calze lasciate per terra
biancheria nera sparsa,
immobili tracce di tante cose
lasciano immaginare quando...
Il mio stomaco ribolle,
sto male, non chiedo nulla,
rispetto il silenzio stando zitto
e continuo nel mio malessere.
già, anche gli uomini
hanno questi guasti
stanno male..soffrono
piangono, e non parlano
per evitar discussioni
o risse o altro, trattengono
il loro dolore, senza farlo
esplodere, oggi, è così
una storia che si ripete
infinite volte, un modo di vivere
un modo di soffrire, senza parlare
scegliendo il nostro guscio
riempendo il nostro guscio
perchè sappiamo ci rimane
solo quello, un rifugio
che si chiama ombra.
ombra, protezione, proiezione
verso un futuro, un potere
che ci fa vivere ancora
dandoci delle chances
ed in quel futuro, cercare amore
perchè solo in quello
si vince la paura, non soli
perchè soli si ha paura.
Amare, avere un sogno
può molto, può dare veramente
la voglia di vivere, anche qui
mentre ti parlo, sto vivendo
un sogno, in questo preciso
istante, il mio sogno è essere
Vedi, ora scorrono i caratteri
il video ti appartiene, di mio
trovi solo un abbraccio forte
Non posso baciarti, ho paura
che sentiresti sulla mia bocca
un sapore diverso dal solito
Ti ho parlato di quel sapore,
non l'hai mai visto realmente
e non lo vedrai, MAI.
Oggi ho trovato le tue lacrime,
ho letto la tua preoccupazione,
sentito il tuo affetto, reale, non virtuale,
per questo ti racconto di me,
fuori dai miei scritti, dai miei
piccoli e fiabeschi arabeschi.
ti parlo di cose che conosci,
dei miei sogni, del dolore,
ti parlo di come vivo, o non vivo.
E questa non è un'immagine,
questo è l'uomo con le labbra bianche,
l'uomo che scrive per te.
Questo oggi, è l'uomo,
quel pazzo che ha scritto una storia vera
perchè tu la conosca, questo, sono io.
E ti amo, Ishsha
Davide, Golia, nessuno..
io son nessuno, nè il gigante
nè il pastore, neppure la pietra.
SONO, voglio essere ancora
un uomo, solo un uomo
che ti adora, un UOMO.
Mi vuoi così, per camminare,
andare avanti insieme,
mi vivi come uomo? eccomi
silente silenzio, son le parole
che muovono gli occhi dell'anima,
son i gesti che fanno il rumore
dell'abbraccio
non sentirti in imbarazzo,
perchè non scrivo cose scontate,
perchè adoro vederti così,
sono io, in imbarazzo a darti così poco
rispetto a quanto vorrei dare
ed il tuo star muta per questo.
aggiunge uno stile, anzi, lo stile
inconfondibile dal tratto,
nel deliziare con scelte
raffinate, anche i particolari
e nel permettermi, di avere
te, come musa, in un sospiro
Sono quei sospiri, che mi fanno
arrossire di gioia e dal piacere
che tu gradisca le mie piccole cose
Riprendo pensieri che ho poggiato
come quel bacio sulla finestra..
è stato poggiato perchè arrivasse
con la delicatezza delle ali
di una farfalla...su una persona
ancor più delicata
le ali di una farfalla, perdono colore
se vengono toccate, semplicemente
sfiorate dalle dita, tu..prendi colore
ed hai molta più dolcezza, ma come loro
devi sentirti TUA, tua in ogni cosa,
anche nell'accettare un complimento
Tu, schiva arrossisci, tu guardi
con occhi di meraviglia e sguardi
a volte meravigliosamente infuocati
altre volte liquidi come il mare,
e mostri il tuo cuore nell'aprirli
unendoli al suono del sorriso
perchè sei per me, Ishsha
e ti amo
che volano intorno ad un fiore
colorano l'erba con nuove ombre
I movimenti delle ali, meno dolci
del movimento delle tue mani,
meno lucenti del movimento
dei tuoi occhi, ammalia chi
osserva, ti guardo affascinato.
Apri le dita, e tra loro,
le ciglia, gli occhi, non capisco
da dove provenga la luce più intensa.
Chiudi le dita, e tra loro,
le ciglia, gli occhi socchiusi,
capisco che sei luce intensa.
Stormi di farfalle, il fiore,
un coro di silenzi intorno,
un angolo in cui riflettere, amare.
Amare senza nessuno intorno,
liberi di arrossire per le nostre emozioni,
liberi di sussurrarle con un filo di voce.
Farfalle e fiore, quale ti rappresenta?
le ali della libertà ed il candore dei petali,
o il rossore delle guance, o la pelle diafana.
Mi prendi con i sorrisi, con i silenzi,
mi leghi con i pensieri, che s'annodano
morbidamente su te rendendomi tuo.
Quegli stessi pensieri, rendendomi tuo,
mi fanno sentire che sei mia
nel momento del pensarmi,
nell'attimo del volermi bene,
come se i nodi fossero passanti
ci si lega insieme.
