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lunedì 8 dicembre 2008

Rivoluzione

rivoluzioniamo il mondo, viviamo per e con l'amore
...altrimenti, non c'è felicità!
la felicità è sapere che esiste,
lo chiamiamo speranza, lo chiamiamo in mille modi,
nei pensieri, nella mente, c'è...lo esprimiamo col corpo,
con le parole, con i silenzi
altrimenti, del resto, non sappiamo che farcene.
Pensa..una carezza, la stessa intima
carezza, che ti può eccitare
è solo un gesto meccanico senza amore...è il nulla
e queste persone, che fanno, fanno,
corrono, corrono, dove vanno?, come
prendono o danno il piacere?, parcheggi,
motel, e poi, e poi, tutti chiusi in tante celle,
come dice la canzone, fanno a chi urla più
forte, ma le loro stelle sono morte.
Ora, se vedessi i tuoi occhi, li vedrei lucidi,
se vedessi la tua mano, la saprei bagnata,
perchè...perchè lo sai, lo sappiamo.
Desiderare una stella, un abbraccio,
prigionieri del rifiuto del consumo, legati
ad un'emozione, stretti nella nostra stranezza
ci sentiamo come animali in via d'estinzione,
ma sarà vero? o siamo in tanti?, tanti che
cercano amore, da dare, da ricevere
senza vergogna, diciamolo, anzi
non diciamo nulla, nel segreto
di questo spazio, conserviamo
i gesti, i pensieri, celiamoli a chi
vorrebbe mercificarli, godiamone
il piacere e pensiamolo nostro.
Due canzoni, due mondi, due modi,
e siamo ancora...noi

Ti amo, Ishsha

martedì 25 novembre 2008

Pelle


ad occhi chiusi ho cercato
il contatto con la tua pelle,
sento sotto le dita la morbidezza.

ad occhi aperti ho cercato
il contatto con la tua pelle
sento sotto le dita la morbidezza

dormo e cerco nel sogno
il contatto con la tua pelle
sento sotto le dita la morbidezza

solamente da solo,
scopro che la mia ricerca
è dentro la mia pelle, sei tu

persevera la sensazione,
continua la presenza,
la sento sotto le dita anche ora.

mi tocco, e ti sento dentro,
qualsiasi parte del corpo sfiori
vivo l'emozione delle tue mani.


nel cercare di liberarmi
mi hai messo paura che
volessi liberarti, poi ho pensato

a mille cose diverse,
malattie, pericoli, ansie,
che mi avessi abbandonato,

sò quanto mi vuoi bene,
non ho osato pensar nulla
di diverso, sto tenendo fede

alla mia promessa, lascio
che il mio sguardo si posi,
ieri ho desiderato un semplice ciao,

perchè questo?, dimmelo,
perchè ieri mi son sentito
un tossico in crisi d'affetto?

Ieri..perchè ti parlo di ieri?
ad occhi chiusi, ti ho cercata
e desiderata, sapevo di essere solo.


Mi sei mancata, tanto,

tanto da lasciarmi piovere
addosso, per lasciare le gocce

confuse su di me, tanto
da non aver freddo, da non sentire
il caldo, o non desiderarlo,

tanto da ripudiare le compagnie,
da non desiderar altro, solo
la splendida solitudine

che mi facesse compagnia,
mi permettesse di guardarti,
di scoprire ogni particolare

del tuo viso, ogni espressione,
forse, hai avuto ed hai ragione,
perdo l'orientamento e sragiono.

Torno nella mia ombra,
esco, ritorno ancora dove
mi hai trovato, è diverso,

anche quel posto è cambiato,
insieme a me, ora sento netto
l'odore del dolore che mi ci aveva

tenuto, conosco l'aroma della gioia,
ne distinguo i tratti, capisco
le differenze del vivere una nuova vita.

Il mio rifugio si rivela
per quel che era diventato,
un sudario, solamente un sudario

per un uomo solo,
scostante, che non conosceva
altro, vedeva passato

senza pensare futuro,
uccideva il presente, stava
cedendo a se stesso, in una maschera

trasfigurava il viso, la voce,
i movimenti ed i pensieri,
senza maschera, sente gli odori.

E sento il tuo dolore, sento il tuo
amore, sento il tuo odore,
ti amo, Ishsha

domenica 2 novembre 2008

certe notti


Certe notti la voglia ti assale,
ti svegli, abbracci il cuscino,
cerchi una mano, cerchi un corpo,
certe notti, desideri solo...non esser solo.

Quelle notti, lunghe da non passare mai
scorrono i titoli, sulle stelle, sulla luna,
la presentazione del sogno ha il tuo nome
e la musica, in sottofondo, i miei sospiri.

Sospiro, mi rilasso, mentre ti penso,
ora so, di non essere solo,
sei con me, le lenzuola calde
come il tuo affetto, mi avvolgono.

So il tuo impegno, la tua voglia
di emergere, ed in questo senti,
la stima e l'affetto che ti do,
di giorno, e di notte..anche, certe notti.

Oggi, ho trascorso la giornata
a pensare, arriva la sera, torno qui
mi manchi, questo spazio è nostro,
è sera, la luce del giorno scomparsa.

Riappari, ti sento, mi senti,
so che in questo momento
stai pensando a me, guardi
e cerchi tra le righe, di coprirmi.

Mi copri per non dire a nessuno,
per non far sapere a nessuno,
nei tuoi pensieri, nel brillare
dei tuoi occhi, io, anzi, NOI.

E anche stasera, come tutte le sere,
anche stanotte, come tutte le notti,
com'è stata la mia giornata,
ti amo, Ishsha



Ed ora posso dirtelo, una volta mi hai detto
"hai diritto a guardare lontano, a cercare",
ho provato a farlo, guardare altrove,
mi son sentito ridicolo e falso nel farlo,
ho sentito sempre cosa non andava.
Sai cosa non andava?, nessuna era TE,
nessuna aveva i tuoi occhi, le tue labbra,
quello che mi dai, il paragone stesso,
IMPOSSIBILE, come si può farlo?
Ti amo, per quello che sei,
ho fatto quanto mi hai chiesto
ed ho fallito nel farlo, o forse no...
non ho fallito, non per me.
Posso ancora chiamarti amore,
tesò, posso pronunciare il tuo nome
senza avvicinarlo ad altro,
e son sempre, certe notti