sabato 29 novembre 2008

Cercami

piangendo, liberi il cuore, ti liberi
da un'onda malefica, di cui non sei
ancora certa, ricordi il vento che
sgomitava tra le rocce per sfiorare
i tuoi petali?, c'è ancora, è per te.
E' come se ti avessi sfiorato
con un kleenex le guance,
rimuovendo le tracce del mascara
colato, facendoti arrossire come una bimba.
Ed ora lasciati immaginare così,
mollemente sdraiata a rilassarti,
pensando, ad un uomo che,
col suo kleenex macchiato di nero,
ti sta sorridendo, ti guarda
in silenzio, come si conviene
ad una donna che ha pianto.
Quel kleenex, porta strisce nere
porta tracce di fard, umido di lacrime,
levando questo, ha lasciato
sul tuo viso, tutta la serenità
del gesto, nonostante il tuo
voltarti, ancora una volta
nel'ombra. L'ombra di quell'uomo
è sotto i tuo piedi...
calpestala se ti fa rabbia,
vedrai la sua testa poggiarsi
sui tuoi piedi, le unghie, smaltate,
avranno le nuances di quell'ombra,
vorresti vedere quelle nuances?
sentirle sfiorarti i piedi
e poi salire ancora?, curiose...,
sino a carezzare il tuo viso,
passare un dito sulle tue
labbra, per tutta la loro lunghezza
sapendo che dalle tue labbra
avrebbe ancora rubato un bacio
e se lo sarebbe portato alle sue,
sapendo ancora che nel baciarsi
quel dito, ti avrebbe guardato
negli occhi..prima di chiuderli
ed assaporare il salato, ancora
rimasto, delle lacrime, ed il dolce
dell'affetto, complicemente.
Sapendo anche, che quel bacio
porterebbe quell'ombra a stringerti
la mano, con il dito umido
del suo e del tuo bacio?.
Il kleenex, stretto nell'altra mano
profumerebbe l'aria di passato
ed emanerebbe aroma di futuro,
strizzato dal dolore, assisteresti
alla nascita di una speranza,
mentre nella tua mano
due baci, stretti nel tuo palmo




Ti amo, Ishsha

Quarto Giorno


Conoscendomi, hai trovato un involucro
in cui tutti pensavano mancasse l'anima.
Ti sei trovata in una stanza buia
ed hai acceso una piccola candela,
quella luce fioca, ha aperto la strada
allo sguardo, hai visto l'anima.

Una piccola candela, una fievole luce,
una fiammella, ora entra il sole
da quelle finestre, sempre di più,
la luce illumina ogni angolo,
nel silenzio di questi giorni
l'eco dei pensieri mi porta a te.

Quarto giorno di silenzio,
il motivo è sempre più chiaro,
di te, sò una cosa, sei vera,
sei senza sorprese, ora guardo
indietro e mi rendo conto
di aver perso il mio tempo
dietro chimere, dietro bugie,

sino a trovare una donna
onesta, che dice "io sono così"
e nelle sue parole si trova realtà,
verità, senza trucchi e belletti.
Trovare una SIGNORA, il desiderio,
la coscienza, la terra ed il mare,
la vita, nella sua complessità.

Quarto giorno, quella candela
accesa, che pensavo tu avessi
voluto spegnere con un soffio, +
continua la sua opera,
ora sembra un falò,riscalda ogni
momento delle mie giornate
e delle mie notti, una piccola luce

diventata un faro che indica
la rotta da seguire, un fascio
luminoso porta alla cima dei pensieri,
al tuo viso, al tuo affetto, al tuo silenzio
nel quale navigo ora, senza paura.
Ho avuto il terrore di perdermi,
l'incubo di perderti, la paura di perderci,
ora, vedo il faro e ti dico "Ti amo", Ishsha