mercoledì 5 novembre 2008

Ishsha


l'unica cosa che riesco a dire oggi, Ti Amo,
senza fiato, uso le mie risorse
per starti vicino, traendo da te forza e calore.
Le labbra non emettono suono,
gli occhi non parlano, il cuore non dice,
se non quelle parole, Ti Amo.
Ishsha, Ishsha, Ishsha,
nella valle dell'Eden un sussurro,
il tuo nome, è sussurrato per carezzarlo.
Ishsha, Ishsha, Ishsha,
il tuo nome è sussurrato per carezzarti.
Perdona la mia flebile voce,
quel che nutro per te, è forte,
al punto di volerlo urlare,
ma un urlo, può spostare i petali
del delicato fiore che sei.
Spostare i petali, rovinando
l'armonia concessa, il piacere
condiviso, la nostra comunione,
l'amore, l'affetto e la stima,
e tutto per un urlo?, no..
Il sussurro è urlo d'amore,
e tu, sei amore.
Ho riaperto lo scantinato, buttando
via cianfrusaglie, guardando la mia vita,
quante cose utili e inutili, conservate,
coperte di polvere, incrostate.
Ho messo ordine, le cose oramai orfane
e prive di valore, son state buttate via,
quel che è rimasto, oltre lo spazio vuoto,
è quanto mi serve per andare avanti
e vedere il noi, vederti, portando in mano
il mio passato, il mio presente,
capace di vedere il tuo passato, il tuo presente.
Vedere, non guardare, non osservare, vedere
per vedermi, per vederti, per vederci uniti
in un sogno. Aprendo il mio mantello di bisso,
hai visto sotto l'uomo, l'hai messo a nudo,
l'hai guardato senza protezioni,
hai scelto di abbracciarmi nella mia nudità.
Aprendo il tuo mantello di seta,
ho visto la donna nuda, ho scelto
di abbracciarti nella tua ricchezza.
E abbracciati, vicini, ti sussurro ancora
Ti Amo

martedì 4 novembre 2008

guardo e...le nubi


vengono, vanno, hanno mille forme,
il vento impetuoso mescola i loro contorni,
nere, bianche grigie, colorano il cielo,
in una ho visto un fiore, in una ho visto
la tua forma, era la più bella.
La sagoma si muoveva sinuosa,
la voce era cristallina, sorridevi,
ed ancora ne colgo il suono.
La mia finestra ora è accostata
conservo la mia emozione, ti penso
volo sino alla tua finestra, sfoglio le pagine
delle tue parole, ti sussurro dolcemente
"son qui, per te", e guardo il film dei tuoi sogni
scorrere sui tuoi occhi mentre ti muovi,
tenendoli chiusi al mondo, tenendoli aperti
ai desideri che non osi dire.
Mi dici di aver sonno, ti rispondo
"posso guardare il tuo sonno?
sarò presente in silenzio,
osserverò mentre ti addormenti
cinta dal lenzuolo, vinta da Morfeo
e canterò una dolce nenia
per portarti i sogni che desideri.
Il mio mantra, sarà composto
da poche parole, "ti amo, dormi felice,
ti amo, sii felice", e sognerò con te.
Tenendo per mano il tuo sognare,
guidandolo in praterie di fiori e spiagge,
guidandolo in morbide colline e valli,
sontuose stanze, essenziali dimore,
nel paese dell'affetto"
In quei luoghi, nei colori, nel bianco, nel nero,
TU, spettacolo nello spettacolo, tu, diva divina,
stella dei miei sguardi, magnete per i miei occhi.
Scelgo il luogo, per sognar con te
e nelle mie scelte, vedo la povertà,
scelgo ancora, lo vedo spoglio,
sei tu, che adorni i luoghi, tu che fai
ricchezza, semplicemente..esistendo.
Ed in quella finestra, seduto sul tuo letto,
camminando al tuo fianco, perdendomi
nell'ovale del tuo viso, nelle tue mani,
perdendomi in te, e sentendomi protetto
nel mio smarrimento, come i bimbi con le madri.
Tenendoti per mano, stringendomi a te,
solo un pensiero, Ti amo

lunedì 3 novembre 2008

lo scrigno..le gemme, La gemma


buongiorno...anche oggi lo scrigno
si è aperto, quel fiore non appassisce mai
il coperchio di seta rosa, contiene
alla vista, un mare di gemme,
ognuna di loro cerca di competere
con te, perdendo la sfida.
Gemme, lucenti di luce riflessa
si scontrano incontrando te,
che sei la luce, dai i riflessi.
I disegni cachemere del portagioie
stentano a contenere i tuoi colori
le volute si perdono in fumi leggeri.
Quando apri lo scrigno, il raso
appare poco più che una carta
da macero, contro la tua morbidezza.
Colori, e sapori, e profumi inebrianti
penetrano, non escono, da quello scrigno
e sei tu, a portarli, ad indossarli
Colori, sapori e profumi inebrianti
escono da te, sei tu a crearli,
tu profumo, tu colore, tu sapore d'amore.
L'albero della vita, il frutto della gioia
son stati seminati alla tua nascita,
la tua vita spande i semi, ovunque.
In te, ogni cosa è scoperta,
ogni scoperta è limitata
dall'immensità del tuo cuore.
Albero del frutto proibito, manna,
ambrosia, dea, ti hanno chiamato
in molti modi, io ti chiamo Ishsha,
e l'altro tuo nome è Amore.
La tua presenza dà il nome
ai luoghi, Eden, Olimpo, Paradiso,
la tua figura da i nomi agli astri.
Potrei mai, non adorarti?
nel sentirmi tuo, sei parte di me,
bevo il nettare dell'affetto
suggendolo al tuo seno,
alle tue labbra, ai tuoi occhi.
E umilmente, ti porgo il mio omaggio
con queste parole, dicendo solo e
semplicemente, Ti amo

domenica 2 novembre 2008

certe notti


Certe notti la voglia ti assale,
ti svegli, abbracci il cuscino,
cerchi una mano, cerchi un corpo,
certe notti, desideri solo...non esser solo.

Quelle notti, lunghe da non passare mai
scorrono i titoli, sulle stelle, sulla luna,
la presentazione del sogno ha il tuo nome
e la musica, in sottofondo, i miei sospiri.

Sospiro, mi rilasso, mentre ti penso,
ora so, di non essere solo,
sei con me, le lenzuola calde
come il tuo affetto, mi avvolgono.

So il tuo impegno, la tua voglia
di emergere, ed in questo senti,
la stima e l'affetto che ti do,
di giorno, e di notte..anche, certe notti.

Oggi, ho trascorso la giornata
a pensare, arriva la sera, torno qui
mi manchi, questo spazio è nostro,
è sera, la luce del giorno scomparsa.

Riappari, ti sento, mi senti,
so che in questo momento
stai pensando a me, guardi
e cerchi tra le righe, di coprirmi.

Mi copri per non dire a nessuno,
per non far sapere a nessuno,
nei tuoi pensieri, nel brillare
dei tuoi occhi, io, anzi, NOI.

E anche stasera, come tutte le sere,
anche stanotte, come tutte le notti,
com'è stata la mia giornata,
ti amo, Ishsha



Ed ora posso dirtelo, una volta mi hai detto
"hai diritto a guardare lontano, a cercare",
ho provato a farlo, guardare altrove,
mi son sentito ridicolo e falso nel farlo,
ho sentito sempre cosa non andava.
Sai cosa non andava?, nessuna era TE,
nessuna aveva i tuoi occhi, le tue labbra,
quello che mi dai, il paragone stesso,
IMPOSSIBILE, come si può farlo?
Ti amo, per quello che sei,
ho fatto quanto mi hai chiesto
ed ho fallito nel farlo, o forse no...
non ho fallito, non per me.
Posso ancora chiamarti amore,
tesò, posso pronunciare il tuo nome
senza avvicinarlo ad altro,
e son sempre, certe notti

sabato 1 novembre 2008

Quando, a volte


sento le dita rifiutarsi di scrivere
e di colpo, non le controllo più,
quando vorrei semplicemente carezzarti,
o desidero mi stringa le mani, allora..
so che l'esistere ha un senso.

Quando esco, il sole riscalda,
la pioggia che sembra una tenda,
il vento un alito di tenerezza,
le nuvole, pensieri sospesi,
so che l'esistere ha un senso.

Quando succedono queste cose
so che esisti, e sei vicina
so che, l'esistere ha un senso

Senso, senso, senso, sensazione
paradisiaca e dolore, contatto,
conoscenza, parossismo, estasi,
ed ancora tu, solo tu.

Per darmi un'idea diversa
dovrei scavalcare i confini del mondo
e sarei ancora io, vicino a te
senso dell'esistenza del mio io.

Vuoi che descriva il tuo corpo?
vuoi che descriva la tua voce?
vuoi che parli del tuo ridere, del tuo piangere?
o preferisci che, in silenzio ti pensi..e ti parli?

Ora, vicina a me, ora vicino a te,
momento per momento dividiamo
la gioia ed il tormento, tocchiamo
i nostri cuori, li teniamo in mano, amiamo.

Amiamo per vivere, viviamo per amare,
questo è il senso dato alla vita,
amare, corpi e anime in amore
s'intrecciano, creano scenografie

Entrano nel palcoscenico e tengono
lo spettacolo della vita, si dileguano
dietro le quinte del loro silenzio,
appaiono sulla scena del loro tacere.

E la parole, mille parole non dette
confuse e concluse in solo due,
due piccole parole che son il tutto,
in tutto lo spettacolo, in tutta la recitazione

Si sente solo dire..."Ti amo, Ishsha",
ed il pubblico, in piedi ad applaudire
altri, ammutoliti, seduti, plaudenti,
un pubblico di anime, di cuori.

E noi, attori, noi, spettatori,
noi, questo siam diventati
dopo esser stati anime sole,
ora siamo noi, legati dal mistero.

Le difficoltà da superare, i problemi,
le nostre vite, hanno uno scopo,
hanno un senso, sappiamo dell'affetto,
conosciamo quel sapore e lo dividiamo tra noi

Perchè quello è il pane,
il cibo dei patriarchi che conserviamo,
quella è la mensa cui siamo seduti,
e questo il senso della vita

Ed i nostri corpi, ora,
assumendo la forma dell'acqua
si uniscono, si mischiano, si fondono,
nel grande contenitore dell'affetto


venerdì 31 ottobre 2008

risveglio


fiumi di parole diventano rumore,
tubare di piccioni, indefiniti suoni,
nel silenzio del mattino, le auto
avanzano, come gatti sornioni
le senti fare le fusa sull'asfalto.
Un fiore poggiato sulle lenzuola
accoglie il tuo sguardo, incredula
lo tocchi, ne carezzi i petali.
Lo sollevi, come si solleva un sogno,
prendendo delicatamente il gambo,
annusi la sua fragranza, si mischia
col tuo profumo, fiore su fiore,
le lenzuola sanno di te, ora
lo poggi sul cuscino, due fiori
due sogni, giacciono nello stesso letto.
Lo specchio riflette l'immagine
della dolcezza, come una gatta
ti stiracchi, fai le fusa, ed un rumore
di carta, desta la tua attenzione.
Una piccola busta profumata,
indirizzata a te, c'è sopra il tuo nome
e semplicemente "per te".
Senti un profumo che conosci,
il mittente misterioso ti ha lasciato
una traccia, quell'aroma speziato,
caldo, l'hai sentito e fatto tuo.
Apri delicatamente la busta,
allo specchio lo sguardo dell'incredulità,
il rossore sulle guance prima ancora di aver letto,
ecco, ora nelle tue dita il cartoncino emerge,
la grafia è quella attesa, cosa ci sarà scritto?
Ancora un momento di attesa, il fiore al tuo
fianco ti sta toccando la spalla, sussulti,
lo specchio legge in te curiosità,
dalle persiane semi aperte la luce del giorno
soffusamente invade il tuo letto,
ora i contorni e le ombre son più netti.
La tua abat jour sembra uno spot
sul palcoscenico del risveglio,
ancora titubante, se spegnerla o meno,
sollevi il cartoncino e leggi,
"buongiorno tesoro, ti amo",
e nel silenzio, nel fruscio delle lenzuola,
stringi a te il fiore, il biglietto,
ed il sogno continua..socchiudi gli occhi,
li apri, li richiudi e, senti il tepore
avvolgerti, diventare calore, diventare amore

