martedì 3 giugno 2008

ti voglio bene

A teatro, il gobbo suggerisce le battute, nel copione della vita, vorrei suggerirti serenità.
In un momento che so, essere difficile, per te, con la stanchezza del lavoro e le preoccupazioni sopravvenute...l'ansia, e l'impegno che metti in ogni cosa.

La mia corsa ieri si è fermata al primo torneo, oggi la partita è molto più impegnativa, scopo della gara, cercare di regalare un sorriso alla persona cui voglio bene, prima mossa, saluto, "buongiorno amore", seconda mossa, pensarla intensamente, terza mossa, abbracciarla forte, quarta e ultima mossa, farle capire quanto la si sente vicina.
Ed ora, un abbraccio forte, un bacio, un altro abbraccio, un altro bacio, trovi tutto di me, potrai portare con te il mio affetto e la forza che sentirai addosso..., usala!!, ti sono vicino, Ishsha.



sabato 31 maggio 2008

...sospeso a pensare

Ho sentito fluire in me l'affetto che mi dai, un fiume in piena mi attraversa, impetuoso e, placido, nel suo scorrere.
Avrei potuto sognare il tuo corpo, le tue labbra, avrei potuto sognare le tue mani, ho sentito l'affetto che penetrava sempre più in fondo, riempiva ogni angolo con la gioia, col dolore, con tutta te, Ishsha.
Le mie parole, le mie povere parole, non rendono merito a quanto vorrei dirti con un bacio, o con un solo sguardo, aprendo alla luce dei tuoi occhi..quel che ho dentro, mettendomi a nudo, per te.

giovedì 29 maggio 2008

chi sei..


Una persona che ha mille impegni, una "difficile" una "dura" che non si riposa, una che tiene alla famiglia, che da poco spazio, la non appariscente, la poco giocosa, secondo la tua definizione "una stronza", ed io rispondo no, SEI LA DONNA CHE AMO!!
Pensarti preoccupata, saperti in apprensione per tuo padre, non per il gatto, per il cane, per il tuo genitore, con tutti i problemi del lavoro, con quelli legati alla famiglia, con la stanchezza per quanto hai fatto e stai facendo, senza concederti un minuto, dovrebbe allontanarmi, invece, ti rende semplicemente LA CREATURA D' AMMIRARE E DA AMARE!!!
Vuoi sentire critiche?, eccone una, sei lontana logisticamente, ed egoisticamente vorrei averti ed esserto a fianco, le altezze, le vertiginose emozioni come quelle raggiunte da quando ti conosco, valgono una vita, sono la vita, sei bellissima Ishsha!
Vederti un secondo e desiderarti, vederti un secondo e deificarti, senza frustrazione per l'enunciato, per la lontananza, senza se e senza ma, ti voglio bene per quello che sei, rappresenti per me, LA semplice NATURALEZZA, pulita, bella dentro e fuori...ed ora ti chiedo una sola cosa, non piangere, lascia i tuoi occhi limpidi.
Se le lacrime, dovessero scorrere, che sia per un pianto liberatorio, di quelli fatti per aprire alla gioia, per lasciare aperta quella porta del tuo cuore all'affetto, a quel che posso darti e vorrei ricevessi, ti voglio bene.

mercoledì 28 maggio 2008

ronzio

ieri si sentiva il ronzio dei tuoi pensieri, la stanchezza, le preoccupazioni, la dolcezza.
Quando ho chiesto se gradivi la mia presenza è stato per darti modo di distrarti, di valutare in un istante se, almeno il sapermi vicino, ti rilassava.
Hai avuto, hai, conferma di essere l'unica, la domina del mio cuore, quella che non ha concorrenza, le reazioni cui hai assistito ne sono riprova.
Ti voglio bene..

martedì 27 maggio 2008

ti voglio bene

Buongiorno tesoro
finalmente il corso di formazione ha avuto fine, oltre la soddisfazione di aver portato a termine il compito, avrai a disposizione più tempo da dedicarti, sarai più rilassata.
Vedrai, la vicenda che ora ti preoccupa si risolverà quanto prima, in bene, e potrai sorridere alla vita come meriti, spero presto di poterti presentare un uomo sereno, meno brillante ma più sereno.
Litigare per ogni sciocchezza, arrivando a discutere l'uso del PC, litigare per la normale e civile divisione della casa, e far vivere al cucciolo le ansie di un ex rapporto, della degenerazione oramai visibile.
Il mio tempo qui, spero termini presto, dovrò affrontare le fasi "finanziarie" della cessione, e chiarire come intendo disporre della mia proprietà, dopo...tutto sarà diverso.
Perchè ti dico queste cose?, semplicemente perchè voglio sussurrarle, parlarne senza nascondere nulla, nemmeno le cose più brutte, mettendoti a parte dei miei pensieri, di tutto quel che mi riguarda direttamente.

