mercoledì 3 dicembre 2008

per te...


svegliati, svegliati, svegliati,
il vassoio sul letto, il caffè,
una rosa poggiata che si riflette
e fa da ornamento al tuo viso
mentre ti specchi nel prenderla.

un uomo ti guarda, io ti guardo,
ti sorrido, arrossisco, aspetto,
ogni tuo gesto, ogni tua parola,
ogni tua scelta, ogni tuo movimento,
e immobile, ti sorrido ancora.

Penso il tuo silenzio, ascolto
il tuo respiro e immagino, vorrei
non farlo, ma immagino cosa stai
per dirmi, leggo nei tuoi occhi
una pausa, le parole che non vogliono

diventare suono. Dille, dille per me,
libera il tuo cuore da quel peso,
libera la tua mente da quel pensiero,
lascia che i tuoi occhi, mi guardino,
senza abbassarsi, hanno già detto.

Nell'aria si diffonde la musica della vita,
questi giorni l'abbiamo ascoltata
singolarmente, ripetiamo le melodie
scelte, confrontiamole, le note son
le stesse?, il pentagramma è davanti

a noi, sul leggio una bacchetta,
l'orchestra aspetta solo il La,
uno, due, tre, quattro, la bacchetta
si alza e, magicamente, gli strumenti
iniziano ad emettere la musica.

E tutto questo è poesia, poesia,
dal primo minuto, dal primo sguardo,
da quando ti ho conosciuta, poesia,
che scorre tra il cuore e le dita, poesia
solo per te, anche ora, al mattino

mentre il sogno mi riporta a te,
in un circolo infinito di pensieri,
in un desiderio senza fine, in una
poesia, nei momenti di passione,
nei momenti di solitudine,

nella giostra della vita, che tutto
fa girare, nella consuetudine,
vedo i colori della luce, respiro
i colori del buio, in mezzo la pace,
in mezzo il respiro, in mezzo, Tu.

Ti amo, Ishsha

martedì 2 dicembre 2008

Settimo Giorno

Siamo arrivati al settimo giorno,
il bilancio della situazione da parte mia
lo conosci, ne hai seguito l'evolversi.
Io e te, lontani, vicini, vicini, ognuno
a contare e cercare di vedersi dentro,
per immaginare un futuro, con o senza.
Siamo arrivati al settimo giorno,
la consegna è stata rispettata, quanto
impegno e quanto amore, nel gesto
compiuto, quanto dolore e quanta gioia.
Ancora oggi, e poi?, e poi la luce o c'è già
la luce?, in questi giorni è successo di tutto,
o forse, non è successo nulla di diverso,
da quanto ti aspettavi, se volevi una prova
di come ti sento e di come ti vivo, l'hai,
l'hai avuta, un piccolo sorriso per me
l'hai fatto, prima d'ora. Mentre leggi, i tuoi
occhi si rattristano alle mie parole,
devi sorridere, sorridere, sorridere.
Qualsiasi cosa abbia deciso, abbia pensato
devi sorridere, questo per me, per te, per noi,
per quello che siamo e vogliamo essere!
Mentre esci dalle brume del sonno,
la foschia del sogno si dirada, appare
la luce del giorno, la vita quotidiana,
gli impegni, tu, davanti allo specchio.
Appaiono le mie parole, no, le TUE parole
perchè tutto questo ti appartiene, tesò,
e siamo arrivati al settimo giorno per dirti
ancora una volta
Ti amo, Ishsha


lunedì 1 dicembre 2008

Sesto Giorno

Buongiorno, oggi è il compleanno
del cucciolo d'uomo, la sua maggiore
età, importante avvenimento.
Oggi è il sesto giorno, la prova
continua, e va verso la conclusione.

Mi sto chiedendo cos'è cambiato
in questo mare di silenzio, forse
lo sò, è maturato quel che unisce
e la coscienza delle difficoltà
fa meno paura di prima.

