posso fare a meno di amarti, perdonami.
Non sò nemmeno se leggerai questo post, lo lascio qui, per te..con un bacio.
T.



martedì 25 novembre 2008

Pelle


ad occhi chiusi ho cercato
il contatto con la tua pelle,
sento sotto le dita la morbidezza.

ad occhi aperti ho cercato
il contatto con la tua pelle
sento sotto le dita la morbidezza

dormo e cerco nel sogno
il contatto con la tua pelle
sento sotto le dita la morbidezza

solamente da solo,
scopro che la mia ricerca
è dentro la mia pelle, sei tu

persevera la sensazione,
continua la presenza,
la sento sotto le dita anche ora.

mi tocco, e ti sento dentro,
qualsiasi parte del corpo sfiori
vivo l'emozione delle tue mani.


nel cercare di liberarmi
mi hai messo paura che
volessi liberarti, poi ho pensato

a mille cose diverse,
malattie, pericoli, ansie,
che mi avessi abbandonato,

sò quanto mi vuoi bene,
non ho osato pensar nulla
di diverso, sto tenendo fede

alla mia promessa, lascio
che il mio sguardo si posi,
ieri ho desiderato un semplice ciao,

perchè questo?, dimmelo,
perchè ieri mi son sentito
un tossico in crisi d'affetto?

Ieri..perchè ti parlo di ieri?
ad occhi chiusi, ti ho cercata
e desiderata, sapevo di essere solo.


Mi sei mancata, tanto,

tanto da lasciarmi piovere
addosso, per lasciare le gocce

confuse su di me, tanto
da non aver freddo, da non sentire
il caldo, o non desiderarlo,

tanto da ripudiare le compagnie,
da non desiderar altro, solo
la splendida solitudine

che mi facesse compagnia,
mi permettesse di guardarti,
di scoprire ogni particolare

del tuo viso, ogni espressione,
forse, hai avuto ed hai ragione,
perdo l'orientamento e sragiono.

Torno nella mia ombra,
esco, ritorno ancora dove
mi hai trovato, è diverso,

anche quel posto è cambiato,
insieme a me, ora sento netto
l'odore del dolore che mi ci aveva

tenuto, conosco l'aroma della gioia,
ne distinguo i tratti, capisco
le differenze del vivere una nuova vita.

Il mio rifugio si rivela
per quel che era diventato,
un sudario, solamente un sudario

per un uomo solo,
scostante, che non conosceva
altro, vedeva passato

senza pensare futuro,
uccideva il presente, stava
cedendo a se stesso, in una maschera

trasfigurava il viso, la voce,
i movimenti ed i pensieri,
senza maschera, sente gli odori.

E sento il tuo dolore, sento il tuo
amore, sento il tuo odore,
ti amo, Ishsha

lunedì 24 novembre 2008

fiori


trovo dei fiori, dentro il mio spirito,
sei tu che li hai depositati, prima assenti,
ora presenti, irradiano il loro profumo.

Un movimento e quella che sembrava
brughiera, diventa prato, i colori
cambiano lo scenario, lasciando

il segno della tua presenza
nella fioritura. Come se il sole
avesse cambiato il suo corso,

così tu, hai cambiato la mia vita,
facendomi vedere cose che altrimenti
non avrei guardato, me stesso!

Si, sei riuscita a spogliarmi dentro,
a rendere visibili quelle cose che
nascondevo alla vista di chiunque,

facevo finta di non conoscere,
hai levato il mio orecchino, hai preso
lo specchio mostrandomi un uomo

di cui si erano perse le tracce,
che prima era nascosto dietro
la maschera di Pulcinella

ti amo

domenica 23 novembre 2008

Vento su di noi


Strana cosa il vento, muove le onde,
muove i rami, asciuga tutto, piove ora,
ho aspettato le gocce per non piangere da solo

il vento ha ripulito il viso, smetto,
riprendo un orgoglio nascosto, alzo
gli occhi, raddrizzo la schiena, sono io!

