giovedì 22 maggio 2008

tavoli

Quando sei andata via, un silenzio di maniera è calato sui tavoli, molte chiacchiere in sottofondo, finestre aperte e invisibili, dichiaratamente chiuse o non funzionanti.
Un brusio, un attività sradicata dal contesto, è arrivata all'improvviso una persona, saluti, poi silenzio in sala, infine, sono "caduto" senza salutare, (come nelle migliori tradizioni dell'insalutato ospite), è stato meglio il televisore che vivere quell' ipocrisia.
Ti ho desiderata, nei miei sogni e nella mia insonnia, ho sentito la tua stanchezza mista alla tua gioia per il premio, alla nostra gioia, mi sento partecipe dei tuoi successi, del tuo gioire.
Oggi per me sarà un altro passo avanti, la mia analista aprirà ancora quel lato oscuro sempre ignorato, messo in disparte, conoscermi per conoscere e farmi conoscere, scenderò ancora nel mio passato per capire il presente. Scendere, come i mitici eroi scesero nell'Ade, perchè il mio passato è inferno, è infermo, voglio guarirlo dalle ombre, dagli incubi e dagli spettri, questo è il mio renderti omaggio, piangere per sorridere.
Ho sorriso al tuo languido saluto, sentendo la tua mano morbidamente poggiata nelle mie, scoprendo nel tuo sguardo il desiderio di portarmi con te, sognare dolcemente un contatto, l'abbraccio nella notte, i respiri nel silenzio.
Il mio passato, (che ho rimosso in parte), deve tornare a galla, per rendere il mio cuore trasparente e, fartelo vedere, fartelo tenere in mano..Ishsha

Nessun commento: