mercoledì 19 novembre 2008

il mondo


gira intorno a noi, a NOI, siamo parte
di un movimento, siamo il movimento stesso
mentre tutto si muove, possiamo guardare
o partecipare al moto, ma siamo noi.

Caleidoscopio, raggi di luce, colori,
specchi, vetri, tende, ombre,
lenzuola, letti, cuscini, amore,
muri, porte, dentro, fuori, noi, sempre noi.

immobile aspetto, immobile nell'aspetto,
i miei occhi ascoltano i tuoi, seguendo
ogni battito di ciglia, guidano i miei pensieri,
volano da te, volano nel mio cuore.

cosa prendi dal mio sguardo, dal mio respiro,
dalla mia voce? la mia vita è tua
se per te ha un valore, prendila
mi dai così tanto, che scriverne è impossibile

mi dai così tanto, che pensarti
è limitativo, l'unica cosa che posso
fare per te, è amare il tuo essere donna
unica Ishsha, unica donna per me
Ti amo

ieri


ti ho lasciata che riflettevi
con una smorfia di rabbia e dolore
con lo sguardo dell'ansia

ora ti vorrei così, come nel mio sogno,
con un mezzo sorriso sulle labbra
svegliarti con un buongiorno,
particolare, con l'inchino al tuo sonno.

buona giornata da un uomo in ginocchio,
che crede nell'amore, nell'affetto,
che crede anche in un sorriso.

Buona giornata da chi, sà di non aver sbagliato
nell'inginocchiarsi ancora una volta
e nel guardarti pensandoti felice

il tuo sonno agitato, il mio sonno agitato,
ognuno chiuso nei suoi pensieri,
senza comunicare, ad ascoltare la voce delle nuvole

la senti ancora, le dai un nome, la chiami "l'altra",
la sento ora, la sento ancora, la chiamo col tuo nome
ed entrambi girandoci nel nostro dolore

evocando, cerchiamo il contatto
con quelle nuvole per sapere se dicono il vero,
ignorando altre voci, già catalogate.

ci giriamo, ci rigiriamo ancora,
come su una graticola, per sentire dolore,
negandoci la possibilità che quelle voci

siano solo frutto di nostri pensieri.
Nuvole che parlano, fumo nell'aria
ed una malinconia che ci avvolge

ti cerco, nel tuo sonno e nel tuo sogno,
ti cerco nei tuoi pensieri, volo
sino a te, percorrendo il cammino che vorrai.

Se vorrai, se vuoi, ora ascoltami,
ascoltami se hai un solo, minimo dubbio
che possa far vacillare la tua certezza.

come in un tango figurato,
tendi la mano nell'allontanare,
muovi il braccio per avvicinare

e le figure, si compongono sinuose
in mille intrecci, di corpi e d'anime,
sempre due, sempre lo stesso ballo,

ancora due, la musica disegna
nell'aria il movimento, quando stringersi,
quando allontanarsi, quando abbracciarsi,
quando abbracciarci, Ishsha, ti amo.

martedì 18 novembre 2008

...gelosia


Mare, sei il mare!
il colore delle onde, la sabbia senza ombrelloni
sole che picchia, il vento leggero ma freddo
ancora spazi immensi che ingoiano tutto
nessuno, oltre me, il pensiero di te
e l'orizzonte
orizzonte che perde il suo fascino
se manca il tuo viso, se manca il tuo calore.
Sembra di specchiarsi sulla sabbia
mentre è solo ombra, se non ci sei
e sei sempre con me, hai sostenuto
il mio braccio mentre barcollavo
hai sostenuto il mio pensiero, mentre vacillava
sino a dargli forma, a renderlo concreto, a diventare tuo
rispondi "non ho fatto nulla di ciò...non sono niente..."
e ti dico ancora "a quattro mani, un pensiero
diventa poesia, a due menti un pensiero diventa IL pensiero "
il tuo non fare, è fare, l'essere niente è il tutto
e ancora dici "ripeto..non sono nulla..."
e sei pensiero, come me,ombra come me,
siamo, in questo siamo
fuori da questo, siamo ancora
esistiamo senza esitare, qui e altrove,
Ishsha, ti amo, leggilo come una dichiarazione,
sentilo come una dichiarazione,
in una mattina col cielo cieco, che conosci,
che hai visto, che hai vissuto con e come me,
per te, che leggi, queste parole, per te, che SAI,
per te che SEI, e sai di essere Ishsha.
Ascolta la voce di chi ha scelto di vivere
sapendo di aver poco e di volertelo dare.
assorbi allora una piccola cosa
la vita, che dà anche gioia
e vale la pena di combattere
apprensione, sostantivo che vuol dire
affetto, gelosia, vuol dire affetto
stima, vuol dire affetto
silenzio, vuol dire affetto, rispetto, stima
apprensione, gelosia, felicità, trasporto
vuol dire, il tuo nome.
le tue lacrime, trasformale in rugiada
libera le tue guance, lascia che i tuoi occhi
sorridano, conosci, sai, sei, sorridi
il tuo sorriso, le tue lacrime
siano di gioia, siano liberatorie
diventino riso e soddisfazione, cancella
le tue gelosie, sostituisci la rabbia
con quel che ti è proprio, la dolcezza
e l'amore, perchè ti amo più di me stesso.
ISHSHA...ISHSHA, ISHSHA...solo tu


sabato 15 novembre 2008

cespugli


ho visto un roseto selvaggio
tante piccole rose rosse
dal gambo cortissimo

ne ho colto il profumo
il vento le muoveva, bastava
il suo tocco a rendere omaggio