Posso guardarti, i tuoi capelli si muovono,
una Medusa con fiori per capelli,
una delle Erinni, che dispensa amore.

Il mio vello, non è d'oro, ma è tuo,
Nike, il tuo Partenone è il mondo,
con te, non c'è vento, non c'è pioggia.

O si?, quando ti penso triste, intravedo
anche in te, le stesse cose, lo stesso vento
la stessa pioggia che scende su di me.

e sei umana con il piccolo uomo,
mi abbracci, mi guadi tutta l'anima
col tuo spirito, sino ad aprirla,

a farla tua, ed ora è solamente tua,
in ogni giorno, col sole, con la pioggia,
col vento, ed io ti amo, Ishsha

sabato 22 novembre 2008

Ho sentito


sulla pelle quella strana sensazione,
senza motivo apparente un formicolio
è iniziato sullo stomaco, sulle gambe

stanchezza forse, no, era quel modo
di sentire un'intuizione, un'idea
che fà male, come una profezia

o un sogno già visto mille volte.
E come sempre, i miei sgomenti
appaiono servizievoli, pronti a notizie

non buone, a sgridate, a dolori.
Oggi vorrei solo sentirti vicina,
senza dover parlare di nulla,

godere dei tuoi silenzi e cercare
la forza di dirti quanto sento dentro
il bisogno di una carezza...tua

da dare, da ricevere, da godere
mentre stiamo di fronte
a dir con gli occhi...tutto

a dir con lo sguardo, con i gesti,
con le mani, con la bocca, col cuore,
una sola cosa, TI AMO.

Ti amo, ti amo, ti amo,
con gli occhi, con lo sguardo,
con i gesti, col cuore, ti amo, Ishsha.


ho camminato per le strade della città, ho provato a pensare, come mi hai chiesto, guardavo ed ho anche chiacchierato...insipide discussioni, insipide persone, parlavo e pensavo, me l'ha chiesto LEI, devo farlo.
E confrontavo, confrontavo e bocciavo, ognuna era lontana, la sentivo tale, la volevo così..ho te dentro il cuore.
Lontana dalla perfezione, che ho conosciuto, abbracciato, di cui conosco la voce, e so, anche, i pensieri e le ansie, ma non posso paragonare uno zircone al Koh-I-Noor, mettere vicino la tua grazia ed il tuo fascino a ..., vedi?, non trovo le parole per definire le altre.
Ti amo, Ishsha

leggere un libro e pensarti


come la voce dei muezzin
si leva dai minareti, così
lancio nel vuoto, le mie sure

Ecco, il libro sacro si apre,
solo chi conosce, può leggerlo
altri, vedono caratteri senza senso

Il libro diventa Torah, Corano,
diventa saggezza orientale,
cambia ancora i caratteri, oro.

Oro, sangue e passione,
Macondo è scomparsa, la natura
ha ripreso i suoi spazi, soli.

E tutto era già scritto,
tutto appare chiaro e luminoso
solo in noi, è rimasto il ricordo

di quei caratteri che non riuscivamo
a leggere, dei nostri sforzi,
dei nostri mostri, della vita

che abbaia alla luna, della vita
che abbiamo tra le mani
e sentiamo nostra...

Ti amo, Ishsha, sei nel mio libro
il capitolo più bello, quello con
immagini su cornici dorate.

Diviso tra sole e pioggia,
mare e vulcano, gelato e caffè,
vita frenetica ed un bacio.

venerdì 21 novembre 2008

oggi, ti racconto una cosa mia


calze lasciate per terra
biancheria nera sparsa,
immobili tracce di tante cose
lasciano immaginare quando...