giovedì 30 ottobre 2008

insieme


un aquilone vola in cielo, ne tieni il filo
guarda attentamente la sagoma, il disegno,
riconosci i tratti?, si..li conosci, vedi il volo,
vedi la sagoma, stringi il filo.
Ora siamo aquiloni, teniamo il filo
stretto, con tutto l'amore possibile
con tutta la forza possibile,
i piedi per terra, in volo, cambiando
l'ottica stiamo insieme.
Guarda ancora, cosa vedi?
vedi un secondo aquilone,
con sagome unite in un abbraccio
mani nella mani, i corpi aderiscono,
anche quell'aquilone è nelle tue mani,
e nelle mie...
le mie mani, tengono stretto,
il mio cuore lo tiene stretto,
tu, mi tieni stretto con le mani,
col cuore, con la mente,
Le figure si confondono, volano
e creano scie d'amore, si sovrappongono,
il materiale trasparente mostra ambedue,
il terzo aquilone è illusione ottica
siamo noi, che ci teniamo stretti,
son le nostre figure che si uniscono.
siamo noi, uniti, ecco..abbiamo lasciato
che i fili scorrano liberi, come per magia
restano con noi, senza staccarsi.
Così, ci amiamo, con i corpi, con le mani,
con gli occhi, la mente ed il cuore,
ed i fili, nient'altro sono che il legame,
vicini, lontani, vicini, lontani, legati
ad un filo sottile, di seta d'amore.
Per te, Ishsha, che mi tieni stretto
al cuore

mercoledì 29 ottobre 2008

quando


Aprirai questo scrigno, non troverai gioielli,
l'unico gioiello, la vera gemma, sei tu!,
la chiave girerà lentamente, aspettarai lo scatto,
ora, clic, la serratura ha ceduto.
Ogni volta che usi quella chiave,
sai di trovare nuove sensazioni,
lasciate per te, da chi possiede l'altra chiave
e trova sempre l'amore che lasci per lui.
Potrebbe essere diversamente?,
lasci in custodia, pensieri, sorrisi,
delicati e dedicati come solo tu sai dare.
Solleverai il leggero coperchio,
vedrai solo una rosa, tenuta ad una pergamena
con un nastro di seta rossa.
Sciogli il fiocco, prendi il fiore in mano,
so che impallidirà vicino a te, che perderà
fragranza confrontato al tuo profumo, ma fallo
ugualmente, quello scritto è indirizzato a te.
Rompi il sigillo di ceralacca, porta inciso il mio sorriso,
ecco, il rotolo si apre, il fiocco pende da un lato,
la luce rende brillante la filigrana del foglio.
Nella pergamena troverai scritte solo poche parole
riconoscerai la mia grafia, leggerai:
"Ti amo, Ishsha!, sei la prima e l'unica donna
del mio Eden
Per te, da un uomo che ti ama, dal tuo
T."
p.s. noi siamo liberi, liberi di sognare, di amare,
sognare è amare, io sogno e amo...solo te

l'amore è un portagioie che si apre, ha le pareti foderate in raso, la volta del coperchio in seta rosa ed all'esterno le volute dei disegni cachemere

lunedì 27 ottobre 2008

oggi


ho fatto quel che ti avevo, no..che ci eravamo promessi
ti amo Ishsha

domenica 26 ottobre 2008

Domenica


la comunione dei pensieri
la mensa dell'abbraccio
inizia ora...in un gesto, un piccolo gesto
che si chiama buongiorno.
Proviamo a staccarci dalla quotidianità
sorridiamo, riposiamo la mente
e guardiamo intorno a cercare il sole
Eccolo..è li per noi, ci riscalda,
illumina ogni cosa, riflette sull'acqua
delle pozzanghere e del mare
rendendo tutto più vivo e dolce.
Giallo, il colore delle margherite,
giallo, il colore di alcune rose,
a contornare il bianco camelia e giglio
e renderlo...meno violento, più luminoso.
Tu, camelia, tu, Giglio, tu rosa,
fiore assoluto del mio giardino,
rivolgo a te le mie attenzioni
e prego perchè il sole riscaldi sempre
il tuo cuore, levando il freddo della notte.
Ed ora..un sorriso, un abbraccio
ti avvolge, una carezza percorre
il tuo viso, due mani scivolano
facendo da cornice alle tue guance
i pollici sfiorano le tue labbra,
è domenica..sarà una buona domenica
per te, per noi, Ishsha TI AMO