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lunedì 19 maggio 2008

c'era una volta..


Un bimbo, il padre l'aveva "lasciato" morendo, la madre l'aveva abbandonato per lavorare e crearsi un futuro, una posizione diversa nella società.
Questo bambino, viveva in una grande casa, insieme a : cinque zie, una nonna, la donna che aiutava la padrona di casa, quattro ragazze che lavoravano in maglieria con una delle zie, uno zio (poco più grande di lui) ed un nonno, quest'ultimo seguiva i lavori fuori casa e la sua presenza era di due, tre giorni alla settimana.
Finito l'asilo, il bambino viene mandato a scuola, ed impara a leggere, a quel punto nella casa si trova la soluzione per farlo star tranquillo, i libri diventano suoi compagni e svolgono tante funzioni.
Servono, per impegnare i suoi pensieri ed il suo tempo, per mimetizzarsi nell'ambiente e "ascoltare", "sentire gli umori" della casa, captare i pensieri delle donne intorno a lui, l'ammesso nelle segrete stanze di questo immenso gineceo, giorno dopo giorno, viziato ed accudito da donne.
Nel suo intimo ha paura, vive il terrore dell'abbandono, sviluppa una personalità al femminile, gli stessi giochi con i coetanei, risultano diversi da quelli degli altri bimbi.
La stessa scuola sembra creata per lui, nella sua classe più di un compagno, ha perso il padre, e quasi tutti, per fatti analoghi, sembra il raduno degli orfani per fatti delittuosi
Già, strani..perchè quel bambino sta crescendo alla scuola dell'odio e della vendetta, suo nonno gli insegna l'uso delle armi, (quelle vere), per prepararlo a pagare col sangue quello che il sangue ha portato via, per farne un "UOMO".
Un bimbo camaleonte, un adulto che, ora, percorre una strada cercando...il SUO desiderio, quel che vuole realmente, valutando e cercando di capire, lento come sempre, e ancora imparando ad amarsi per poter amare senza paura, senza riserve, senza confini.
Questo è comunque meno importante, quel che importa son le riflessioni di questa creatura, chiusa tra libri e pensieri, lenta nelle sue scelte, abituata a passare da un ambiente all'altro, sente chi le vuole bene, sa a chi voler bene, e la elegge al ruolo di Ishsha, quel bimbo, vuole UNA sola donna, vuole te!! sei stata eletta Ishsha...tesò.
Quell'adulto, che nel suo andare a se stesso, vede con sempre maggior chiarezza, chi e cosa completa il suo percorso, osservando la sua vita, il suo passato, serenamente adagiato nell'ansia, volta pagina e grida "esisto, se..mi vuoi, esisto perchè sono!"