Ho visto un roseto
il selvaggio ero io, i fiori
vivevano in armonia

in mezzo a quel cespuglio
c'era una rosa più bella
ha attirato il mio sguardo

io, selvaggio, incantato
da un fiore, piccolo e immenso
nella sua bellezza colorata

mi trovo a provare a descriverlo
scrivendo per lei, parlandone,
scrivendo per te, parlando a te, rosa

i tuoi passi...fanno sembrare la seta
un umile pavimento in ceramica
trasformi le cose, esalti il selvaggio

che scrive, narra, parla di natura,
di musica, di odori, profumi l'aria
d'intensità...ecco

perchè ti parlo qui....
il vento passa, muove le foglie
ha il suo rumore, ha il suo silenzio

turbarlo, con le mie parole,
avrebbe un senso?, non l'avrebbe
quando posso sussurare, sussultare

alle tue risposte sussurrate
intensamente, dolcemente,
e la fiamma della candela

messa di fronte a noi, sul tavolo,
non cambia direzione, sale al cielo,
come la seta, quando cammini

non si muove, resta immota
ed il tuo incedere la lascia immota
perchè il tuo spirito è lieve, soave.

Ti amo, Ishsha

giovedì 13 novembre 2008

camminando


rasentando il muro per non fare ombra
con i pugni in tasca, stretti come le labbra
sino a trovare un rifugio, un angolo mio.

Eccomi, nello spazio che tu mi concedi
a raccontarti una sera, che ora è lucente
dopo tanto buio, brilla.

In una delle tasche, un buco dal quale
son uscite tante piccole cose
ed è rimasto, impigliato nelle dita

un bacio che avevo poggiato
sul palmo, per mandartelo
in un soffio, senza dire una parola

ora, guardo la mano, la sento piena
del calore di chi, ha ricevuto il bacio
e la rimetto in tasca, felice

il pugno ora, è come stringesse una mano
quella mano, di chi ha ricevuto il bacio
e la tasca, col suo buco, una splendida custodia.

e non dirmi, "chi è la musa"
tu, sei la musa, sei la mano
sei la tasca, io sono solo il buco

Tersicore ha ispirato il gesto del bacio
e come musa, sei musica, danza,
movimento e pausa, ogni momento diverso

sei una musa..col tuo silenzio
sei una musa, con le immagini
perchè mi permetti di essere io

Si, essere IO, me stesso,
senza nascondere, vergognarmi
senza aver paura di esporre le mie nudità

quel buco nella tasca, quei buchi
sulla mia pelle, sono i segni
che porto addosso, i segni della vita

quel buco nella tasca, quei buchi
sulla mia pelle, sono i sogni
che porto dentro, i sogni della vita

e tu fai parte dei miei sogni
sei il mio sogno più bello
ti amo, Ishsha

pensavo


di aver perso qualcosa, mi opprimeva questo pensiero,
senza capacitarmi di quanto fosse successo, ero triste,
poi...ti ho vista, ed ho sentito la tua energia, la tua gioia.
L'immagine di una tasca bucata, che lascia cadere a terra
piccole cose, ma trattiene le cose grandi e importanti,
da quel buco stanno uscendo tante cose, lasciando spazio
a emozioni nuove, evocando presenze.
Ti amo

mercoledì 12 novembre 2008

incontro


le mani tese, cercano mani,
gli occhi cercano occhi, le parole
non trovano spazio, chiedono di uscire
e non avranno possibilità di farlo, chiuse in un bacio.
Avremo da dirci mille cose sulle nostre vite,
sulle nostre esistenze separate, sui problemi,
invece, per il tempo dello stare insieme,
saremo noi, solo noi, siamo noi!
Noi, ho usato questa parola,
la uso anche quando son qui, noi,
Ishsha, noi, noi, noi, noi, noi, noi.
Riusciamo a star male, a farci male,
riusciamo ad amarci e soffrire, soffrendo
per amore, per quanto sappiamo di avere,
per quanto sappiamo di dare, di desiderare
per l'altro, per il NOI.
Ti amo, Ishsha

martedì 11 novembre 2008

MI MANCHI

Ishsha
le altre cose, son fronzoli, ti amo, ti amo, e mi manchi tanto

io e te..qui

in un posto...tutto nostro, ti amo
grazie Ishsha

lunedì 10 novembre 2008

...cercare

trovare, guardare, carezzare,
e scoprire di appartenere, sapendo
quanto sia importante la vita.
Ti ho sussurrato un sogno,
ti ho parlato nel sogno, forse
siamo sogno, ma di certo, sentiamo
il NOI, anche nei piccoli spazi.
Saperti qui, pensare che qui
trovi dolce tristezza, malinconia,
ma saperti qui, ancora una volta.
Questo è tuo, solo tuo, puoi farne
ciò che vuoi, puoi guardarlo, gradirlo,
disprezzarlo, dileggiarlo, ma è tuo.
Ti appartiene al punto di potere,
con una sola parola, cancellarlo,
ti appartengo al punto di potermi,
con una sola parola, cancellare.
Una sola parola..devi solo scriverla
Un bacio,ti amo
Per te, Ishsha


e quand'anche dicessi quella parola...
continuerei ad amarti, stimarti, rispettarti