Il mio stomaco ribolle,
sto male, non chiedo nulla,
rispetto il silenzio stando zitto
e continuo nel mio malessere.

già, anche gli uomini
hanno questi guasti
stanno male..soffrono
piangono, e non parlano

per evitar discussioni
o risse o altro, trattengono
il loro dolore, senza farlo
esplodere, oggi, è così

una storia che si ripete
infinite volte, un modo di vivere
un modo di soffrire, senza parlare
scegliendo il nostro guscio

riempendo il nostro guscio
perchè sappiamo ci rimane
solo quello, un rifugio
che si chiama ombra.

ombra, protezione, proiezione
verso un futuro, un potere
che ci fa vivere ancora
dandoci delle chances

ed in quel futuro, cercare amore
perchè solo in quello
si vince la paura, non soli
perchè soli si ha paura.

Amare, avere un sogno
può molto, può dare veramente
la voglia di vivere, anche qui

mentre ti parlo, sto vivendo
un sogno, in questo preciso
istante, il mio sogno è essere

Vedi, ora scorrono i caratteri
il video ti appartiene, di mio
trovi solo un abbraccio forte

Non posso baciarti, ho paura
che sentiresti sulla mia bocca
un sapore diverso dal solito

Ti ho parlato di quel sapore,
non l'hai mai visto realmente
e non lo vedrai, MAI.

Oggi ho trovato le tue lacrime,
ho letto la tua preoccupazione,
sentito il tuo affetto, reale, non virtuale,

per questo ti racconto di me,
fuori dai miei scritti, dai miei
piccoli e fiabeschi arabeschi.

ti parlo di cose che conosci,
dei miei sogni, del dolore,
ti parlo di come vivo, o non vivo.

E questa non è un'immagine,
questo è l'uomo con le labbra bianche,
l'uomo che scrive per te.

Questo oggi, è l'uomo,
quel pazzo che ha scritto una storia vera
perchè tu la conosca, questo, sono io.

E ti amo, Ishsha

volare

Davide, Golia, nessuno..
io son nessuno, nè il gigante
nè il pastore, neppure la pietra.

SONO, voglio essere ancora
un uomo, solo un uomo
che ti adora, un UOMO.

Mi vuoi così, per camminare,
andare avanti insieme,
mi vivi come uomo? eccomi

silente silenzio, son le parole
che muovono gli occhi dell'anima,
son i gesti che fanno il rumore
dell'abbraccio

non sentirti in imbarazzo,
perchè non scrivo cose scontate,
perchè adoro vederti così,

sono io, in imbarazzo a darti così poco
rispetto a quanto vorrei dare
ed il tuo star muta per questo.

aggiunge uno stile, anzi, lo stile
inconfondibile dal tratto,
nel deliziare con scelte

raffinate, anche i particolari
e nel permettermi, di avere
te, come musa, in un sospiro

Sono quei sospiri, che mi fanno
arrossire di gioia e dal piacere
che tu gradisca le mie piccole cose

Riprendo pensieri che ho poggiato
come quel bacio sulla finestra..
è stato poggiato perchè arrivasse

con la delicatezza delle ali
di una farfalla...su una persona
ancor più delicata

le ali di una farfalla, perdono colore
se vengono toccate, semplicemente
sfiorate dalle dita, tu..prendi colore

ed hai molta più dolcezza, ma come loro
devi sentirti TUA, tua in ogni cosa,
anche nell'accettare un complimento

Tu, schiva arrossisci, tu guardi
con occhi di meraviglia e sguardi
a volte meravigliosamente infuocati

altre volte liquidi come il mare,
e mostri il tuo cuore nell'aprirli
unendoli al suono del sorriso

perchè sei per me, Ishsha
e ti amo

giovedì 20 novembre 2008

Farfalle


che volano intorno ad un fiore
colorano l'erba con nuove ombre
I movimenti delle ali, meno dolci
del movimento delle tue mani,
meno lucenti del movimento
dei tuoi occhi, ammalia chi
osserva, ti guardo affascinato.