lunedì 26 maggio 2008

buongiorno


La domenica è trascorsa, dopo la mia serata silente, il buongiorno, l'abbraccio per te, per noi.
Sentire la tua voce al telefono, sentire la mia voce dentro, farti udire il mio urlo, ora grido,conosci i miei desideri, le mie preoccupazioni, le mie frustrazioni, l'amore che provo per te!!
Ti ho cercata in rete, non eri presente, son rimasto assente, davanti alla finestra del mio scantinato, sorridevo, pensavo La Giara, prima cucita ed ora, rotta.
Il cielo, il sole, la luce, avvolgono tutto, mi coprono, scaldandomi, tu mi scaldi, tu mi copri d'affetto e calore, mi dai e mi hai dato, la volontà per uscire da quel tunnel, sui se e sui forse, non si fa la storia, questo cambiamento è opera del noi.
Ancora buongiorno, nella mia introspezione cos'ho scoperto?, ho scoperto la semplicità, l'ammettere senza remore, il poterti parlare, l'abbracciarti, il guardarti, senza dovere o volere nasconderti nulla, lo spogliarmi delle maschere.
L'istrione, il cinico, il piccolo uomo delle labbra bianche, sono tutt'uno, la meraviglia di una donna con le idee chiare, non appariscente, bella nella sua modestia, mia..tu, progresso e progressione col sapore del certo, col colore dell'amore.
Mattino, al mio risveglio, con i pensieri in disordine, ho scartato l'idea di scrivere, passato un'altro giorno, le idee si riordinano, oggi, dopo aver visto nella mia notte altri cubi, li apro per te, no, non è esatto, li apro CON te.
La diga oramai aperta, lascia scorrere a valle quanto aveva contenuto, senza freni gli oggetti contenuti e repressi, carabattole o gioielli, vedono la luce, vedo la luce insieme a loro, senza guardare attraverso le fessure, vedo il tuo viso, vedo il tuo corpo, sento il tuo cuore.
Riesci a leggere il mio cuore?, si!, ne son certo, riesci a leggere le parole non scritte, a compilare il profilo del piccolo uomo con le labbra bianche, carezzandone i tratti, dipingendone i contrasti ed i contorni.
Ti sei impadronita di me, Ishsha, mi sento in pace, rifletto su un pensiero non mio, "
Le gioie violente hanno violenta fine, e muoiono nel loro trionfo, come il fuoco e la polvere da sparo, che si distruggono al primo bacio. Il più squisito miele diviene stucchevole per la sua stessa dolcezza, e basta assaggiarlo per levarsene la voglia. Perciò ama moderatamente: l'amore che dura fa così", lo diceva W. Shakespeare in Giulietta e Romeo, il nostro è un amore sussurrato.
Le uniche voci, le parole del sentimento, le sensazioni che ci uniscono facendo si che le nostre vite parallele s'incontrino e sublimino nella comunione. Potrei urlare davanti a tutti "quanto mi manchi", non lo farò perchè nessuno ha diritto di conoscere quel segreto, non lo urlerò perchè la tua dolcezza, la tua persona, restino tali solo per noi, non dirò nulla per evitare la paura dello sporco dei commenti e delle invidie.
Sussurrerò per te "ti voglio bene", lo sto facendo anche adesso, sentilo amore, ora sei pensierosa, seduta su uno scoglio nel mare in tempesta della preoccupazione, accetta la mia mano, il conforto che posso darti, ti sono vicino..