Paura, si, paura è la parola
per definire le difficoltà,
la mia ricerca, non ha portato
a nessun risultato, ci proverò
anche oggi, come promesso.

Torno ancora nel tuo paradiso,
è vero, guardo le altre ma,
ed è questo ma, che fa il distinguo
tra loro e te, paragono ed elimino,
non mi vergogno di dirlo.

Valuta le mie parole, Ishsha,
i giorni stanno trascorrendo,
sai bene cosa cerchiamo e come
vorremo fosse, sai altrettanto bene
che difficoltà ci sono nelle nostre vite.

Ti amo Ishsha

tempo fa, circa un anno fa
ho scritto di essere un bancomat
oggi mi son trovato a far gli auguri
e scopro di esserlo ancora.

il cucciolo d'uomo abituato al veleno
la madre l'ha allevato a vedermi così
e mi chiedo, quanto e quante volte
son disposto a subire ancora

oggi, il suo compleanno
una data importante, diciotto anni,
nemmeno un grazie ha accompagnato
la mia telefonata, vale la pena di farlo?

e mangio fiele, e somatizzo
mentre intorno cresce gramigna velenosa,
amanita muscaria, e la putrescenza
dell'odio, ammorba l'aria.

Sai quante volte mi chiedo
chi sono?, chi mi vede oggi
con la barba lunga, senza cintura,
con un aspetto degno di un clochard

e dagli sguardi delle colleghe
pallido quanto basta per tenermi
sotto controllo, e con gli occhi
che dicono le parole non dette.

qui, nel silenzio, le stai sentendo
se parlassi, urlerei, e sarebbe ululare
al cielo, affinchè una folgore
mi porti via, faccia finire questo tormento

Ho diritto ad un affetto? ho diritto
ad avere un amore?, spero di si,
non posso continuare sempre
a pensare di essere solo...

Il buon senso mi dice, cancella
quel che stai dicendo, non lo faccio
perchè voglio tu sappia di me
anche queste cose, ti voglio

bene, e non sarò il peso che
fermerà o cambierà le tue scelte,
scusa, del mio sfogo, non chiedermi
oggi come mi sento, Ishsha.

Non lo farai, perchè mi conosci
e sai come stò, sai senza sentire
la mia voce, senza aver letto
una parola di quel che sto scrivendo.

Non sentirai il telefono squillare
col mio numero impresso,
non avrai messaggi con questo
racconto o richieste d'aiuto.

Anche questo è volerti bene
e spetta a me, trarmi d'impiccio,
uscire da questo dolore,
uscirne a testa alta, anche per te!

Per poterti dire, "guardami ora,
la mia schiena è dritta, guardami
negli occhi e leggi il mio cuore,
leggi e vedrai scritto -sono vivo-"

stai condividendo con me
un'emozione che non avrei
dovuto darti, avresti dovuto
trovare solamente gioia,

affetto, cose meravigliose,
invece oggi hai trovato
questo..ed io, te lo prometto
un giorno..farò quel che dice la canzone

Ti amo, Ishsha

domenica 30 novembre 2008

Quinto Giorno





ho scelto per te, un motivo,
in questi giorni scelti
per non avere ripensamenti,
,di sospensione del pensiero,
ho scelto per te un motivo
di dolce solitudine, chiudi gli occhi
ascoltalo, parla senza dire una
sola parola, racconta emozioni
racconta cosa sono stati questi
giorni, senza parole, solo
musica e pensieri, e musica
in silenzio

