rasentando il muro per non fare ombra
con i pugni in tasca, stretti come le labbra
sino a trovare un rifugio, un angolo mio.
Eccomi, nello spazio che tu mi concedi
a raccontarti una sera, che ora è lucente
dopo tanto buio, brilla.
In una delle tasche, un buco dal quale
son uscite tante piccole cose
ed è rimasto, impigliato nelle dita
un bacio che avevo poggiato
sul palmo, per mandartelo
in un soffio, senza dire una parola
ora, guardo la mano, la sento piena
del calore di chi, ha ricevuto il bacio
e la rimetto in tasca, felice
il pugno ora, è come stringesse una mano
quella mano, di chi ha ricevuto il bacio
e la tasca, col suo buco, una splendida custodia.
e non dirmi, "chi è la musa"
tu, sei la musa, sei la mano
sei la tasca, io sono solo il buco
Tersicore ha ispirato il gesto del bacio
e come musa, sei musica, danza,
movimento e pausa, ogni momento diverso
sei una musa..col tuo silenzio
sei una musa, con le immagini
perchè mi permetti di essere io
Si, essere IO, me stesso,
senza nascondere, vergognarmi
senza aver paura di esporre le mie nudità
quel buco nella tasca, quei buchi
sulla mia pelle, sono i segni
che porto addosso, i segni della vita
quel buco nella tasca, quei buchi
sulla mia pelle, sono i sogni
che porto dentro, i sogni della vita
e tu fai parte dei miei sogni
sei il mio sogno più bello
ti amo, Ishsha
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