Apri le dita, e tra loro,
le ciglia, gli occhi, non capisco
da dove provenga la luce più intensa.
Chiudi le dita, e tra loro,
le ciglia, gli occhi socchiusi,
capisco che sei luce intensa.

Stormi di farfalle, il fiore,
un coro di silenzi intorno,
un angolo in cui riflettere, amare.
Amare senza nessuno intorno,
liberi di arrossire per le nostre emozioni,
liberi di sussurrarle con un filo di voce.

Farfalle e fiore, quale ti rappresenta?
le ali della libertà ed il candore dei petali,
o il rossore delle guance, o la pelle diafana.
Mi prendi con i sorrisi, con i silenzi,
mi leghi con i pensieri, che s'annodano
morbidamente su te rendendomi tuo.

Quegli stessi pensieri, rendendomi tuo,
mi fanno sentire che sei mia
nel momento del pensarmi,
nell'attimo del volermi bene,
come se i nodi fossero passanti
ci si lega insieme.

Il volo delle farfalle continua,
disegna ancora cerchi ed elissi,
il fiore ne gode, aumentando
la sua aura, o son le farfalle
a sentire la forza dei petali,
degli stami, dei pistilli, del profumo.

Quelle evolute evoluzioni, disegnate
con le mani, con le dita, con gli occhi,
seguite nelle loro scie,
ad ogni giro lasciano cadere
una sola lettera, una A all'inizio,
una M, una O, una R, ed infine una E.

E ancora altri movimenti,
a scrivere nell'aria una parola
diversa, ancor più chiara,
seguo col pensiero la scritta
che appare lentamente
è il tuo nome, non oso dirlo.

e vorrei gridarlo, lo grido,
si, lo grido, un grido silenzioso
che lascio qui, solo per te,
Ishsha, e col mio urlo silente
poggio un bacio, sul davanzale
perchè segua le ali delle farfalle

e danzi per te, si poggi su te
con la stessa delicatezza di quelle ali
che portano la scritta "ti amo"

ben arrivata


oggi, le parole si rifugiano nel caos
senza ordine, sgusciano dalle dita
un percorso lunghissimo per dirti solamente
Ti Amo Ishsha

mercoledì 19 novembre 2008

il mondo


gira intorno a noi, a NOI, siamo parte
di un movimento, siamo il movimento stesso
mentre tutto si muove, possiamo guardare
o partecipare al moto, ma siamo noi.

Caleidoscopio, raggi di luce, colori,
specchi, vetri, tende, ombre,
lenzuola, letti, cuscini, amore,
muri, porte, dentro, fuori, noi, sempre noi.

immobile aspetto, immobile nell'aspetto,
i miei occhi ascoltano i tuoi, seguendo
ogni battito di ciglia, guidano i miei pensieri,
volano da te, volano nel mio cuore.

cosa prendi dal mio sguardo, dal mio respiro,
dalla mia voce? la mia vita è tua
se per te ha un valore, prendila
mi dai così tanto, che scriverne è impossibile

mi dai così tanto, che pensarti
è limitativo, l'unica cosa che posso
fare per te, è amare il tuo essere donna
unica Ishsha, unica donna per me
Ti amo

ieri


ti ho lasciata che riflettevi
con una smorfia di rabbia e dolore
con lo sguardo dell'ansia

ora ti vorrei così, come nel mio sogno,
con un mezzo sorriso sulle labbra
svegliarti con un buongiorno,
particolare, con l'inchino al tuo sonno.

buona giornata da un uomo in ginocchio,
che crede nell'amore, nell'affetto,
che crede anche in un sorriso.