venerdì 23 maggio 2008

il silenzio

Un bimbo scendeva nella cantina, c'era la musica, spettatore del ritmo, ascoltatore sognante, si dondolava e cantava.
Radio accesa, (quando non c'è altro), che il rumore provenga dall'etere, dagli strumenti musicali, purchè mantenga il silenzio nella sua anima, copra il "dentro" ed i suoi rumori, le sensazioni, il suo dolore, le sue emozioni, i suoi affetti, coperti dal chiasso, di modo che siano custoditi in quello scantinato.
Nessuno dall'esterno ha avuto accesso ai suoi suoni, il dolore provato, lo choc della scomparsa, il trauma della perdita, il mimetismo, la tecnica per essere accettato in un mondo di adulti, il non-bambino costretto ad emulare i grandi per crescere.
Giochi da adulti, con adulti, per gli adulti, i suoi spazi all'infanzia ridotti allo stretto indispensabile, rapporti "malati" con gli altri bimbi, considerati "loro", anche nella condivisione di un banco, dello stesso essere orfani, mai "noi".
Diverso anche in questo, "loro" vivono con le madri, le sorelle ed i fratelli, il bambino vive con "altri", ha interessi che i suoi coetanei vivranno fra molti anni, cresce tacendo su questo, in fondo se non può essere bimbo, qualcosa deve pur diventare per non soccombere a sé stesso.
Quel bambino in grado di progettare, calcolare, pianificare, descrivere, raccontare, un bel giorno diventa un uomo, cambia per VIVERE, soffrire, gioire, amare, amarsi, amarti.
E la fobia del silenzio?, nell'assenza di rumore emergono i pensieri, non è ammissibile che accada ciò!, sino a che...l'anima, diventa "adulta", cambiando immagine, non più scantinato ma pentola a pressione, cambia il corso della vita.
Quella pentola a pressione, ora contiene qualcosa in ebollizione, sfiata, fischia, aprendola ci si può scoprire un minestrone con tanti ingredienti, arancione delle carote, verde del sedano, beige delle patate, rosso dei pomodori, rosso dell'amore, verde delle speranze, beige del lavoro, arancione del dolore, ed un liquido omogeneo chiamato vita.
Descrivere, quando il gesto dello scrivere diventa descrizione, muta da attività in azione cognitiva, "guardo le emozioni, le riconosco", voglio viverle!!!
Sento, "vedo", i tuoi pensieri galoppare, stanno collegando fatti e discorsi,stiamo guardando insieme dentro quel contenitore.
La voce del silenzio, la voce del cuore, quella musica sempre coperta, il suo vero viso, quel che ha sempre nascosto, per la paura di perdere, paura di perdersi nel rivelarsi, con la paura di conoscersi, oggi col cuore in mano, sceglie di rivelarsi, si presenta a te.
"Piacere, sono il bimbo nascosto, quello scantinato è pieno, svuotiamolo insieme", la voce del silenzio è diventata un rumore assordante, i clamori interni vogliono emergere, desiderano vedere la luce, sentire e farsi sentire.
Ritrovarmi a meditare nel silenzio assoluto, facendomi del male nel frugare le viscere, estirpare pezzo a pezzo le difese create, prendere ciò che trovo e metterlo in mostra, gioielli e miseria, infamia e nobiltà.
I cubi, usati per costruire le dighe a difesa del mio io nascosto, son pieni di me, devo aprirli uno dopo l'altro, scoperchiare quel vaso di Pandora, col coraggio di guardare agli sbagli commessi, senza cercare giustificazioni, cercando un futuro.
Spettatore per una vita, plasmato dall'esterno, professionista delle maschere, ora attore, salgo sul palcoscenico della vita senza indossare nessuna maschera, mi privo di quel posticcio, usato in mille occasioni, rinuncio al travestimento da camaleonte, ti racconto quella trasfigurazione che, non serve più.
Per te sono e sarò l'UOMO, Ishsha.


