sabato 8 novembre 2008

NOI..in nero e rosa

Siamo già vinti dalla vita da che nasciamo..
limitiamo le nostre pulsioni, pensiamo
sensi incontaminati diventano inerti
sensi eccitati, diventano pensieri.

Pneumatici sull'asfalto
che rotolano sotto di noi
piedi che camminano, sotto di noi
magia, del movimento

e le labbra, parlano, baciano
baciano, baciano, per dare
e ricevere passione, per emettere
amore, dolcezza, per gemere

Utopie, sogni, visioni, dolci,
violente, forti, reali sensazioni,
dolore, e sempre vinti?, no!
solleviamo lo sguardo

di fronte a noi il futuro
è nelle nostre mani, nei nostri sguardi
nella nostra pelle, il futuro,
il desiderio di essere noi, diversi ma noi.

noi amiamo, Ishsha, io ti amo

giovedì 6 novembre 2008

Voglio


stringere le tue mani e sentirne il calore,
sentire la tua forza mentre stringi le mie,
voglio stringerle ancora, per sentirne il profumo,
la morbidezza, la flessuosità, per asciugare
con le labbra, il sapore salato delle lacrime,
per sentire l'ebbrezza del piacere
di saperle tra le mie.

Voglio carezzare il tuo viso,
per lasciare sulle mie mani, il rosa
del tuo fondotinta ed ammirare l'incarnato
riprendere colore, voglio vedere le tue labbra
mentre lo faccio, mutare la forma in un sorriso
e dare una pennellata di rosso corallo, al mondo,
e saperle mie.

Voglio dedicarti un piccolo pensiero
che ti faccia pensare, per un solo momento
a me, ad un piccolo uomo che riempie gli spazi
della rete, con caratteri di passione, lasciando
scorrere con le dita, immagini, colori, sapori,
per una volta ancora, apri lo scrigno, leggi e gioisci
nel saperle tue perchè, Ti Amo, Ishsha.

Voglio, prendere su di me
i tuoi problemi, il tuo dolore,
annullarmi, se questo può rendere la tua vita
più dolce, più felice, sparire...se necessario,
ma sapere che sei serena, e senti l'amore circondarti
saperlo TUO

sono entrato


nel labirinto, ed ho reciso il filo
uscire, dopo aver trovato te
non era più importante
il dentro ed il fuori, persi
nella scoperta del tuo viso.

Son entrato nel labirinto
ed ho bruciato le ali
perchè volare è starti vicino
il cielo racchiuso in tanti meandri
dove ogni parete ed ogni angolo son diversi

Son entrato nel labirinto
seguendo il silenzio, la voce
che mi guidava era il tuo profumo
ora, ogni altra fragranza, mi sembra
stupire l'olfatto per la sgradevolezza.

Tu l'Arianna, faro nel labirinto,
dai luce nella notte, guidi
col canto del silenzio, riempi
l'aria di un dolce profumo di donna,
riempi il cielo di voglia e d'amore.

Labirinto lineare, l'uscita è sempre
presente e segnata, labirinto contorto
senza ingressi se non quelli che apri
e benignamente concedi quando
vuoi, tu, schiva creatura, mostrarti.

Quando ti ho scoperto,
quando mi hai scoperto,
ci siamo trovati in un labirinto
dove gli altri sono esclusi
perchè siamo il mondo.

In un momento scompare
dietro il mare, il sole
lasciando la scia alla luna,
e vien la sera, in un momento
sei apparsa, e venne l'Eden, Ishsha.

Per te...ti Amo

in ginocchio


oddio,
sto piangengo
le parole
i significati
le similitudini
i dolori
le dolcezze
la nudità dell'anima
la purezza del cuore
che hai saputo donarmi
sono meravigliose.
Io che sono
il più bisbetico degli uomini
mi inginocchio davanti a te
Mia Signora.
Omaggio al tuo silenzio
nel gesto dell'umile, guardo i tuoi occhi,
le tue diafane mani, son la luce
sulle mie spalle, il fascio di pensieri
che emette il tuo sguardo,
è diadema al tuo viso,
ai tuoi capelli, al tuo corpo
stola preziosa d'ermellino
e, vicino a te, lo stare in basso
mi sembra stare sul Vesuvio
e guardare il golfo ai miei piedi
Ti amo, Ishsha