Buona giornata da chi, sà di non aver sbagliato
nell'inginocchiarsi ancora una volta
e nel guardarti pensandoti felice

il tuo sonno agitato, il mio sonno agitato,
ognuno chiuso nei suoi pensieri,
senza comunicare, ad ascoltare la voce delle nuvole

la senti ancora, le dai un nome, la chiami "l'altra",
la sento ora, la sento ancora, la chiamo col tuo nome
ed entrambi girandoci nel nostro dolore

evocando, cerchiamo il contatto
con quelle nuvole per sapere se dicono il vero,
ignorando altre voci, già catalogate.

ci giriamo, ci rigiriamo ancora,
come su una graticola, per sentire dolore,
negandoci la possibilità che quelle voci

siano solo frutto di nostri pensieri.
Nuvole che parlano, fumo nell'aria
ed una malinconia che ci avvolge

ti cerco, nel tuo sonno e nel tuo sogno,
ti cerco nei tuoi pensieri, volo
sino a te, percorrendo il cammino che vorrai.

Se vorrai, se vuoi, ora ascoltami,
ascoltami se hai un solo, minimo dubbio
che possa far vacillare la tua certezza.

come in un tango figurato,
tendi la mano nell'allontanare,
muovi il braccio per avvicinare

e le figure, si compongono sinuose
in mille intrecci, di corpi e d'anime,
sempre due, sempre lo stesso ballo,

ancora due, la musica disegna
nell'aria il movimento, quando stringersi,
quando allontanarsi, quando abbracciarsi,
quando abbracciarci, Ishsha, ti amo.

martedì 18 novembre 2008

...gelosia


Mare, sei il mare!
il colore delle onde, la sabbia senza ombrelloni
sole che picchia, il vento leggero ma freddo
ancora spazi immensi che ingoiano tutto
nessuno, oltre me, il pensiero di te
e l'orizzonte
orizzonte che perde il suo fascino
se manca il tuo viso, se manca il tuo calore.
Sembra di specchiarsi sulla sabbia
mentre è solo ombra, se non ci sei
e sei sempre con me, hai sostenuto
il mio braccio mentre barcollavo
hai sostenuto il mio pensiero, mentre vacillava
sino a dargli forma, a renderlo concreto, a diventare tuo
rispondi "non ho fatto nulla di ciò...non sono niente..."
e ti dico ancora "a quattro mani, un pensiero
diventa poesia, a due menti un pensiero diventa IL pensiero "
il tuo non fare, è fare, l'essere niente è il tutto
e ancora dici "ripeto..non sono nulla..."
e sei pensiero, come me,ombra come me,
siamo, in questo siamo
fuori da questo, siamo ancora
esistiamo senza esitare, qui e altrove,
Ishsha, ti amo, leggilo come una dichiarazione,
sentilo come una dichiarazione,
in una mattina col cielo cieco, che conosci,
che hai visto, che hai vissuto con e come me,
per te, che leggi, queste parole, per te, che SAI,
per te che SEI, e sai di essere Ishsha.
Ascolta la voce di chi ha scelto di vivere
sapendo di aver poco e di volertelo dare.
assorbi allora una piccola cosa
la vita, che dà anche gioia
e vale la pena di combattere
apprensione, sostantivo che vuol dire
affetto, gelosia, vuol dire affetto
stima, vuol dire affetto
silenzio, vuol dire affetto, rispetto, stima
apprensione, gelosia, felicità, trasporto
vuol dire, il tuo nome.
le tue lacrime, trasformale in rugiada
libera le tue guance, lascia che i tuoi occhi
sorridano, conosci, sai, sei, sorridi
il tuo sorriso, le tue lacrime
siano di gioia, siano liberatorie
diventino riso e soddisfazione, cancella
le tue gelosie, sostituisci la rabbia
con quel che ti è proprio, la dolcezza
e l'amore, perchè ti amo più di me stesso.
ISHSHA...ISHSHA, ISHSHA...solo tu


sabato 15 novembre 2008

cespugli


ho visto un roseto selvaggio
tante piccole rose rosse
dal gambo cortissimo

ne ho colto il profumo
il vento le muoveva, bastava
il suo tocco a rendere omaggio

