sabato 22 novembre 2008

Ho sentito


sulla pelle quella strana sensazione,
senza motivo apparente un formicolio
è iniziato sullo stomaco, sulle gambe

stanchezza forse, no, era quel modo
di sentire un'intuizione, un'idea
che fà male, come una profezia

o un sogno già visto mille volte.
E come sempre, i miei sgomenti
appaiono servizievoli, pronti a notizie

non buone, a sgridate, a dolori.
Oggi vorrei solo sentirti vicina,
senza dover parlare di nulla,

godere dei tuoi silenzi e cercare
la forza di dirti quanto sento dentro
il bisogno di una carezza...tua

da dare, da ricevere, da godere
mentre stiamo di fronte
a dir con gli occhi...tutto

a dir con lo sguardo, con i gesti,
con le mani, con la bocca, col cuore,
una sola cosa, TI AMO.

Ti amo, ti amo, ti amo,
con gli occhi, con lo sguardo,
con i gesti, col cuore, ti amo, Ishsha.


ho camminato per le strade della città, ho provato a pensare, come mi hai chiesto, guardavo ed ho anche chiacchierato...insipide discussioni, insipide persone, parlavo e pensavo, me l'ha chiesto LEI, devo farlo.
E confrontavo, confrontavo e bocciavo, ognuna era lontana, la sentivo tale, la volevo così..ho te dentro il cuore.
Lontana dalla perfezione, che ho conosciuto, abbracciato, di cui conosco la voce, e so, anche, i pensieri e le ansie, ma non posso paragonare uno zircone al Koh-I-Noor, mettere vicino la tua grazia ed il tuo fascino a ..., vedi?, non trovo le parole per definire le altre.
Ti amo, Ishsha

leggere un libro e pensarti


come la voce dei muezzin
si leva dai minareti, così
lancio nel vuoto, le mie sure

Ecco, il libro sacro si apre,
solo chi conosce, può leggerlo
altri, vedono caratteri senza senso

Il libro diventa Torah, Corano,
diventa saggezza orientale,
cambia ancora i caratteri, oro.

Oro, sangue e passione,
Macondo è scomparsa, la natura
ha ripreso i suoi spazi, soli.

E tutto era già scritto,
tutto appare chiaro e luminoso
solo in noi, è rimasto il ricordo

di quei caratteri che non riuscivamo
a leggere, dei nostri sforzi,
dei nostri mostri, della vita

che abbaia alla luna, della vita
che abbiamo tra le mani
e sentiamo nostra...

Ti amo, Ishsha, sei nel mio libro
il capitolo più bello, quello con
immagini su cornici dorate.

Diviso tra sole e pioggia,
mare e vulcano, gelato e caffè,
vita frenetica ed un bacio.