martedì 20 maggio 2008

capire


il percorso iniziato in analisi, deve continuare, un giro di telefonate per capire, sapere le cose rimosse dalla memoria.
Un bambino va ad un funerale, tutti piangono, giorni dopo ritorna in quel posto misterioso, gli adulti guardano i lavori fatti, "qui c'è tuo papà", il bimbo dà un calcio alla tomba "levate questa pietra, voglio vedere il mio papà!", la pietra, immobile sigillo, non si muove.
Un senso d'impotenza s'impadronisce del piccolo, non è riuscito ad avere "nemmeno quello"!, non ha visto suo padre, ha conosciuto la sua fragilità, non sarà più il bambino "onnipotente" come gli altri, quel calcio sarà ripetuto mille volte e altrettante volte, il risultato sarà simile, quel calcio è il gesto di tutte le occasioni in cui sarà perdente.
E giochi e libri e ancora libri, nell'immenso gineceo, libri e parole, donne intorno a lui, libri, fumetti, lezioni ripetute a voce alta, "ascoltami, seguimi sul libro", e giù classici, letture per adulti, romanzi, autori di ogni epoca, perchè quei testi restano a disposizione, pieni di dotte spiegazioni, della voce femminile che li ha raccontati.
Tempo dopo, i libri ed i fumetti cominciano a dare i loro frutti, "cosa farai, per gli assassini di tuo padre?", "quando sarò grande mi vendicherò, scriverò un articolo sul giornale", e con questa frase, con questa promessa, è nato questo modo di scrivere.
Emozione, paura, affetto, amore, dolore...ancora affetto, in parole che superano il foglio ed il video, lasciare in ogni lettera una goccia di tutte queste cose, perchè derivano dai pensieri di un bimbo, dal giuramento fatto a chi gli ha voluto bene.
Frustate e carezze si alternano, baci, abbracci, frustate e ancora carezze, amplessi con un io emergente, conflittuale e cosciente della propria "impotenza", con la voglia di amare resa monca dai fatti della vita.
Ecco il bambino, frutto dell'amore, ecco l'adulto, frutto del suo vissuto e delle cose rimosse, l'uomo che analizza, cerca di spiegare, spiegarti e spiegarsi, dandosi e dandoti le ragioni e le chiavi di lettura.
Il monco lavora come se l'arto fosse ancora suo, oddio, quel bambino non è monco!!, il braccio si tende, esiste, abbraccia, il piccolo cresciuto sta conoscendo e riconoscendo l'amore, quello vero!, quell'amore verso te!, propaggine che non può essere tagliata, che cerca di usare per stringerti

Mettendo a nudo il passato, scavando oltre i giochi, oltre le risate, per portare alla luce cose nascoste, ho deciso di cancellare le difese create in tanti anni, ho deciso di lasciarti scegliere conoscendo i miei meandri, le mie storture, il mio buio, la mia luce.
Buio, luce, scegliendoti ho visto con te, la luce e la speranza, senza provocazione o ostentazione, la naturale bellezza della semplicità, l'accettarsi ed il migliorarsi, senza indossare paramenti diversi dall'anima, col cuore in mano.
Caffè solubile, zucchero, sudore, una mano stretta...tu, Ishsha.

lunedì 19 maggio 2008

c'era una volta..


Un bimbo, il padre l'aveva "lasciato" morendo, la madre l'aveva abbandonato per lavorare e crearsi un futuro, una posizione diversa nella società.
Questo bambino, viveva in una grande casa, insieme a : cinque zie, una nonna, la donna che aiutava la padrona di casa, quattro ragazze che lavoravano in maglieria con una delle zie, uno zio (poco più grande di lui) ed un nonno, quest'ultimo seguiva i lavori fuori casa e la sua presenza era di due, tre giorni alla settimana.
Finito l'asilo, il bambino viene mandato a scuola, ed impara a leggere, a quel punto nella casa si trova la soluzione per farlo star tranquillo, i libri diventano suoi compagni e svolgono tante funzioni.
Servono, per impegnare i suoi pensieri ed il suo tempo, per mimetizzarsi nell'ambiente e "ascoltare", "sentire gli umori" della casa, captare i pensieri delle donne intorno a lui, l'ammesso nelle segrete stanze di questo immenso gineceo, giorno dopo giorno, viziato ed accudito da donne.
Nel suo intimo ha paura, vive il terrore dell'abbandono, sviluppa una personalità al femminile, gli stessi giochi con i coetanei, risultano diversi da quelli degli altri bimbi.
La stessa scuola sembra creata per lui, nella sua classe più di un compagno, ha perso il padre, e quasi tutti, per fatti analoghi, sembra il raduno degli orfani per fatti delittuosi
Già, strani..perchè quel bambino sta crescendo alla scuola dell'odio e della vendetta, suo nonno gli insegna l'uso delle armi, (quelle vere), per prepararlo a pagare col sangue quello che il sangue ha portato via, per farne un "UOMO".
Un bimbo camaleonte, un adulto che, ora, percorre una strada cercando...il SUO desiderio, quel che vuole realmente, valutando e cercando di capire, lento come sempre, e ancora imparando ad amarsi per poter amare senza paura, senza riserve, senza confini.
Questo è comunque meno importante, quel che importa son le riflessioni di questa creatura, chiusa tra libri e pensieri, lenta nelle sue scelte, abituata a passare da un ambiente all'altro, sente chi le vuole bene, sa a chi voler bene, e la elegge al ruolo di Ishsha, quel bimbo, vuole UNA sola donna, vuole te!! sei stata eletta Ishsha...tesò.
Quell'adulto, che nel suo andare a se stesso, vede con sempre maggior chiarezza, chi e cosa completa il suo percorso, osservando la sua vita, il suo passato, serenamente adagiato nell'ansia, volta pagina e grida "esisto, se..mi vuoi, esisto perchè sono!"