Ho visto un roseto
il selvaggio ero io, i fiori
vivevano in armonia

in mezzo a quel cespuglio
c'era una rosa più bella
ha attirato il mio sguardo

io, selvaggio, incantato
da un fiore, piccolo e immenso
nella sua bellezza colorata

mi trovo a provare a descriverlo
scrivendo per lei, parlandone,
scrivendo per te, parlando a te, rosa

i tuoi passi...fanno sembrare la seta
un umile pavimento in ceramica
trasformi le cose, esalti il selvaggio

che scrive, narra, parla di natura,
di musica, di odori, profumi l'aria
d'intensità...ecco

perchè ti parlo qui....
il vento passa, muove le foglie
ha il suo rumore, ha il suo silenzio

turbarlo, con le mie parole,
avrebbe un senso?, non l'avrebbe
quando posso sussurare, sussultare

alle tue risposte sussurrate
intensamente, dolcemente,
e la fiamma della candela

messa di fronte a noi, sul tavolo,
non cambia direzione, sale al cielo,
come la seta, quando cammini

non si muove, resta immota
ed il tuo incedere la lascia immota
perchè il tuo spirito è lieve, soave.

Ti amo, Ishsha

giovedì 13 novembre 2008

camminando


rasentando il muro per non fare ombra
con i pugni in tasca, stretti come le labbra
sino a trovare un rifugio, un angolo mio.

Eccomi, nello spazio che tu mi concedi
a raccontarti una sera, che ora è lucente
dopo tanto buio, brilla.

In una delle tasche, un buco dal quale
son uscite tante piccole cose
ed è rimasto, impigliato nelle dita

un bacio che avevo poggiato
sul palmo, per mandartelo
in un soffio, senza dire una parola

ora, guardo la mano, la sento piena
del calore di chi, ha ricevuto il bacio
e la rimetto in tasca, felice

il pugno ora, è come stringesse una mano
quella mano, di chi ha ricevuto il bacio
e la tasca, col suo buco, una splendida custodia.

e non dirmi, "chi è la musa"
tu, sei la musa, sei la mano
sei la tasca, io sono solo il buco

Tersicore ha ispirato il gesto del bacio
e come musa, sei musica, danza,
movimento e pausa, ogni momento diverso

sei una musa..col tuo silenzio
sei una musa, con le immagini
perchè mi permetti di essere io

Si, essere IO, me stesso,
senza nascondere, vergognarmi
senza aver paura di esporre le mie nudità

quel buco nella tasca, quei buchi
sulla mia pelle, sono i segni
che porto addosso, i segni della vita

quel buco nella tasca, quei buchi
sulla mia pelle, sono i sogni
che porto dentro, i sogni della vita

e tu fai parte dei miei sogni
sei il mio sogno più bello
ti amo, Ishsha

pensavo


di aver perso qualcosa, mi opprimeva questo pensiero,
senza capacitarmi di quanto fosse successo, ero triste,
poi...ti ho vista, ed ho sentito la tua energia, la tua gioia.
L'immagine di una tasca bucata, che lascia cadere a terra
piccole cose, ma trattiene le cose grandi e importanti,
da quel buco stanno uscendo tante cose, lasciando spazio
a emozioni nuove, evocando presenze.
Ti amo

mercoledì 12 novembre 2008

incontro


le mani tese, cercano mani,
gli occhi cercano occhi, le parole
non trovano spazio, chiedono di uscire
e non avranno possibilità di farlo, chiuse in un bacio.
Avremo da dirci mille cose sulle nostre vite,
sulle nostre esistenze separate, sui problemi,
invece, per il tempo dello stare insieme,
saremo noi, solo noi, siamo noi!
Noi, ho usato questa parola,
la uso anche quando son qui, noi,
Ishsha, noi, noi, noi, noi, noi, noi.
Riusciamo a star male, a farci male,
riusciamo ad amarci e soffrire, soffrendo
per amore, per quanto sappiamo di avere,
per quanto sappiamo di dare, di desiderare
per l'altro, per il NOI.
Ti amo, Ishsha