mercoledì 5 novembre 2008

Ishsha


l'unica cosa che riesco a dire oggi, Ti Amo,
senza fiato, uso le mie risorse
per starti vicino, traendo da te forza e calore.
Le labbra non emettono suono,
gli occhi non parlano, il cuore non dice,
se non quelle parole, Ti Amo.
Ishsha, Ishsha, Ishsha,
nella valle dell'Eden un sussurro,
il tuo nome, è sussurrato per carezzarlo.
Ishsha, Ishsha, Ishsha,
il tuo nome è sussurrato per carezzarti.
Perdona la mia flebile voce,
quel che nutro per te, è forte,
al punto di volerlo urlare,
ma un urlo, può spostare i petali
del delicato fiore che sei.
Spostare i petali, rovinando
l'armonia concessa, il piacere
condiviso, la nostra comunione,
l'amore, l'affetto e la stima,
e tutto per un urlo?, no..
Il sussurro è urlo d'amore,
e tu, sei amore.
Ho riaperto lo scantinato, buttando
via cianfrusaglie, guardando la mia vita,
quante cose utili e inutili, conservate,
coperte di polvere, incrostate.
Ho messo ordine, le cose oramai orfane
e prive di valore, son state buttate via,
quel che è rimasto, oltre lo spazio vuoto,
è quanto mi serve per andare avanti
e vedere il noi, vederti, portando in mano
il mio passato, il mio presente,
capace di vedere il tuo passato, il tuo presente.
Vedere, non guardare, non osservare, vedere
per vedermi, per vederti, per vederci uniti
in un sogno. Aprendo il mio mantello di bisso,
hai visto sotto l'uomo, l'hai messo a nudo,
l'hai guardato senza protezioni,
hai scelto di abbracciarmi nella mia nudità.
Aprendo il tuo mantello di seta,
ho visto la donna nuda, ho scelto
di abbracciarti nella tua ricchezza.
E abbracciati, vicini, ti sussurro ancora
Ti Amo

martedì 4 novembre 2008

guardo e...le nubi


vengono, vanno, hanno mille forme,
il vento impetuoso mescola i loro contorni,
nere, bianche grigie, colorano il cielo,
in una ho visto un fiore, in una ho visto
la tua forma, era la più bella.
La sagoma si muoveva sinuosa,
la voce era cristallina, sorridevi,
ed ancora ne colgo il suono.
La mia finestra ora è accostata
conservo la mia emozione, ti penso
volo sino alla tua finestra, sfoglio le pagine
delle tue parole, ti sussurro dolcemente
"son qui, per te", e guardo il film dei tuoi sogni
scorrere sui tuoi occhi mentre ti muovi,
tenendoli chiusi al mondo, tenendoli aperti
ai desideri che non osi dire.
Mi dici di aver sonno, ti rispondo
"posso guardare il tuo sonno?
sarò presente in silenzio,
osserverò mentre ti addormenti
cinta dal lenzuolo, vinta da Morfeo
e canterò una dolce nenia
per portarti i sogni che desideri.
Il mio mantra, sarà composto
da poche parole, "ti amo, dormi felice,
ti amo, sii felice", e sognerò con te.
Tenendo per mano il tuo sognare,
guidandolo in praterie di fiori e spiagge,
guidandolo in morbide colline e valli,
sontuose stanze, essenziali dimore,
nel paese dell'affetto"
In quei luoghi, nei colori, nel bianco, nel nero,
TU, spettacolo nello spettacolo, tu, diva divina,
stella dei miei sguardi, magnete per i miei occhi.
Scelgo il luogo, per sognar con te
e nelle mie scelte, vedo la povertà,
scelgo ancora, lo vedo spoglio,
sei tu, che adorni i luoghi, tu che fai
ricchezza, semplicemente..esistendo.
Ed in quella finestra, seduto sul tuo letto,
camminando al tuo fianco, perdendomi
nell'ovale del tuo viso, nelle tue mani,
perdendomi in te, e sentendomi protetto
nel mio smarrimento, come i bimbi con le madri.
Tenendoti per mano, stringendomi a te,
solo un pensiero, Ti amo