TI AMO ISHSHA

sabato 29 novembre 2008

Cercami

piangendo, liberi il cuore, ti liberi
da un'onda malefica, di cui non sei
ancora certa, ricordi il vento che
sgomitava tra le rocce per sfiorare
i tuoi petali?, c'è ancora, è per te.
E' come se ti avessi sfiorato
con un kleenex le guance,
rimuovendo le tracce del mascara
colato, facendoti arrossire come una bimba.
Ed ora lasciati immaginare così,
mollemente sdraiata a rilassarti,
pensando, ad un uomo che,
col suo kleenex macchiato di nero,
ti sta sorridendo, ti guarda
in silenzio, come si conviene
ad una donna che ha pianto.
Quel kleenex, porta strisce nere
porta tracce di fard, umido di lacrime,
levando questo, ha lasciato
sul tuo viso, tutta la serenità
del gesto, nonostante il tuo
voltarti, ancora una volta
nel'ombra. L'ombra di quell'uomo
è sotto i tuo piedi...
calpestala se ti fa rabbia,
vedrai la sua testa poggiarsi
sui tuoi piedi, le unghie, smaltate,
avranno le nuances di quell'ombra,
vorresti vedere quelle nuances?
sentirle sfiorarti i piedi
e poi salire ancora?, curiose...,
sino a carezzare il tuo viso,
passare un dito sulle tue
labbra, per tutta la loro lunghezza
sapendo che dalle tue labbra
avrebbe ancora rubato un bacio
e se lo sarebbe portato alle sue,
sapendo ancora che nel baciarsi
quel dito, ti avrebbe guardato
negli occhi..prima di chiuderli
ed assaporare il salato, ancora
rimasto, delle lacrime, ed il dolce
dell'affetto, complicemente.
Sapendo anche, che quel bacio
porterebbe quell'ombra a stringerti
la mano, con il dito umido
del suo e del tuo bacio?.
Il kleenex, stretto nell'altra mano
profumerebbe l'aria di passato
ed emanerebbe aroma di futuro,
strizzato dal dolore, assisteresti
alla nascita di una speranza,
mentre nella tua mano
due baci, stretti nel tuo palmo




Ti amo, Ishsha

Quarto Giorno


Conoscendomi, hai trovato un involucro
in cui tutti pensavano mancasse l'anima.
Ti sei trovata in una stanza buia
ed hai acceso una piccola candela,
quella luce fioca, ha aperto la strada
allo sguardo, hai visto l'anima.

Una piccola candela, una fievole luce,
una fiammella, ora entra il sole
da quelle finestre, sempre di più,
la luce illumina ogni angolo,
nel silenzio di questi giorni
l'eco dei pensieri mi porta a te.

Quarto giorno di silenzio,
il motivo è sempre più chiaro,
di te, sò una cosa, sei vera,
sei senza sorprese, ora guardo
indietro e mi rendo conto
di aver perso il mio tempo
dietro chimere, dietro bugie,

sino a trovare una donna
onesta, che dice "io sono così"
e nelle sue parole si trova realtà,
verità, senza trucchi e belletti.
Trovare una SIGNORA, il desiderio,
la coscienza, la terra ed il mare,
la vita, nella sua complessità.

Quarto giorno, quella candela
accesa, che pensavo tu avessi
voluto spegnere con un soffio, +
continua la sua opera,
ora sembra un falò,riscalda ogni
momento delle mie giornate
e delle mie notti, una piccola luce

diventata un faro che indica
la rotta da seguire, un fascio
luminoso porta alla cima dei pensieri,
al tuo viso, al tuo affetto, al tuo silenzio
nel quale navigo ora, senza paura.
Ho avuto il terrore di perdermi,
l'incubo di perderti, la paura di perderci,
ora, vedo il faro e ti dico "Ti amo", Ishsha