venerdì 16 maggio 2008

Buongiorno

Tesò, descrivere ieri come una giornata concitata, è offendere il buon senso...è stato un massacro continuo.
Perchè ti scrivo qui?, perchè questo è il NOSTRO SPAZIO VIRTUALE...dove si mischiano pensieri ed emozioni, scorrono i momenti per diventare eterni ed eterei, fissati nello spazio di un fondale marino, si confondono con i colori ed emergono ancora.
Risveglio dopo il crollo, oggi ufficio-funerale-studio, altra assenza, il mio PC in riparazione, uso (in prestito) un'altra macchina che, conosco poco, e mi è concessa..poco...ogni momento che ci sei è veramente, da centellinare.
Pensando le donne, ho sempre pensato allo Champagne, ho scoperto il Porto, sei la DONNA vera e vai vissuta come "vino da meditazione", molto meno appariscente e molto più intensa...delle bollicine, un ambrosia d'assaporare lentamente per coglierne il bouquet, sentirne il retrogusto, apprezzarlo chiudendo gli occhi.
Il chiudere gli occhi, gesto necessario per sentire i sapori, riaprirli, per guardare in faccia i colori della vita, dentro i tuoi occhi, assaporando le tue labbra ed il piacevole passeggiare sotto la pioggia, sognando insieme.
Amore, amore, amore e ancora amore, vorrei gridartelo, amandoti, vorrei abbracciarti forte e irridendo alla vita, sorridere, piangere, scherzare e giocare con te, ti lascio per chiudere la mia lettera dedicandoti un brano musicale, dedicandoti me stesso, tesò.

giovedì 15 maggio 2008

essere..uomo


Buongiorno Ishsha.
Nel mio cammino sto incontrando sempre di più, te.
Andando alla scoperta di me stesso, cercando in me l'UOMO, sto conoscendo una donna meravigliosa.
Lei è schiva, sminuisce la sua bellezza, dice di essere meno bella di altre, la sua forza d'animo e l'affetto che riversa, meritano tutti i miei sforzi per crescere, per poter rapportarmi in modo giusto, alla sua statura.

Visite mediche, pensieri e azioni, per conquistare un NOI, guadagnare il diritto al futuro, guardare oltre la linea dell'orizzonte, sino ad una nuova isola, approdo sicuro per l'anima, porto riparato per il corpo e la mente.
Perchè son tornato nella mia casa?, ci son tornato per evitare (se possibile) a mio figlio, di perdersi, visti gli atteggiamenti presi dalla madre, in questo ritorno, nessun barlume "maritale", nemmeno una forma di "amicizia, dormire in una stanza diversa, mangiare a volte insieme, uscire..annullarmi nel lavoro o a spasso per la città.
La mia vita è anche questo, il mio riposo solo le ore della notte, sai che vuol dire entrare in una casa TUA, cercando la fretta, cercando di uscire con scuse plausibili, che non saranno neppure ascoltate, diventeranno come sempre, parole senza senso, comunicazioni sul "sei libera, fai ciò che desideri", e controllare ancora l'operato del virgulto?
Stamani, non trovi le scontate parole d'affetto, trovi uno spaccato impietoso, ed in questo quadro, vedi la disperazione, vedi l'amore che provo, sentimento vitale e terapeutico, sostentamento alle mie ore, stamani non hai trovato l'uomo virile, forte, hai scoperto la parte nascosta, quel lato discreto e doloroso, la parte che mi rende meno brillante e più "vero", tesò.

