una figura sullo sfondo,
sdraiata su una dormieuse
silente, riesce con gli occhi
a catalizzare l'attenzione,
immobile, sembra non respiri
La tela inizia a cambiar aspetto,
lentamente si delinea l'ovale del viso,
i capelli, bagnati dal sole, irradiano
i suoi raggi per tutta la stanza.
Colpito da quei raggi, ipnotizzato
dallo sguardo, col pennello a mezz'aria,
quando, la mano, inizia a vivere di vita propria,
senza nemmeno guardare, i colori
seguono l'armonia che si è creata
Silenzio, rotto solo dal rumore
del pennello che scorre sulla tela,
la figura prende forma, si vedono
i contrasti tra luci ed ombre appaiono,
in tutta la loro bellezza, impossibili
da dipingere, si fissano con lo sguardo.
Fissarli dentro il cuore, tenerli stretti
e far scorrere liberamente il pennello
su quella superficie, non più bianca,
s'iniziano a distinguere altri particolari,
la mano è sempre più veloce, uno sgabello
per poggiare il pensiero, e sorridere
nella pausa, senza paura,
la modella si alza, guarda la tela,
i suoi tratteggi, senza una parola
torna al suo posto, le sue emozioni
hanno cambiato l'espressione del viso,
la sua bellezza è negli occhi.
Non voglio, vederti con gli occhi tristi, sorridi,
sorridimi e, se vuoi, lacera la tela.
Se quanto sto dipingendo ti fa male,
permetti, che racconti e raccolga
i brandelli di quel disegno squarciato,
modellando ancora il mondo...per te?,
altrimenti butterò cavalletto e colori,
tele, sgabello, in un dirupo,
pur di darti il bene che ti voglio.
Se vorrai tu stesso potrai buttarli,
o ignorarne l'esistenza cancellandoli,
con un sol gesto, capirò...
vedrò in quell'azione il tuo ordine,
la tua felicità, e sarò comunque
felice, senza rimpianti, sarò uomo, per te.
Ti amo, Ishsha
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