venerdì 28 novembre 2008

Terzo Giorno


Uscire di casa alle sette del mattino,
andare al lavoro e, senza nemmeno
avere il tempo di levarsi le scarpe,
andare ai colloqui, file immense.
Tornare a casa, dopo un regolare
passaggio in studio, e aspettare che
si faccia un certo orario, per andare
a prelevare il cucciolo d'uomo, morale
s'inizia a mangiare quasi alle ventidue,
è vita questa?, la raccolta dei grazie è
stata facilitata dal numero esiguo, zero!.
Una cosa di positivo, un giorno in meno
lontano da te, un giorno trascorso frenetico
nei suoi ritmi. Capire, capire, capire,
il verbo che odio e amo maggiormente,
e capisco ora, le ragioni del gesto, di quel che
si sta facendo insieme, il valore delle scelte.
Edonismo, fenomeni, piacere, gioia,
riflessione, parole, tutto insieme un baillame,
per ripulire il cuore e determinare, capendo
chi sono, da dove vengo, dove voglio andare.
Capendo quanto sei, quanto conti per me,
sapendo ora, sempre di più cosa son disposto
a pagare per realizzare il sogno...del NOI.
Lo chiamo sogno, ti chiamo sogno, Ishsha,
ti chiamo tesò, amore, ti chiamo per nome,
e, ti vengo a cercare, perchè ti amo

giovedì 27 novembre 2008

Secondo Giorno


Buongiorno tesò tvb, primo pensiero del mattino,
un linguaggio diventato comune, quasi ripetitivo,
intuitivo, ma dietro cosa trovi?, cosa c'è in quel
messaggio?, che ti fa sorridere per un momento,
ti parla di me, dice di noi, il tutto in tre parole.

Noi, vecchi uomini, ci accontentiamo di poco,
parchi nelle nostre esigenze, ricchi di noi stessi,
conosciamo, culliamo, i nostri sogni, riempendoli
delle cose e delle persone più belle, addobbandoli
a festa, nei miei sogni ci sei tu.

E' solo il secondo giorno,
i tuoi impegni ti distrarranno,

le mie faccende impegneranno
la mente altrove, forse...,

ho fatto una promessa, ci sto provando,
passo qui a sentire il tuo respiro nell'aria,
a guardarti, a parlarti
sottovoce, quasi in silenzio.


Inizia la giornata, Ishsha, ho sfiorato
il tuo sogno?, sei andata a letto
pensandomi,
il tuo riposo è iniziato
così, con me,
il messaggio ti ha riportato
al momento
prima di chiudere gli occhi,
quando eri vicina


e forse, non ti sei mai allontanata,
senza il forse,
non ti sei mai allontanata
Sonno agitato, poi una dolce notte
si è impossessata di te,

del tuo corpo e dei tuoi pensieri,
facendoti ridestare con la coscienza

che quaggiù, qualcuno ti ama!,
si, quaggiù oltre che lassù,
importante, presente,
nelle tue giornate, nelle tue notti,
in una parte del tuo cuore.

come tu sei presente, importante,
nelle mie giornate, nelle notti,
nel mio cuore, nella mia mente.
Ed inizia un nuovo giorno,
pensando a te, Ishsha


mercoledì 26 novembre 2008

primo giorno

mi son chiesto quanto
la mia presenza sia per te
importante, me lo chiedo ora
so quanto sia per me
importante la tua, vuoi che sparisca?
vuoi che il buio inghiotta la mia figura?
che della mia voce si perda anche l'eco?

questo è il tuo desiderio?
se questo vuoi, puoi con un piccolo gesto
decidere se farmi riapparire.
La luce dei fari illumina una lampada,
sarà quella del genio, carezzala
comunque, magari un desiderio
si avvererà, uno, sceglilo bene

l'hai scelto?...si, dimmi..
non riesco a fare quel che
mi hai chiesto, non ci riesco!
anche stasera ho provato, vuoi ti dica
"sai, l'ho fatto?", dimmi questo,
cieco, non vedo nulla, come nel buio
più totale, ma tu vuoi spingermi
in altre direzioni, mi spingi..via.

