Prima di prendere la penna in mano, ho riflettuto a lungo,
ho pensato le parole dette, guardando dentro, ho visto
te, cosa sei, come sei, chi sei per la mia vita, ho preso una pausa.
Oggi son qui, dirti come mi son sentito, inutile, stupido, stupito,
e ragionare sul passato, sul presente, sul futuro, sino a capire
una cosa importante, ti voglio bene, comunque, sempre.
Nelle mie parole, non leggere il perdono o giudizio, leggi solamente
la parte fondamentale, ti voglio bene e non m'importa altro.
Chi son io per scagliare pietre?, chi son io per giudicare?,
nessuno, son quella persona che, anzi, gode del tuo affetto,
quell'uomo che ti stima, ti apprezza, ti adora, ti vuole
per quel che sei, non ti appella se non chiamandoti ancora
e sempre, ISHSHA, maiuscola Ishsha, nel dolore e nella gioia.
Ti amo, Ishsha
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