Il volo delle farfalle continua,
disegna ancora cerchi ed elissi,
il fiore ne gode, aumentando
la sua aura, o son le farfalle
a sentire la forza dei petali,
degli stami, dei pistilli, del profumo.
Quelle evolute evoluzioni, disegnate
con le mani, con le dita, con gli occhi,
seguite nelle loro scie,
ad ogni giro lasciano cadere
una sola lettera, una A all'inizio,
una M, una O, una R, ed infine una E.
E ancora altri movimenti,
a scrivere nell'aria una parola
diversa, ancor più chiara,
seguo col pensiero la scritta
che appare lentamente
è il tuo nome, non oso dirlo.
e vorrei gridarlo, lo grido,
si, lo grido, un grido silenzioso
che lascio qui, solo per te,
Ishsha, e col mio urlo silente
poggio un bacio, sul davanzale
perchè segua le ali delle farfalle
e danzi per te, si poggi su te
con la stessa delicatezza di quelle ali
che portano la scritta "ti amo"
oggi, le parole si rifugiano nel caos
senza ordine, sgusciano dalle dita
un percorso lunghissimo per dirti solamente
Ti Amo Ishsha
gira intorno a noi, a NOI, siamo parte
di un movimento, siamo il movimento stesso
mentre tutto si muove, possiamo guardare
o partecipare al moto, ma siamo noi.
Caleidoscopio, raggi di luce, colori,
specchi, vetri, tende, ombre,
lenzuola, letti, cuscini, amore,
muri, porte, dentro, fuori, noi, sempre noi.
immobile aspetto, immobile nell'aspetto,
i miei occhi ascoltano i tuoi, seguendo
ogni battito di ciglia, guidano i miei pensieri,
volano da te, volano nel mio cuore.
cosa prendi dal mio sguardo, dal mio respiro,
dalla mia voce? la mia vita è tua
se per te ha un valore, prendila
mi dai così tanto, che scriverne è impossibile
mi dai così tanto, che pensarti
è limitativo, l'unica cosa che posso
fare per te, è amare il tuo essere donna
unica Ishsha, unica donna per me
Ti amo
ti ho lasciata che riflettevi
con una smorfia di rabbia e dolore
con lo sguardo dell'ansia
ora ti vorrei così, come nel mio sogno,
con un mezzo sorriso sulle labbra
svegliarti con un buongiorno,
particolare, con l'inchino al tuo sonno.
buona giornata da un uomo in ginocchio,
che crede nell'amore, nell'affetto,
che crede anche in un sorriso.
Buona giornata da chi, sà di non aver sbagliato
nell'inginocchiarsi ancora una volta
e nel guardarti pensandoti felice
il tuo sonno agitato, il mio sonno agitato,
ognuno chiuso nei suoi pensieri,
senza comunicare, ad ascoltare la voce delle nuvole
la senti ancora, le dai un nome, la chiami "l'altra",
la sento ora, la sento ancora, la chiamo col tuo nome
ed entrambi girandoci nel nostro dolore
evocando, cerchiamo il contatto
con quelle nuvole per sapere se dicono il vero,
ignorando altre voci, già catalogate.
ci giriamo, ci rigiriamo ancora,
come su una graticola, per sentire dolore,
negandoci la possibilità che quelle voci
siano solo frutto di nostri pensieri.
Nuvole che parlano, fumo nell'aria
ed una malinconia che ci avvolge
ti cerco, nel tuo sonno e nel tuo sogno,
ti cerco nei tuoi pensieri, volo
sino a te, percorrendo il cammino che vorrai.
Se vorrai, se vuoi, ora ascoltami,
ascoltami se hai un solo, minimo dubbio
che possa far vacillare la tua certezza.
come in un tango figurato,
tendi la mano nell'allontanare,
muovi il braccio per avvicinare
e le figure, si compongono sinuose
in mille intrecci, di corpi e d'anime,
sempre due, sempre lo stesso ballo,
ancora due, la musica disegna
nell'aria il movimento, quando stringersi,
quando allontanarsi, quando abbracciarsi,
quando abbracciarci, Ishsha, ti amo.
Mare, sei il mare!
il colore delle onde, la sabbia senza ombrelloni
sole che picchia, il vento leggero ma freddo
ancora spazi immensi che ingoiano tutto
nessuno, oltre me, il pensiero di te
e l'orizzonte
orizzonte che perde il suo fascino
se manca il tuo viso, se manca il tuo calore.