lunedì 3 novembre 2008

lo scrigno..le gemme, La gemma


buongiorno...anche oggi lo scrigno
si è aperto, quel fiore non appassisce mai
il coperchio di seta rosa, contiene
alla vista, un mare di gemme,
ognuna di loro cerca di competere
con te, perdendo la sfida.
Gemme, lucenti di luce riflessa
si scontrano incontrando te,
che sei la luce, dai i riflessi.
I disegni cachemere del portagioie
stentano a contenere i tuoi colori
le volute si perdono in fumi leggeri.
Quando apri lo scrigno, il raso
appare poco più che una carta
da macero, contro la tua morbidezza.
Colori, e sapori, e profumi inebrianti
penetrano, non escono, da quello scrigno
e sei tu, a portarli, ad indossarli
Colori, sapori e profumi inebrianti
escono da te, sei tu a crearli,
tu profumo, tu colore, tu sapore d'amore.
L'albero della vita, il frutto della gioia
son stati seminati alla tua nascita,
la tua vita spande i semi, ovunque.
In te, ogni cosa è scoperta,
ogni scoperta è limitata
dall'immensità del tuo cuore.
Albero del frutto proibito, manna,
ambrosia, dea, ti hanno chiamato
in molti modi, io ti chiamo Ishsha,
e l'altro tuo nome è Amore.
La tua presenza dà il nome
ai luoghi, Eden, Olimpo, Paradiso,
la tua figura da i nomi agli astri.
Potrei mai, non adorarti?
nel sentirmi tuo, sei parte di me,
bevo il nettare dell'affetto
suggendolo al tuo seno,
alle tue labbra, ai tuoi occhi.
E umilmente, ti porgo il mio omaggio
con queste parole, dicendo solo e
semplicemente, Ti amo

domenica 2 novembre 2008

certe notti


Certe notti la voglia ti assale,
ti svegli, abbracci il cuscino,
cerchi una mano, cerchi un corpo,
certe notti, desideri solo...non esser solo.

Quelle notti, lunghe da non passare mai
scorrono i titoli, sulle stelle, sulla luna,
la presentazione del sogno ha il tuo nome
e la musica, in sottofondo, i miei sospiri.

Sospiro, mi rilasso, mentre ti penso,
ora so, di non essere solo,
sei con me, le lenzuola calde
come il tuo affetto, mi avvolgono.

So il tuo impegno, la tua voglia
di emergere, ed in questo senti,
la stima e l'affetto che ti do,
di giorno, e di notte..anche, certe notti.

Oggi, ho trascorso la giornata
a pensare, arriva la sera, torno qui
mi manchi, questo spazio è nostro,
è sera, la luce del giorno scomparsa.

Riappari, ti sento, mi senti,
so che in questo momento
stai pensando a me, guardi
e cerchi tra le righe, di coprirmi.

Mi copri per non dire a nessuno,
per non far sapere a nessuno,
nei tuoi pensieri, nel brillare
dei tuoi occhi, io, anzi, NOI.

E anche stasera, come tutte le sere,
anche stanotte, come tutte le notti,
com'è stata la mia giornata,
ti amo, Ishsha



Ed ora posso dirtelo, una volta mi hai detto
"hai diritto a guardare lontano, a cercare",
ho provato a farlo, guardare altrove,
mi son sentito ridicolo e falso nel farlo,
ho sentito sempre cosa non andava.
Sai cosa non andava?, nessuna era TE,
nessuna aveva i tuoi occhi, le tue labbra,
quello che mi dai, il paragone stesso,
IMPOSSIBILE, come si può farlo?
Ti amo, per quello che sei,
ho fatto quanto mi hai chiesto
ed ho fallito nel farlo, o forse no...
non ho fallito, non per me.
Posso ancora chiamarti amore,
tesò, posso pronunciare il tuo nome
senza avvicinarlo ad altro,
e son sempre, certe notti

sabato 1 novembre 2008

Quando, a volte


sento le dita rifiutarsi di scrivere
e di colpo, non le controllo più,
quando vorrei semplicemente carezzarti,
o desidero mi stringa le mani, allora..
so che l'esistere ha un senso.

Quando esco, il sole riscalda,
la pioggia che sembra una tenda,
il vento un alito di tenerezza,
le nuvole, pensieri sospesi,
so che l'esistere ha un senso.