Forse hai ragione, non sono in grado
di pensar altro, cercare altro,
e lasciarti libera di pensar altro
dovrebbe essere la mia felicità.
Il tuo posporre il nostro incontro,
di volta in volta più lontano nel tempo

da settembre a gennaio e...chissà
se vuoi vedermi, ed è il primo giorno
tesò. Posso chiamarti così?, vuoi?
vuoi ancora che lo faccia?
Ti amo, non solo perchè ti sento
e ti ho sentita vicina, ti amo

perchè sei TU, Ishsha,
non una donna qualsiasi che dovrei
cercare, schiocco le dita come mi hai
detto, sento solo il rumore e non vedo
nulla intorno a me, nulla, nulla, nulla,
ma cercherò, tu vuoi questo, per cui lo farò.

Ti amo...

Mi trovo a fare qualcosa, a chiederne altre, in un momento in cui, non vorrei chiedere nulla e fare ancor meno, non posso aggrapparmi e devo camminare sulle mie gambe!
Volere, non sempre è potere, Ishsha, le mie aspettative hanno i tempi del ...lavoro, e sai quanto tenga a questo particolare, mi hai insegnato a voler essere ambizioso, a cercare il meglio, anche in quest'accezione.
Son piombato nella tua vita, come un fulmine a ciel sereno, in un momento in cui eravamo soli e disgustati, capisco e conosco i tuoi problemi, le cose che desideri, sò quanto mi vuoi bene e quanto hai paura di questo, ma non posso fare a meno di amarti, perdonami.
Non sò nemmeno se leggerai questo post, lo lascio qui, per te..con un bacio.
T.



martedì 25 novembre 2008

Pelle


ad occhi chiusi ho cercato
il contatto con la tua pelle,
sento sotto le dita la morbidezza.

ad occhi aperti ho cercato
il contatto con la tua pelle
sento sotto le dita la morbidezza

dormo e cerco nel sogno
il contatto con la tua pelle
sento sotto le dita la morbidezza

solamente da solo,
scopro che la mia ricerca
è dentro la mia pelle, sei tu

persevera la sensazione,
continua la presenza,
la sento sotto le dita anche ora.

mi tocco, e ti sento dentro,
qualsiasi parte del corpo sfiori
vivo l'emozione delle tue mani.


nel cercare di liberarmi
mi hai messo paura che
volessi liberarti, poi ho pensato

a mille cose diverse,
malattie, pericoli, ansie,
che mi avessi abbandonato,

sò quanto mi vuoi bene,
non ho osato pensar nulla
di diverso, sto tenendo fede

alla mia promessa, lascio
che il mio sguardo si posi,
ieri ho desiderato un semplice ciao,

perchè questo?, dimmelo,
perchè ieri mi son sentito
un tossico in crisi d'affetto?

Ieri..perchè ti parlo di ieri?
ad occhi chiusi, ti ho cercata
e desiderata, sapevo di essere solo.


Mi sei mancata, tanto,

tanto da lasciarmi piovere
addosso, per lasciare le gocce

confuse su di me, tanto
da non aver freddo, da non sentire
il caldo, o non desiderarlo,

tanto da ripudiare le compagnie,
da non desiderar altro, solo
la splendida solitudine

che mi facesse compagnia,
mi permettesse di guardarti,
di scoprire ogni particolare

del tuo viso, ogni espressione,
forse, hai avuto ed hai ragione,
perdo l'orientamento e sragiono.

Torno nella mia ombra,
esco, ritorno ancora dove
mi hai trovato, è diverso,

anche quel posto è cambiato,
insieme a me, ora sento netto
l'odore del dolore che mi ci aveva

tenuto, conosco l'aroma della gioia,
ne distinguo i tratti, capisco
le differenze del vivere una nuova vita.

Il mio rifugio si rivela
per quel che era diventato,
un sudario, solamente un sudario

per un uomo solo,
scostante, che non conosceva
altro, vedeva passato

senza pensare futuro,
uccideva il presente, stava
cedendo a se stesso, in una maschera

trasfigurava il viso, la voce,
i movimenti ed i pensieri,
senza maschera, sente gli odori.

E sento il tuo dolore, sento il tuo
amore, sento il tuo odore,
ti amo, Ishsha