Sembra di specchiarsi sulla sabbia
mentre è solo ombra, se non ci sei
e sei sempre con me, hai sostenuto
il mio braccio mentre barcollavo
hai sostenuto il mio pensiero, mentre vacillava
sino a dargli forma, a renderlo concreto, a diventare tuo
rispondi "non ho fatto nulla di ciò...non sono niente..."
e ti dico ancora "a quattro mani, un pensiero
diventa poesia, a due menti un pensiero diventa IL pensiero "
il tuo non fare, è fare, l'essere niente è il tutto
e ancora dici "ripeto..non sono nulla..."
e sei pensiero, come me,ombra come me,
siamo, in questo siamo
fuori da questo, siamo ancora
esistiamo senza esitare, qui e altrove,
Ishsha, ti amo, leggilo come una dichiarazione,
sentilo come una dichiarazione,
in una mattina col cielo cieco, che conosci,
che hai visto, che hai vissuto con e come me,
per te, che leggi, queste parole, per te, che SAI,
per te che SEI, e sai di essere Ishsha.
Ascolta la voce di chi ha scelto di vivere
sapendo di aver poco e di volertelo dare.
assorbi allora una piccola cosa
la vita, che dà anche gioia
e vale la pena di combattere
apprensione, sostantivo che vuol dire
affetto, gelosia, vuol dire affetto
stima, vuol dire affetto
silenzio, vuol dire affetto, rispetto, stima
apprensione, gelosia, felicità, trasporto
vuol dire, il tuo nome.
le tue lacrime, trasformale in rugiada
libera le tue guance, lascia che i tuoi occhi
sorridano, conosci, sai, sei, sorridi
il tuo sorriso, le tue lacrime
siano di gioia, siano liberatorie
diventino riso e soddisfazione, cancella
le tue gelosie, sostituisci la rabbia
con quel che ti è proprio, la dolcezza
e l'amore, perchè ti amo più di me stesso.
ISHSHA...ISHSHA, ISHSHA...solo tu
ho visto un roseto selvaggio
tante piccole rose rosse
dal gambo cortissimo
ne ho colto il profumo
il vento le muoveva, bastava
il suo tocco a rendere omaggio
Ho visto un roseto
il selvaggio ero io, i fiori
vivevano in armonia
in mezzo a quel cespuglio
c'era una rosa più bella
ha attirato il mio sguardo
io, selvaggio, incantato
da un fiore, piccolo e immenso
nella sua bellezza colorata
mi trovo a provare a descriverlo
scrivendo per lei, parlandone,
scrivendo per te, parlando a te, rosa
i tuoi passi...fanno sembrare la seta
un umile pavimento in ceramica
trasformi le cose, esalti il selvaggio
che scrive, narra, parla di natura,
di musica, di odori, profumi l'aria
d'intensità...ecco
perchè ti parlo qui....
il vento passa, muove le foglie
ha il suo rumore, ha il suo silenzio
turbarlo, con le mie parole,
avrebbe un senso?, non l'avrebbe
quando posso sussurare, sussultare
alle tue risposte sussurrate
intensamente, dolcemente,
e la fiamma della candela
messa di fronte a noi, sul tavolo,
non cambia direzione, sale al cielo,
come la seta, quando cammini
non si muove, resta immota
ed il tuo incedere la lascia immota
perchè il tuo spirito è lieve, soave.
Ti amo, Ishsha
rasentando il muro per non fare ombra
con i pugni in tasca, stretti come le labbra
sino a trovare un rifugio, un angolo mio.
Eccomi, nello spazio che tu mi concedi
a raccontarti una sera, che ora è lucente
dopo tanto buio, brilla.
In una delle tasche, un buco dal quale
son uscite tante piccole cose
ed è rimasto, impigliato nelle dita
un bacio che avevo poggiato
sul palmo, per mandartelo
in un soffio, senza dire una parola
ora, guardo la mano, la sento piena
del calore di chi, ha ricevuto il bacio
e la rimetto in tasca, felice
il pugno ora, è come stringesse una mano
quella mano, di chi ha ricevuto il bacio
e la tasca, col suo buco, una splendida custodia.
e non dirmi, "chi è la musa"
tu, sei la musa, sei la mano
sei la tasca, io sono solo il buco
Tersicore ha ispirato il gesto del bacio
e come musa, sei musica, danza,
movimento e pausa, ogni momento diverso
sei una musa..col tuo silenzio
sei una musa, con le immagini
perchè mi permetti di essere io
Si, essere IO, me stesso,
senza nascondere, vergognarmi
senza aver paura di esporre le mie nudità
quel buco nella tasca, quei buchi
sulla mia pelle, sono i segni
che porto addosso, i segni della vita
quel buco nella tasca, quei buchi
sulla mia pelle, sono i sogni
che porto dentro, i sogni della vita
e tu fai parte dei miei sogni
sei il mio sogno più bello
ti amo, Ishsha
di aver perso qualcosa, mi opprimeva questo pensiero,
senza capacitarmi di quanto fosse successo, ero triste,
poi...ti ho vista, ed ho sentito la tua energia, la tua gioia.
L'immagine di una tasca bucata, che lascia cadere a terra
piccole cose, ma trattiene le cose grandi e importanti,
da quel buco stanno uscendo tante cose, lasciando spazio
a emozioni nuove, evocando presenze.
Ti amo