Quando succedono queste cose
so che esisti, e sei vicina
so che, l'esistere ha un senso

Senso, senso, senso, sensazione
paradisiaca e dolore, contatto,
conoscenza, parossismo, estasi,
ed ancora tu, solo tu.

Per darmi un'idea diversa
dovrei scavalcare i confini del mondo
e sarei ancora io, vicino a te
senso dell'esistenza del mio io.

Vuoi che descriva il tuo corpo?
vuoi che descriva la tua voce?
vuoi che parli del tuo ridere, del tuo piangere?
o preferisci che, in silenzio ti pensi..e ti parli?

Ora, vicina a me, ora vicino a te,
momento per momento dividiamo
la gioia ed il tormento, tocchiamo
i nostri cuori, li teniamo in mano, amiamo.

Amiamo per vivere, viviamo per amare,
questo è il senso dato alla vita,
amare, corpi e anime in amore
s'intrecciano, creano scenografie

Entrano nel palcoscenico e tengono
lo spettacolo della vita, si dileguano
dietro le quinte del loro silenzio,
appaiono sulla scena del loro tacere.

E la parole, mille parole non dette
confuse e concluse in solo due,
due piccole parole che son il tutto,
in tutto lo spettacolo, in tutta la recitazione

Si sente solo dire..."Ti amo, Ishsha",
ed il pubblico, in piedi ad applaudire
altri, ammutoliti, seduti, plaudenti,
un pubblico di anime, di cuori.

E noi, attori, noi, spettatori,
noi, questo siam diventati
dopo esser stati anime sole,
ora siamo noi, legati dal mistero.

Le difficoltà da superare, i problemi,
le nostre vite, hanno uno scopo,
hanno un senso, sappiamo dell'affetto,
conosciamo quel sapore e lo dividiamo tra noi

Perchè quello è il pane,
il cibo dei patriarchi che conserviamo,
quella è la mensa cui siamo seduti,
e questo il senso della vita

Ed i nostri corpi, ora,
assumendo la forma dell'acqua
si uniscono, si mischiano, si fondono,
nel grande contenitore dell'affetto


venerdì 31 ottobre 2008

risveglio


fiumi di parole diventano rumore,
tubare di piccioni, indefiniti suoni,
nel silenzio del mattino, le auto
avanzano, come gatti sornioni
le senti fare le fusa sull'asfalto.
Un fiore poggiato sulle lenzuola
accoglie il tuo sguardo, incredula
lo tocchi, ne carezzi i petali.
Lo sollevi, come si solleva un sogno,
prendendo delicatamente il gambo,
annusi la sua fragranza, si mischia
col tuo profumo, fiore su fiore,
le lenzuola sanno di te, ora
lo poggi sul cuscino, due fiori
due sogni, giacciono nello stesso letto.
Lo specchio riflette l'immagine
della dolcezza, come una gatta
ti stiracchi, fai le fusa, ed un rumore
di carta, desta la tua attenzione.
Una piccola busta profumata,
indirizzata a te, c'è sopra il tuo nome
e semplicemente "per te".
Senti un profumo che conosci,
il mittente misterioso ti ha lasciato
una traccia, quell'aroma speziato,
caldo, l'hai sentito e fatto tuo.
Apri delicatamente la busta,
allo specchio lo sguardo dell'incredulità,
il rossore sulle guance prima ancora di aver letto,
ecco, ora nelle tue dita il cartoncino emerge,
la grafia è quella attesa, cosa ci sarà scritto?
Ancora un momento di attesa, il fiore al tuo
fianco ti sta toccando la spalla, sussulti,
lo specchio legge in te curiosità,
dalle persiane semi aperte la luce del giorno
soffusamente invade il tuo letto,
ora i contorni e le ombre son più netti.
La tua abat jour sembra uno spot
sul palcoscenico del risveglio,
ancora titubante, se spegnerla o meno,
sollevi il cartoncino e leggi,
"buongiorno tesoro, ti amo",
e nel silenzio, nel fruscio delle lenzuola,
stringi a te il fiore, il biglietto,
ed il sogno continua..socchiudi gli occhi,
li apri, li richiudi e, senti il tepore
avvolgerti, diventare calore, diventare amore