martedì 11 novembre 2008

MI MANCHI

Ishsha
le altre cose, son fronzoli, ti amo, ti amo, e mi manchi tanto

io e te..qui

in un posto...tutto nostro, ti amo
grazie Ishsha

lunedì 10 novembre 2008

...cercare

trovare, guardare, carezzare,
e scoprire di appartenere, sapendo
quanto sia importante la vita.
Ti ho sussurrato un sogno,
ti ho parlato nel sogno, forse
siamo sogno, ma di certo, sentiamo
il NOI, anche nei piccoli spazi.
Saperti qui, pensare che qui
trovi dolce tristezza, malinconia,
ma saperti qui, ancora una volta.
Questo è tuo, solo tuo, puoi farne
ciò che vuoi, puoi guardarlo, gradirlo,
disprezzarlo, dileggiarlo, ma è tuo.
Ti appartiene al punto di potere,
con una sola parola, cancellarlo,
ti appartengo al punto di potermi,
con una sola parola, cancellare.
Una sola parola..devi solo scriverla
Un bacio,ti amo
Per te, Ishsha


e quand'anche dicessi quella parola...
continuerei ad amarti, stimarti, rispettarti

domenica 9 novembre 2008

sei tornata...


mi hai detto "abituata a non saperti vicino",
eppure mi hai cercato, abituato a saperti lontana,
ti ho attesa, sognata, cercata, sognata ancora.
E voglio sognarti ancora, desiderarti, toccarti,
almeno nel sogno, perchè ti amo, Ishsha

sabato 8 novembre 2008

NOI..in nero e rosa

Siamo già vinti dalla vita da che nasciamo..
limitiamo le nostre pulsioni, pensiamo
sensi incontaminati diventano inerti
sensi eccitati, diventano pensieri.

Pneumatici sull'asfalto
che rotolano sotto di noi
piedi che camminano, sotto di noi
magia, del movimento

e le labbra, parlano, baciano
baciano, baciano, per dare
e ricevere passione, per emettere
amore, dolcezza, per gemere

Utopie, sogni, visioni, dolci,
violente, forti, reali sensazioni,
dolore, e sempre vinti?, no!
solleviamo lo sguardo

di fronte a noi il futuro
è nelle nostre mani, nei nostri sguardi
nella nostra pelle, il futuro,
il desiderio di essere noi, diversi ma noi.

noi amiamo, Ishsha, io ti amo

giovedì 6 novembre 2008

Voglio


stringere le tue mani e sentirne il calore,
sentire la tua forza mentre stringi le mie,
voglio stringerle ancora, per sentirne il profumo,
la morbidezza, la flessuosità, per asciugare
con le labbra, il sapore salato delle lacrime,
per sentire l'ebbrezza del piacere
di saperle tra le mie.

Voglio carezzare il tuo viso,
per lasciare sulle mie mani, il rosa
del tuo fondotinta ed ammirare l'incarnato
riprendere colore, voglio vedere le tue labbra
mentre lo faccio, mutare la forma in un sorriso
e dare una pennellata di rosso corallo, al mondo,
e saperle mie.

Voglio dedicarti un piccolo pensiero
che ti faccia pensare, per un solo momento
a me, ad un piccolo uomo che riempie gli spazi
della rete, con caratteri di passione, lasciando
scorrere con le dita, immagini, colori, sapori,
per una volta ancora, apri lo scrigno, leggi e gioisci
nel saperle tue perchè, Ti Amo, Ishsha.

Voglio, prendere su di me
i tuoi problemi, il tuo dolore,
annullarmi, se questo può rendere la tua vita
più dolce, più felice, sparire...se necessario,
ma sapere che sei serena, e senti l'amore circondarti
saperlo TUO

sono entrato


nel labirinto, ed ho reciso il filo
uscire, dopo aver trovato te
non era più importante
il dentro ed il fuori, persi
nella scoperta del tuo viso.