mercoledì 14 maggio 2008

guardarti...


sempre come se fosse, la prima volta, desiderarti ogni giorno, ogni ora, ogni minuto sentire le tue lacrime ed i tuoi sorrisi, le mille emozioni, vederti riflessa nella vetrina di un negozio con a fianco...me.
In attesa di uno sguardo, di un complimento, di una carezza, di una certezza, la sicurezza di essere amata, una PRIMA scelta assoluta, non un ripensamento, non un ripiego, sentire nelle mani il calore di una mano e capirne il possesso, quella mano che vorrei stringessi, è tua Ishsha.
Saper distinguere, nello sfiorarti, il nutrimento dell'amore e della passione, mordere la mela del desiderio comune, nel giardino incantato dal quale nessuno ci può cacciare, se non noi stessi...e mille altre cose ancora, che vorrei dirti, che vorresti dirmi, riassunte in un dolcissimo bacio, con labbra poggiate su labbra, sino ad aprire il cuore.

martedì 13 maggio 2008

convocazione


Buongiorno, Ishsha, vorrei iniziassi bene la tua giornata, sapendo quel che ieri non ho avuto modo di dirti...ti voglio bene
Sono stato convocato per parlare di una pubblicità...spedita con un account simile al mio, finita nello SPAM.
Pubblicità di una chat porno, al necessario chiarimento, l'ambiente si è "rasserenato", quando ti ho fatto un particolare invito a restare, la conversazione si è definitivamente conclusa.
Le parole "come già sai.." son state l'ulteriore riprova, se mai ne avesse avuto bisogno, che io e te siamo un NOI, desidero continuare ad esserlo.
Pensi che questa sia una cosa inventata?, se mi credi, se mi dai fiducia, non abbandonarmi, tesò

lunedì 12 maggio 2008

connessione

La rete, impedisce di mettere nero su bianco in tempo reale, al che ogni volta mi trovo a scriverti pensieri sedimentati, anche il semplice "ti voglio bene".
Ti voglio bene è un pensiero sedimentato, hai ragione, son la persona che sta scoprendo le cose semplici, quello del "ritorno al passato" per farlo diventare futuro.
Ieri, ho telefonato a mia madre semplicemente per farle gli auguri, prescindendo da ogni considerazione economica, scartando l'ipotesi di affrontare discorsi impegnativi, chiarendoci i motivi della mia situazione, della mia separazione.
Ti sei resa conto, di come stiamo parlando del "noi"?, usciti dal canone virtuale, entrati nella realtà di un amore vero, quello delle mestruazioni, del lavoro, delle malattie, dei problemi..della bellezza di passeggiare insieme tenendoci per mano e guardandoci negli occhi, di scambiare baci fugaci quando non possiamo stringerci più forte.
Quando sento il tuo "ti voglio bene", il riempirmi di gioia e orgoglio sono un tutt'uno, le due cose viaggiano insieme, orgoglio perchè mi degni del tuo affiancarti, consentendomi di camminarti vicino a testa alta, gioia perchè vuoi bene, e fai finta d'ignorare i mille difetti, le mille "stranezze"...ed ora, ti sto parlando come il vecchio, con rinnovato vigore, con gli occhi che guardano il futuro, parla al bambino.
Ritorno alla semplicitò, ritorno al futuro, con te..vicina, amore, colgo un fiore, una spiaggia si apre, colgo la gioia di un bacio vellutato.
Buongiorno Ishsha, buongiorno tesò
T.

venerdì 9 maggio 2008

cresco..

Tu cresci dentro di me, vivo ogni volta che ti sento, che ti vedo, godo del tuo amore, mi sembra di darti poco e di, essere monco nel ricambiarti. Aver il piacere, di averti con me, sentirti mia, la fortuna di essere tuo, è vita, nel dirti ti voglio bene, cambio tono, chiudo gli occhi, desiderando..il tuo sorriso, Ishsha

mercoledì 7 maggio 2008

silenzio..

Ho rispettato te e me stesso, lasciando questo spazio nel silenzio per guardarmi dentro, ed ora lo dico senza esitazioni...Ishsha, ti amo

sabato 3 maggio 2008

vado

Nel deserto..vado a me stesso, Ishsha. Quanto ancora devo subire, devo soffrire?
La sopportazione...ha un limite?, non lo so più, so solamente che mi si sta aprendo un mondo nuovo, con te.
Affetto, affetto, affetto, affetto, affetto, ecco..cosa voglio darti , prendilo a piene mani, è la cosa più preziosa che ho