giovedì 22 maggio 2008

tavoli

Quando sei andata via, un silenzio di maniera è calato sui tavoli, molte chiacchiere in sottofondo, finestre aperte e invisibili, dichiaratamente chiuse o non funzionanti.
Un brusio, un attività sradicata dal contesto, è arrivata all'improvviso una persona, saluti, poi silenzio in sala, infine, sono "caduto" senza salutare, (come nelle migliori tradizioni dell'insalutato ospite), è stato meglio il televisore che vivere quell' ipocrisia.
Ti ho desiderata, nei miei sogni e nella mia insonnia, ho sentito la tua stanchezza mista alla tua gioia per il premio, alla nostra gioia, mi sento partecipe dei tuoi successi, del tuo gioire.
Oggi per me sarà un altro passo avanti, la mia analista aprirà ancora quel lato oscuro sempre ignorato, messo in disparte, conoscermi per conoscere e farmi conoscere, scenderò ancora nel mio passato per capire il presente. Scendere, come i mitici eroi scesero nell'Ade, perchè il mio passato è inferno, è infermo, voglio guarirlo dalle ombre, dagli incubi e dagli spettri, questo è il mio renderti omaggio, piangere per sorridere.
Ho sorriso al tuo languido saluto, sentendo la tua mano morbidamente poggiata nelle mie, scoprendo nel tuo sguardo il desiderio di portarmi con te, sognare dolcemente un contatto, l'abbraccio nella notte, i respiri nel silenzio.
Il mio passato, (che ho rimosso in parte), deve tornare a galla, per rendere il mio cuore trasparente e, fartelo vedere, fartelo tenere in mano..Ishsha

mercoledì 21 maggio 2008

martini


una bevanda, il contorno alla stessa, ti fa pensare ed avere momenti di gelosia, sei di più...sei l'essenza!!!, ieri hai avuto la dimostrazione del tuo posto, sei la prima!!, l'unica

martedì 20 maggio 2008

capire


il percorso iniziato in analisi, deve continuare, un giro di telefonate per capire, sapere le cose rimosse dalla memoria.
Un bambino va ad un funerale, tutti piangono, giorni dopo ritorna in quel posto misterioso, gli adulti guardano i lavori fatti, "qui c'è tuo papà", il bimbo dà un calcio alla tomba "levate questa pietra, voglio vedere il mio papà!", la pietra, immobile sigillo, non si muove.
Un senso d'impotenza s'impadronisce del piccolo, non è riuscito ad avere "nemmeno quello"!, non ha visto suo padre, ha conosciuto la sua fragilità, non sarà più il bambino "onnipotente" come gli altri, quel calcio sarà ripetuto mille volte e altrettante volte, il risultato sarà simile, quel calcio è il gesto di tutte le occasioni in cui sarà perdente.
E giochi e libri e ancora libri, nell'immenso gineceo, libri e parole, donne intorno a lui, libri, fumetti, lezioni ripetute a voce alta, "ascoltami, seguimi sul libro", e giù classici, letture per adulti, romanzi, autori di ogni epoca, perchè quei testi restano a disposizione, pieni di dotte spiegazioni, della voce femminile che li ha raccontati.
Tempo dopo, i libri ed i fumetti cominciano a dare i loro frutti, "cosa farai, per gli assassini di tuo padre?", "quando sarò grande mi vendicherò, scriverò un articolo sul giornale", e con questa frase, con questa promessa, è nato questo modo di scrivere.
Emozione, paura, affetto, amore, dolore...ancora affetto, in parole che superano il foglio ed il video, lasciare in ogni lettera una goccia di tutte queste cose, perchè derivano dai pensieri di un bimbo, dal giuramento fatto a chi gli ha voluto bene.
Frustate e carezze si alternano, baci, abbracci, frustate e ancora carezze, amplessi con un io emergente, conflittuale e cosciente della propria "impotenza", con la voglia di amare resa monca dai fatti della vita.
Ecco il bambino, frutto dell'amore, ecco l'adulto, frutto del suo vissuto e delle cose rimosse, l'uomo che analizza, cerca di spiegare, spiegarti e spiegarsi, dandosi e dandoti le ragioni e le chiavi di lettura.
Il monco lavora come se l'arto fosse ancora suo, oddio, quel bambino non è monco!!, il braccio si tende, esiste, abbraccia, il piccolo cresciuto sta conoscendo e riconoscendo l'amore, quello vero!, quell'amore verso te!, propaggine che non può essere tagliata, che cerca di usare per stringerti

Mettendo a nudo il passato, scavando oltre i giochi, oltre le risate, per portare alla luce cose nascoste, ho deciso di cancellare le difese create in tanti anni, ho deciso di lasciarti scegliere conoscendo i miei meandri, le mie storture, il mio buio, la mia luce.
Buio, luce, scegliendoti ho visto con te, la luce e la speranza, senza provocazione o ostentazione, la naturale bellezza della semplicità, l'accettarsi ed il migliorarsi, senza indossare paramenti diversi dall'anima, col cuore in mano.
Caffè solubile, zucchero, sudore, una mano stretta...tu, Ishsha.