Son entrato nel labirinto
ed ho bruciato le ali
perchè volare è starti vicino
il cielo racchiuso in tanti meandri
dove ogni parete ed ogni angolo son diversi

Son entrato nel labirinto
seguendo il silenzio, la voce
che mi guidava era il tuo profumo
ora, ogni altra fragranza, mi sembra
stupire l'olfatto per la sgradevolezza.

Tu l'Arianna, faro nel labirinto,
dai luce nella notte, guidi
col canto del silenzio, riempi
l'aria di un dolce profumo di donna,
riempi il cielo di voglia e d'amore.

Labirinto lineare, l'uscita è sempre
presente e segnata, labirinto contorto
senza ingressi se non quelli che apri
e benignamente concedi quando
vuoi, tu, schiva creatura, mostrarti.

Quando ti ho scoperto,
quando mi hai scoperto,
ci siamo trovati in un labirinto
dove gli altri sono esclusi
perchè siamo il mondo.

In un momento scompare
dietro il mare, il sole
lasciando la scia alla luna,
e vien la sera, in un momento
sei apparsa, e venne l'Eden, Ishsha.

Per te...ti Amo

in ginocchio


oddio,
sto piangengo
le parole
i significati
le similitudini
i dolori
le dolcezze
la nudità dell'anima
la purezza del cuore
che hai saputo donarmi
sono meravigliose.
Io che sono
il più bisbetico degli uomini
mi inginocchio davanti a te
Mia Signora.
Omaggio al tuo silenzio
nel gesto dell'umile, guardo i tuoi occhi,
le tue diafane mani, son la luce
sulle mie spalle, il fascio di pensieri
che emette il tuo sguardo,
è diadema al tuo viso,
ai tuoi capelli, al tuo corpo
stola preziosa d'ermellino
e, vicino a te, lo stare in basso
mi sembra stare sul Vesuvio
e guardare il golfo ai miei piedi
Ti amo, Ishsha

mercoledì 5 novembre 2008

Ishsha


l'unica cosa che riesco a dire oggi, Ti Amo,
senza fiato, uso le mie risorse
per starti vicino, traendo da te forza e calore.
Le labbra non emettono suono,
gli occhi non parlano, il cuore non dice,
se non quelle parole, Ti Amo.
Ishsha, Ishsha, Ishsha,
nella valle dell'Eden un sussurro,
il tuo nome, è sussurrato per carezzarlo.
Ishsha, Ishsha, Ishsha,
il tuo nome è sussurrato per carezzarti.
Perdona la mia flebile voce,
quel che nutro per te, è forte,
al punto di volerlo urlare,
ma un urlo, può spostare i petali
del delicato fiore che sei.
Spostare i petali, rovinando
l'armonia concessa, il piacere
condiviso, la nostra comunione,
l'amore, l'affetto e la stima,
e tutto per un urlo?, no..
Il sussurro è urlo d'amore,
e tu, sei amore.
Ho riaperto lo scantinato, buttando
via cianfrusaglie, guardando la mia vita,
quante cose utili e inutili, conservate,
coperte di polvere, incrostate.
Ho messo ordine, le cose oramai orfane
e prive di valore, son state buttate via,
quel che è rimasto, oltre lo spazio vuoto,
è quanto mi serve per andare avanti
e vedere il noi, vederti, portando in mano
il mio passato, il mio presente,
capace di vedere il tuo passato, il tuo presente.
Vedere, non guardare, non osservare, vedere
per vedermi, per vederti, per vederci uniti
in un sogno. Aprendo il mio mantello di bisso,
hai visto sotto l'uomo, l'hai messo a nudo,
l'hai guardato senza protezioni,
hai scelto di abbracciarmi nella mia nudità.
Aprendo il tuo mantello di seta,
ho visto la donna nuda, ho scelto
di abbracciarti nella tua ricchezza.
E abbracciati, vicini, ti sussurro ancora
Ti Amo